Parigi, dove risuona l’altra musica delle banlieue
di ERNESTO ASSANTE - foto di JOE PENNEY / REUTERSRapper, stilisti, imprenditori, giovani talenti che fanno della marginalità il punto di forza per scatenare creatività e superare l’intolleranza.
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Il rap è diventato, negli ultimi venti anni, la lingua musicale principale di quelle strade che sembrano portare al nulla, quelle dove vivono moltissimi giovani, nati in Francia da famiglie immigrate una o due generazioni prima, ed è nelle sue molte e diverse incarnazioni uno strumento fondamentale nella costruzione di un’identità per una generazione di giovani che sente di vivere ai margini del mainstream culturale e sociale francese. Ma se è vero, come scrive Simon Frith, che la musica popolare è «il processo attraverso il quale l’identità viene attivamente immaginata, creata e costruita», è anche vero che la cultura hip hop francese è diventata il principale elemento per collegare le periferie urbane al resto del mondo, saltando a piè pari i luoghi deputati e centrali della cultura transalpina.
La musica dei dj, le rime dei rapper, gli abiti degli stilisti delle banlieue possono non avere “diritto di cittadinanza” nel centro delle città, ma lo hanno in un universo globale nel quale si trovano perfettamente a loro agio, con il quale sono perfettamente in sintonia. Con la musica il confine delle banlieue si sposta, le strade non sono più ai margini delle città, ma al centro del mondo, le possibilità di riscatto non sono solo entro i confini del quartiere ma molto più in là.
Le foto di questa pagina sono state scattate nel distretto Seine-Saint Denis, all’estremo nord di Parigi, che raggruppa alcuni dei quartieri tra più poveri della città, dove sono cresciuti e operano artisti come Ichon, rapper come Worms-T e la sua crew La Rue La Vraie, designer come Aisse N’diaye che ha presentato la sua linea di moda Afrikanista, o giovani imprenditrici nel mondo della musica come Sonia Amogou, protagonisti delle foto. Seine Saint-Denis è uno dei luoghi principali del rap d’oltralpe, il distretto 93 è sempre stato vivace, il rap era ben radicato già negli anni novanta, e anche oggi nelle sue strade operano artisti che si sono guadagnati visibilità e successo. Rapper storici come i Supreme NTM, scrittori come Rachid Santaki, attori di successo come Omar Sy o Jamel Debbouze, sono partiti dal distretto 93 per conquistare il mondo.
E così vogliono fare i ragazzi ritratti in queste foto, ragazzi che vogliono un futuro, che non vogliono restare schiacciati dalla violenza e dall’integralismo religioso, ragazzi che la loro identità nella periferia se la costruiscono con fatica e creatività. E non accade solo a Seine Saint-Denis, in risposta alla marginalità, alle tensioni sociali, religiose e razziali, le banlieue francesi sono diventate non solo luogo di violenza e disperazione, ma anche luoghi in cui stanno nascendo alcuni dei più interessanti giovani artisti, attori, musicisti, designer, stilisti, della Francia contemporanea, personaggi come La Fouine che in pochi anni si è costruito un piccolo universo creativo, come rapper, come creatore di una linea di streetwear, come imprenditore musicale con un’etichetta chiamata, non a caso, Banlieue Sale, giovani che combattono la loro battaglia quotidiana contro le difficoltà della vita ma anche contro gli stereotipi nei quali si sentono ingabbiati.