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La destra censura i vaccini a scuola: la legge per la salute dedicata a Veronesi ammicca ai no Vax

Scritte apparse davanti a un liceo di Torino nel 2021 (ansa)

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Il provvedimento approvato dalla maggioranza in Senato prevede un piano triennale per insegnare la sana alimentazione, i pericoli del fumo e anche quelli legati ai social network. Ma due emendamenti di Lega e FdI fanno sparire l’informazione sulle immunizzazioni
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Sì alla promozione della salute nelle scuole, purché non si parli di vaccini.

Non è la frase di un comizio, non il rumore di fondo cui ci ha abituati il dibattito post Covid, non la discutibile richiesta di un fervente no Vax. Ma è quanto prevede l’ultima legge che la maggioranza di governo ha approvato in Senato. Un nuovo capitolo della competizione a destra. Un pagar pegno a retaggi reazionari e pregiudizi oscurantisti, anche quando in discussione c’è l’educazione dei ragazzi o – citiamo dalla dichiarazione di voto in Aula di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni – del “futuro della nostra nazione”.

E dunque, dopo aver approvato una legge per l’educazione sessuale a scuola, ma solo dalle medie e con permesso scritto dei genitori, ecco l’educazione alla salute ma senza – per carità – mai toccare il tema dei vaccini. Non una svista o una dimenticanza. Ma u…

Questo è il numero di giovedì 18 giugno 2026 della newsletter La verità, vi prego. Per attivare l'iscrizione clicca qui.

Sì alla promozione della salute nelle scuole, purché non si parli di vaccini.

Non è la frase di un comizio, non il rumore di fondo cui ci ha abituati il dibattito post Covid, non la discutibile richiesta di un fervente no Vax. Ma è quanto prevede l’ultima legge che la maggioranza di governo ha approvato in Senato. Un nuovo capitolo della competizione a destra. Un pagar pegno a retaggi reazionari e pregiudizi oscurantisti, anche quando in discussione c’è l’educazione dei ragazzi o – citiamo dalla dichiarazione di voto in Aula di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni – del “futuro della nostra nazione”.

E dunque, dopo aver approvato una legge per l’educazione sessuale a scuola, ma solo dalle medie e con permesso scritto dei genitori, ecco l’educazione alla salute ma senza – per carità – mai toccare il tema dei vaccini. Non una svista o una dimenticanza. Ma una scelta precisa, esercitata da Lega e FdI con due emendamenti gemelli per cancellare dal testo la parola “vaccinazioni”. In ossequio a una linea politica che – più apertamente il partito di Matteo Salvini, più cautamente quello di Meloni – cerca di conquistare i favori dell’elettorato no Vax vigilando su pericolose aperture vacciniste, finché non si potrà (Claudio Borghi, della Lega, in Parlamento ci prova e riprova) cancellare l’obbligo vaccinale.

La legge, dunque. È dedicata alla memoria del celebre oncologo Umberto Veronesi ed è infarcita di sani principi e buone intenzioni. In tempi di ristrettezze di bilancio prevede persino un micro-stanziamento di un milione di euro (25 euro a scuola, ha calcolato la cinquestelle Barbara Floridia). Per promuovere della salute nelle scuole, anche con l’adozione di un piano triennale di prevenzione. E istituire, il 28 novembre, una giornata nazionale della prevenzione in memoria di Veronesi (una specialità di questa legislatura istituire giornate nazionali: ne abbiamo parlato in questa newsletter).

È lungo l’elenco dei meritevoli obiettivi del provvedimento (è stato approvato il 16 giugno in Senato, ora dovrà avere il via libera della Camera). Educare i ragazzi alla sana alimentazione, metterli in guardia dai disturbi alimentari e anche informarli dell’importanza di corrette abitudini per la prevenzione odontoiatrica. Sensibilizzarli fin dalla scuola primaria sull’importanza dello sport e sulla nocività del fumo, anche da sigaretta elettronica, dell’alcol e delle droghe. Educarli al rispetto dell’ambiente e anche a contrastare l’abuso dei social network. Vaste programme. Con un grande assente: i vaccini.

Il testo in origine prevedeva che il piano triennale si impegnasse a “informare sull’importanza dell’adesione consapevole alle vaccinazioni per la tutela della salute presente e futura delle giovani generazioni”. Tutto qui? Sì. Creare consapevolezza sul tema. Nulla di eclatante: informare. Eppure troppo, per Lega e FdI. Che con due emendamenti gemelli del leghista Borghi e della meloniana Cinzia Pellegrino hanno chiesto e ottenuto di stralciare quel passaggio dalla legge.

E si potrebbero ricordare i tentativi precedenti di Borghi di eliminare ogni obbligo vaccinale, dilungarsi sugli attacchi di Salvini all’Organizzazione mondiale della sanità. Basterà qui citare la reazione del vicepremier alle notizie sull’Hantavirus. “Dicono: ‘arrivano nuovi virus ma stiamo lavorando ai vaccini’. Anche no. Facciamo che la scienza faccia scienza”, proclamava il segretario della Lega, lasciando il dubbio di come la scienza dovrebbe fare la scienza se non studiando come contrastare i virus. Quel che è fin d’ora chiaro, è che le uscite di questo tipo promettono di moltiplicarsi con l’avanzare della campagna elettorale per le politiche, considerato che Roberto Vannacci, che con i vaccini non sembra avere problemi essendosi iniettato contro il Covid anche il russo Sputnik, deve rendere conto a un vasto mondo di no Vax deluso dalle mancate promesse della destra di governo. Ed è banale allora chiedersi quali altre sorprese riserverà il Parlamento, dopo la battaglia per cancellare un innocuo impegno a informare i ragazzi.

Quel che è accaduto però non è banale: ha ricevuto il via libera in prima lettura una legge per promuovere la salute nelle scuole, che epura l’informazione sui vaccini. Quella legge se l’è approvata solo la maggioranza, va detto. L’opposizione si è astenuta e ha denunciato la “vergogna” di un provvedimento che – ha dichiarato in Aula Tino Magni di Avs - “strizza l'occhio alle frange più oltranziste, antiscientifiche, oscurantiste e no Vax di questo Paese” proprio a scuola, dove invece andrebbero difese, “non nascoste”, una “cultura vaccinale e un'informazione basata sulle evidenze mediche”. Per un testo che si fonda “sull'idea che la conoscenza sia uno strumento di prevenzione, la soppressione del riferimento alle vaccinazioni è una contraddizione evidente”, ha fatto notare dal Pd Ylenia Zambito. E ha denunciato come “famosi no Vax” siano intanto sbarcati in Parlamento, su richiesta della destra, attraverso le audizioni in commissione d’inchiesta sul Covid. Ma questa forse è un’altra storia. La storia che qui raccontiamo è quella di una proposta di legge che nega ai ragazzi l’informazione sui vaccini, censura un pezzo di conoscenza, mentre vanta di farsi carico del “futuro della nazione”.

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