Quella che impressiona l’obiettivo della fotografa milanese è proprio questa forza travolgente, apparentemente mimetica, in realtà quasi eversiva. Che fa cadere gli idoli dello star system dai loro piedistalli sberluccicanti, incrina quella superficie scintillante e al tempo stesso imbalsamata dal look. Il travestimento infantile denuncia, anche senza volerlo, quella specie di botox mediatico che trasforma le persone in maschere. Come la Jennifer Lopez, piumata come un dark angel, dove la nuda verità del vicolo fa cortocircuito con quelle piccole ali della libertà. E la ragazzina nel ruolo di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, con tanto di sigaretta e bocchino alla faccia del politicamente corretto, in realtà mette un carico da novanta sotto l’icona patinata della diva mai cresciuta. E di quello che ha rappresentato per generazioni di donne, il cui sogno era andare davvero a colazione da Tiffany.
Ancora più tranchant la miniaturizzazione di Belén Rodriguez al matrimonio di Elisabetta Canalis. Abito bluette, decisamente elettrico ma provvidenzialmente sdrammatizzato dall’aria da focaccina della bimba che ci guarda, quasi a dire “Che s’ha da fa’ pe mammà”. Perché le ambizioni e le proiezioni divistiche dei genitori, vengono azzerate dalla satira involontaria ma incontrollabile dei bambini che apparentemente si atteggiano a divi ma nel riprodurne tratti, espressioni, posture, movenze, smorfie, birignao, tic ne fanno implodere l’immagine, la mandano in frantumi. È una critica sociale sorridente, innocente ma tagliente. Ecco perché quando riesce a catturare, con la naturalezza di un pittogramma irriverente, il regale imbolsimento della regina Elisabetta. E se le bambine col travestimento sono degli assi, i maschietti non stanno certo a guardare. E rispondono con Lucio Dalla, Gabriel Garko e con un clone di Macklemore, dove la mano del rapper che fa le tre corna, diventa una sola cosa con il gesto fatidico di Totò.
Decisamente impietose le due creature che hanno scelto l’overlook dei Cugini di Campagna. Colpiti e affondati senza bisogno del falsetto. Ma il climax del carnevaletto dei bambini è Loredana Bertè in mezzo a due bodyguard. Un argento vivo che esplode riassumendo in pochi centimetri di tulle, acrilico e cazzimma, tutta la post-verità dell’immagine.
*L’AUTORE E LE FOTO
Alessia Bernardini lavora con la fotografia dal 2001 Il centro della sua ricerca è trovare una prospettiva poetica attraverso cui affrontare argomenti sociali, antropologici e personali.