✕

È (ancora) l'economia: perché le manovre finanziarie fanno e disfano i governi

La legge di bilancio è soprattutto madre di sofferenze nell’opinione pubblica, un evento nel quale i rischi superano di gran lunga le opportunità
2 minuti di lettura

It’s the economy, stupid! Letteralmente: è l’economia, stupido. Si tratta forse del più celebre promemoria elettorale di sempre, con il quale James Carville, storico stratega democratico, rammentava nel 1992 a Bill Clinton di rimanere on message durante il dibattito con Bush sr, e di concentrare i propri attacchi sui temi economici. È infatti spesso l’economia il vero motore del consenso ai governi, croce e più raramente delizia di tanti esecutivi che si sono dovuti loro malgrado confrontare con le leggi finanziarie. Probabilmente, il momento più delicato dell’anno per i governi, in cui ciascun partito cerca spazi e occasioni per inviare messaggi di difesa al proprio elettorato di riferimento, in cui ciascuno cerca di imporre - o di intestarsi - un provvedimento simbolo sul quale poi orientare la comunicazione.

Tuttavia, la legge di bilancio è soprattutto madre di sofferenze nell’opinione pubblica, un evento nel quale i rischi superano di gran lunga le opportunità. Sono tanti i govern…

It’s the economy, stupid! Letteralmente: è l’economia, stupido. Si tratta forse del più celebre promemoria elettorale di sempre, con il quale James Carville, storico stratega democratico, rammentava nel 1992 a Bill Clinton di rimanere on message durante il dibattito con Bush sr, e di concentrare i propri attacchi sui temi economici. È infatti spesso l’economia il vero motore del consenso ai governi, croce e più raramente delizia di tanti esecutivi che si sono dovuti loro malgrado confrontare con le leggi finanziarie. Probabilmente, il momento più delicato dell’anno per i governi, in cui ciascun partito cerca spazi e occasioni per inviare messaggi di difesa al proprio elettorato di riferimento, in cui ciascuno cerca di imporre - o di intestarsi - un provvedimento simbolo sul quale poi orientare la comunicazione.

Tuttavia, la legge di bilancio è soprattutto madre di sofferenze nell’opinione pubblica, un evento nel quale i rischi superano di gran lunga le opportunità. Sono tanti i governi inciampati nel corso del dibattito e dell’approvazione della manovra, senza più riuscire a riemergere nei consensi degli italiani. Nel 2006, il governo Prodi fu inizialmente promosso a pieni voti da quasi sei cittadini su dieci, precisamente dal 59.1% secondo un sondaggio Eurisko per Repubblica del luglio di quell’anno, complice il clima trionfale generatosi nel Paese in seguito alla vittoria dei Mondiali. Può apparire strano, ma l’onda di fiducia trasmessa da quell’evento sportivo si riversò chiaramente su tutte le istituzioni e ad ogni livello. Fu tuttavia un consenso fugace, e l’esecutivo dell’Unione affondò nell’opinione pubblica già a fine anno, per colpa di una finanziaria vista da molti come troppo orientata alla tassazione.

Una storia simile ha caratterizzato successivamente la parabola del governo Monti: inizialmente ben accolto da una quota record di italiani, il 78.6% secondo l’Atlante Politico di Demos per Repubblica di novembre 2011, con un balzo di oltre 58 punti in un mese rispetto all’ultimo dato sul governo Berlusconi prima della caduta, divenne rapidamente impopolare per una legge finanziaria a dir poco austera, e trascinò poi il professor Monti a un risultato deludente alle Politiche 2013.Meloni e il centrodestra negli ultimi anni hanno superato indenni le manovre economiche di fine anno, eppure in questo 2025 stanno mostrando crepe e difficoltà nuove. Perché, appunto, ogni partito utilizza la finanziaria per mandare messaggi elettorali ai propri target, e in tempi di stagnazione questa operazione è delicata. Emergono divisioni, e soprattutto, alla lunga, emergono i problemi del Paese, il costo della vita, e le difficoltà che i cittadini notano nel tempo: i numeri economici non si rivedono automaticamente nelle tasche degli italiani, ci vuole tempo. I dati oggettivi non bastano, è la percezione a fare la differenza.

Il consenso del governo è in calo, è un dato registrato ormai da tutti gli istituti, e non a caso questa finanziaria si sta rivelando più complessa delle precedenti per Meloni e Giorgetti. Allo stesso modo, può avere la funzione di rinvigorire l’opposizione, in parlamento e nel Paese, secondo il vecchio detto americano per cui, alla fine, è l’economia, stupido!

Leggi i commenti