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Ceuta, Schengen e la fabbrica dell’emergenza

(reuters)

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La sospensione del trattato è (solo) un simbolo. Un rischio immediato per l’Italia non c’è mai stato, ma la reazione governativa è servita a creare una sensazione di paura e pericolo imminente a cui far fronte
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Narrazioni, frame: ovvero, “cornici cognitive”. La base del racconto politico e dei leader. Chi riesce a dominarli, comanda il dibattito pubblico.

Tra Ceuta e l’Italia ci sono un mare, la Spagna e la Francia. Tuttavia, questa distanza, cinicamente rimossa nella narrazione governativa, è improvvisamente scomparsa nella giornata di giovedì. La successiva scelta di reintrodurre immediatamente i controlli sugli arrivi dalla Spagna, raccontata politicamente come una “sospensione di Schengen”, ha ricreato comunicativamente una distanza che nei fatti c’era sempre stata, ma nelle reazioni immediate e concitate, sembrava essersi dissolta.

Un rischio immediato per l’Italia, verosimilmente, non c’è mai stato, ma la reazione governativa è servita a creare una sensazione di paura, di …

Narrazioni, frame: ovvero, “cornici cognitive”. La base del racconto politico e dei leader. Chi riesce a dominarli, comanda il dibattito pubblico.

Tra Ceuta e l’Italia ci sono un mare, la Spagna e la Francia. Tuttavia, questa distanza, cinicamente rimossa nella narrazione governativa, è improvvisamente scomparsa nella giornata di giovedì. La successiva scelta di reintrodurre immediatamente i controlli sugli arrivi dalla Spagna, raccontata politicamente come una “sospensione di Schengen”, ha ricreato comunicativamente una distanza che nei fatti c’era sempre stata, ma nelle reazioni immediate e concitate, sembrava essersi dissolta.

Un rischio immediato per l’Italia, verosimilmente, non c’è mai stato, ma la reazione governativa è servita a creare una sensazione di paura, di pericolo imminente a cui far fronte. La sua efficacia operativa appare secondaria rispetto alla sua funzione politica e comunicativa. La sospensione di Schengen è quindi (solo) un simbolo: per mostrare pugno duro e forza, politica e comunicativa. È una misura che produce soprattutto un messaggio per un target ben definito. Difficile pensare che possa bloccare realmente i flussi migratori in entrata, ma marca un posizionamento.

Dal punto di vista strategico, questo provvedimento aiuta Meloni e il centrodestra, in un periodo di difficoltà, a riguadagnare il dominio dell’agenda politica, comunicando simultaneamente una serie di messaggi che rispondono a esigenze tattiche e di lungo termine.

Anzitutto, si esplicita che “il pericolo esiste”, generando una sensazione di paura, di “invasione alle porte”, che necessita quindi di una risposta difensiva. In secondo luogo, evidenzia una capacità di reazione immediata di Palazzo Chigi, che avrebbe quindi intercettato un problema sul nascere, muovendosi in anticipo rispetto ad altri Paesi e alla concretizzazione del problema stesso, ovvero quando nessuno dei migranti aveva ancora raggiunto la Spagna continentale e, tanto meno, l’Italia.

Allo stesso modo, esibisce la forza del governo, pronto a mettere simbolicamente in discussione uno dei principi più riconoscibili dell’integrazione europea e a mettere a rischio una relazione con un Paese alleato pur di “difendere” i propri confini, evidenziando ancora una volta una capacità di reagire in anticipo rispetto ai partner europei, vittime delle lentezze burocratiche di Bruxelles. A spiccare, la figura della premier, Giorgia Meloni, sostenuta in questa mossa in modo convinto e senza significative differenziazioni anche da Tajani, nonostante il tradizionale europeismo rivendicato da Forza Italia.

È una strategia raffinata, ma basata su una deliberata esasperazione del rischio, che rende chiarissimo il messaggio divulgato, meno gli effetti concreti della mossa nel prossimo periodo. Il risultato, per ora, è soprattutto comunicativo: il centrodestra ha riconquistato la centralità mediatica dopo settimane di affaticamento. Resta da capire quanto la misura serva davvero a impedire eventuali movimenti secondari dalla Spagna e quanto, invece, risponda all’urgenza politica di arginare l’ascesa di Futuro Nazionale.

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