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La galassia centrista: uno spazio c’è, manca una strategia comune

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Una grande federazione liberale difficilmente potrebbe raggiungere consensi equivalenti alla sommatoria virtuale dei partiti. Ma uno spazio significativo evidentemente è presente
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C’è un dato nascosto, nei sondaggi di opinione, che non balza subito all’occhio perché nasce da una sommatoria, solo teorica, di partiti piccoli, alcuni in crescita, altri stabili. Prendiamo l’ultimo sondaggio Youtrend per Sky Tg24: Azione al 3,2%, Italia Viva al 2,2%, il Partito Liberaldemocratico all’1,2%, +Europa all’1,2%, Ora! all’1,1%. Sono tutte forze liberali e centriste, e immaginandole come un partito unitario si ricaverebbe un importante 8,9%.

Certo, sommare questi partiti è un errore, un mero esercizio di stile, per diverse ragioni.

Anzitutto, buona parte di questi soggetti sono caratterizzati da una decisa impronta personale, ancorati a una leadership forte e carismatica: una federazione o un’alleanza larga tra diversi partiti non può che prevedere un sacrificio da parte di diversi leader, con conseguente smobilitazione di una quota della base potenziale.

Inoltre, la comune appartenenza a un mondo “lib” non può celare differenze radicali tra gli elettorati di riferimento, …

C’è un dato nascosto, nei sondaggi di opinione, che non balza subito all’occhio perché nasce da una sommatoria, solo teorica, di partiti piccoli, alcuni in crescita, altri stabili. Prendiamo l’ultimo sondaggio Youtrend per Sky Tg24: Azione al 3,2%, Italia Viva al 2,2%, il Partito Liberaldemocratico all’1,2%, +Europa all’1,2%, Ora! all’1,1%. Sono tutte forze liberali e centriste, e immaginandole come un partito unitario si ricaverebbe un importante 8,9%.

Certo, sommare questi partiti è un errore, un mero esercizio di stile, per diverse ragioni.

Anzitutto, buona parte di questi soggetti sono caratterizzati da una decisa impronta personale, ancorati a una leadership forte e carismatica: una federazione o un’alleanza larga tra diversi partiti non può che prevedere un sacrificio da parte di diversi leader, con conseguente smobilitazione di una quota della base potenziale.

Inoltre, la comune appartenenza a un mondo “lib” non può celare differenze radicali tra gli elettorati di riferimento, non sempre compatibili. + Europa, ad esempio, il partito fondato da Emma Bonino, ha un elettorato prevalentemente giovane, istruito, urbano, progressista, che mette i diritti al primo posto della propria agenda politica: da alcuni punti di vista, si avvicina più all’elettorato verde che a quello di altri partiti liberali, più legati a tematiche di crescita economica e meno alla difesa dei diritti. Non parliamo quindi di un unico elettorato diviso dalla frammentazione dell’offerta, ma di diversi segmenti che rispondono a priorità differenti: diritti civili, federalismo europeo, crescita economica, pragmatismo.

Soprattutto, però, a dividere questi partiti c’è la prospettiva strategica. Molti guardano al centro, spesso però senza collaborare tra loro. Alcuni guardano a sinistra come una scelta naturale: buona parte dei leader vengono da partiti progressisti e la maggioranza del loro elettorato ha votato a sinistra per tutta la vita. Altri, guardano a destra, come orientamento stabile o tatticamente, con l’obiettivo di scegliere di volta in volta l’alleanza più adeguata.

Una grande federazione liberale, dunque, difficilmente potrebbe raggiungere consensi equivalenti alla sommatoria virtuale dei partiti. Ma uno spazio significativo evidentemente è presente.

C’è infine una grande incognita, una spada di Damocle che incombe su molti partiti, ad oggi limitati nel compiere scelte strategiche decisive, ed è quella della legge elettorale. Se con il Rosatellum una coalizione centrista potrebbe risultare decisiva, con la legge elettorale proposta dal centrodestra gli spazi di manovra si ridurrebbero sensibilmente, mentre invece acquisirebbe senso tattico una ricerca di protagonismo all’interno di uno dei due poli.

La vera incognita, tuttavia, non è se esista uno spazio politico liberale e centrista, ma è relativa all’orizzonte di queste forze. Il centro è una destinazione o un luogo di passaggio per conquistare influenza? Tutti i ragionamenti, alla fine, partono dalla risposta a questa domanda.

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