Apartire dal 1941, quando la Gran Bretagna resisteva solitaria al nazismo in Europa, non c'erano soltanto i leggendari piloti della Raf a contrastare gli attacchi della Luftwaffe. Sul cielo della Manica, impegnati a mantenere le comunicazioni con la resistenza in Francia, e più tardi nei preparativi per lo sbarco in Normandia, al servizio di Sua Maestà - e in senso più ampio della libertà e della democrazia - volavano anche altri eroici avieri: i piccioni viaggiatori. Non a caso, di 53 medaglie al valore assegnate dal Regno Unito alle diverse specie di animali (tra cui cani, cavalli, muli, cammelli) arruolati nelle forze armate, 32 andarono a questi intrepidi volatili, capaci di attraversare non solo il mare ma centinaia e centinaia di chilometri, per depositare un messaggio e tornare alla base. Senonché, come indicano le onorificenze al valore, non tutti rientravano, colpiti da bombe, esplosioni, fucilate, preda della natura (i falchi) o delle intemperie.
Ben prima che il suo ruolo risaltasse in un conflitto mondiale, la Columba livia, questo il nome scientifico, aveva un nutrito numero di fan. Il riferimento non è a coloro che da bambini gettano mangime ai piccioni, magari per scattare una fotografia quando si avvicinano in una nuvola di piume: tutti abbiamo avuto momenti simili almeno una volta nella vita. I veri appassionati, tuttavia, sono altri: gente che con i piccioni vive in simbiosi, che li custodisce come adorati animali domestici pur rispettandone l'indole selvatica e che ne fa i propri partner in accese competizioni sportive.
Come il calcio, il rugby, la boxe, il tennis e altre discipline, anche le corse dei piccioni sono nate in Inghilterra. La ragione è la stessa per tutti gli sport: questo Paese, quando esisteva l'Impero Britannico, era il centro del pianeta, l'unica superpotenza mondiale, il crocicchio di tutte le invenzioni e i progressi dell'umanità. La Royal Pigeons Racing Association, l'associazione che riunisce i piccioni da competizione, fu fondata a Leeds il 28 marzo 1896. Il titolo di "reale" è stato aggiunto in seguito e non è solo un modo di dire: i Windsor hanno allevato piccioni viaggiatori per generazioni e tuttora la regina Elisabetta mantiene una colombaia a Sandringham, la residenza di campagna nella contea del Norfolk in cui la sovrana trascorre tradizionalmente il Natale. E in Inghilterra si svolge, oltre a un circuito di gare di velocità e distanza, l'evento più importante del mondo in materia: il British Homing World Show, una due giorni di sfide, compravendita, premi di bellezza (per colombi, naturalmente, non per i loro proprietari) e fiere, che si ripete annualmente in gennaio a Blackpool, stazione balneare affacciata al mare d'Irlanda, da alcuni soprannominata "la Rimini inglese", non perché vi somigli (sulla spiaggia spicca una copia piuttosto kitsch della Torre Eiffel) ma per i suoi prezzi estremamente popolari.
Naturalmente, se gli inglesi hanno inventato o reinventato lo sport delle corse di questo tipo a fine Ottocento, non sono stati loro a scoprire per primi i piccioni viaggiatori. I purosangue del cielo, come li chiamano gli allevatori, sono rimasti per molto tempo il più veloce mezzo di comunicazione disponibile, grazie a una eccellente abilità nel trovare la via per tornare al nido. Il loro utilizzo risale agli antichi egizi, dunque a 3 mila anni fa, ed è rimasto un efficace mezzo di comunicazione fino all'avvento del telegrafo e poi del telefono. Ma anche in seguito, dopo che la nascita di questi nuovi strumenti, il piccione viaggiatore ha mantenuto la sua importanza in campo militare: in entrambe le guerre mondiali ne vennero usati a migliaia per spedire messaggi segreti, scritti carta leggera o microfilm e inseriti in un tubicino legato a una zampa. Oggi le gare si fanno con il rilevatore Gps via satellite, la rivoluzione digitale ha portato la modernità anche in questo sport così particolare. Ma resta qualcosa di antico nel fascino della colomba che vola, vola, vola, guidata da una bussola misteriosa che la tiene legata al proprio nido, al proprio allevatore, alla propria casa.
Oli Scarff*
Nei rari momenti in cui non fotogarfo - a parte mangiare e dormire - amo andare in bici, correre e scalare montagne con la mia avventurosa consorte. L’amore per la natura attraversa da sempre gli scatti di Oli Scarff, fotografo inglese che ha girato il mondo e realizzato reportage per New York Times, Sydney Morning Herald, LA Times, The Guardian e Washington Post.
Ha vinto il British Press Awards Photographer of the Year ( 2011) e in queste foto ha raccontato la più grande fiera britannica dedicata ai piccioni viaggiatori che si svolge a Blackpool, sul mare d’Irlanda, dove ogni anno circa 25mila visitatori, tra appassionati e allevatori, arrivano da tutta Europa per ammirare i volatili addestrati