Le lezioni newyorkesi, Mamdani il comunicatore
di Giovanni DiamantiÈ sbagliato scambiare Zohran Mamdani per il nuovo profeta della sinistra globale. Il suo progetto — e ancor più la sua leadership — sono profondamente newyorchesi e, almeno per ora, difficilmente trapiantabili al di fuori della Grande Mela. Allo stesso modo, la sua campagna elettorale si è basata, com’è corretto che sia, sul contesto cittadino e sulle caratteristiche del candidato. Un trentenne radicale, musulmano, nato fuori dagli Stati Uniti. Eppure, ci sono molte lezioni da apprendere dalla sua folle corsa per gli strateghi elettorali anche in Italia.
La prima: servono messaggi forti. Mamdani li ha avuti dal primo momento, esprimendo così una visione di città complessiva. Non serviva studiarne il programma per capire da che parte stava sulle grandi sfide del futuro. Bastavano le poche parole chiave dei suoi claim e materiali: “For a New York you can afford”, “This city belongs to you”, “Zohran is running for mayor to lower the cost of living for working class New Yorkers”; letteral…
È sbagliato scambiare Zohran Mamdani per il nuovo profeta della sinistra globale. Il suo progetto — e ancor più la sua leadership — sono profondamente newyorchesi e, almeno per ora, difficilmente trapiantabili al di fuori della Grande Mela. Allo stesso modo, la sua campagna elettorale si è basata, com’è corretto che sia, sul contesto cittadino e sulle caratteristiche del candidato. Un trentenne radicale, musulmano, nato fuori dagli Stati Uniti. Eppure, ci sono molte lezioni da apprendere dalla sua folle corsa per gli strateghi elettorali anche in Italia.
La prima: servono messaggi forti. Mamdani li ha avuti dal primo momento, esprimendo così una visione di città complessiva. Non serviva studiarne il programma per capire da che parte stava sulle grandi sfide del futuro. Bastavano le poche parole chiave dei suoi claim e materiali: “For a New York you can afford”, “This city belongs to you”, “Zohran is running for mayor to lower the cost of living for working class New Yorkers”; letteralmente “Per una New York che puoi permetterti”, “Questa città appartiene a te”, “Zohran si candida a sindaco per ridurre il costo della vita per i newyorkesi della classe lavoratrice”. Un messaggio che racchiude tutte le caratteristiche richieste dalle celebri “regole” di James Carville, storico spin doctor clintoniano: semplicità, rilevanza, e una costante ripetizione nei mesi di campagna. La disciplina di Mamdani nel “rimanere nel messaggio”, anche quando gli attacchi degli avversari cercavano di portarlo su altri temi, è stata decisiva.
Ma oltre ai messaggi, serve la presenza fisica: stare nei quartieri, parlare con le persone. I numeri del suo comitato sono impressionanti: più di 100mila volontari, più di 3 milioni di porte bussate per il famoso “porta a porta”, 4 milioni e mezzo di telefonate. Sono numeri sbalorditivi anche per una città enorme come New York. Il porta a porta, quello vero, fatto di persone che bussano, parlano e si confrontano con gli elettori, è di gran lunga l’arma più efficace per convincere gli elettori indecisi (lo testimoniano tra l’altro i dati di una ricerca Liegey Muller Pons del 2010), ed è allo stesso tempo una tecnica abbandonata in buona parte del nostro Paese con il tramonto della Prima Repubblica. Negli Stati Uniti è invece il segno distintivo delle campagne di mobilitazione più efficaci, da Obama in poi.
Mamdani ha inoltre mantenuto per tutta la campagna un tono esuberante: era facile proporlo da outsider, non era scontato conservarlo dopo la vittoria alle primarie, con un nuovo ruolo, quello di frontrunner. Ha scelto di non cedere a compromessi sulla propria immagine, anzi, ha trasformato la sua età in un elemento di autoironia: in un video per il suo compleanno annunciava di aver deciso di ‘invecchiare’ per rispondere alle accuse di inesperienza. Social media e attività sul territorio integrate hanno mantenuto nel tempo l’obiettivo di realizzare una campagna divertente, per i volontari e per i follower. Una caccia al tesoro organizzata in città (e lanciata con un video estremamente giocoso), tornei sportivi, reel ironici, identità visiva fresca e non tradizionale: Mamdani ha messo in piedi una macchina e una campagna giovani, riuscendo a coinvolgere un numero di volontari record, mantenendo sempre un messaggio concreto per non allontanare le fasce elettorali più adulte.