Piccolo, discreto, eppure potente arma di seduzione. Un accessorio per molte donne irrinunciabile che le accompagna nella quotidianità ma anche nell'affermazione di una femminilità più consapevole. Il rossetto continua ad essere il Re del make up: secondo gli ultimi dati di Cosmetica Italia (partner di Cosmofarma Exhibition 2016) nel 2015 gli andamenti più significativi del comparto sono stati registrati proprio dai lipstick (+10,8%). La scorsa stagione, Mac Cosmetics rivela di averne venduto uno ogni sei secondi, in particolare i Rossi (26 per cento) e in egual misura i Nudes, seguiti da Rosa e Fuchsia. Ed eccolo tornare trionfante anche per questo autunno in tutte le tonalità più intense: dal fuoco al mattone, passando per lo scarlatto o le sfumature violacee, con effetti metal, glossy o addirittura glitterati, o semplicemente mat per lasciare il segno come Frida Kahlo che usava siglare così le lettere a Diego Rivera. Tra alti e bassi, il sensuale gesto di dipingersi le labbra resiste così attraverso i secoli: s'impone definitavemente nei primi del '900 come oggetto di culto grazie al Rosso Fuoco di Elizabeth Arden, e poi con il lancio del primo portarossetto inventato da Maurice Levy nel 1915. Saranno poi Chanel, Dior, Estée Lauder a consacrare le diverse sfumature del Rouge.
E' rosso il lipstick indossato dalle Suffragette agli inizi del '900, dalle operaie americane che si rimboccarono le maniche in fabbrica e dalle donne in uniforme durante la Seconda Guerra Mondiale. E' rosso anche quello scelto durante la Grande Depressione, nel Dopoguerra o dopo l'11 settembre, o quello adottato annualmente a supporto della campagna mondiale antiviolenza "Red my lips" (www.redmylips.org), che invita ogni Aprile, uomini e donne, a sfoggiare labbra solidali, dipinte di un bel carminio, contro ogni pregiudizio. "Il rossetto rosso è sinonimo di femminilità forte, trasgressiva, che si autodetermina - spiega l'Antropologo Marino Niola-. I padri della Chiesa, come Tertulliano, lo temevano ritenendolo uno strumento del diavolo, un incitamento alla perdizione. Colorare le labbra con il rossetto rosso evoca poi la disponibilità al gioco della seduzione, come i pigmenti naturali nelle specie animali che svolgono la funzione di richiamo sessuale".
Oggi ricerca e tecnologia hanno totalmente rivoluzionato il ruolo del lipstick: dalla resa del colore perfetta, alle texture idratanti capaci di combattere i segni del tempo. Da sempre sinonimo di sex appeal, non c'è vip che non l'abbia indossato almeno una volta: da Marilyn Monroe a Madonna, passando per la diva del Burlesque Dita Von Teese, all'icona di stile Audrey Hepburn che lo trasforma quasi in antidepressivo: «non sono capace di leggere un messaggio triste senza prima mettermi il rossetto», diceva nel film "Colazione da Tiffany". E se qualcuno non è ancora convinto del potere seduttivo del colore rosso, una ricerca commissionata da Shiseido, per il lancio della collezione dei rossetti Rouge - Rouge, ne dimostra la piena carica evocativa. Le partecipanti al panel che si aspettavano di interagire con un uomo attraente sceglievano, infatti, il rosso più spesso rispetto alle donne inserite in un ambiente neutro o senza aspettative indotte.
La storia e le curiosità
Un po' di storia
2.800 a.C.: La principessa sumera Shub-Ad impastava le labbra con polvere rossa, olio di sesamo ed essenza di rosa con tanto di pennellino applicatore
1200 -1300: durante il Medioevo le labbra colorate vengono bandite perché sinonimo di lussuria e perdizione
1600: nasce a Parigi il primo rudimentale “bastoncino” con pasta di terra rossa semisolida
Fine '700: una legge del Parlamento Inglese prevede l'arresto delle donne sospettate di aver indotto i propri mariti al matrimonio con l’uso fraudolento del rossetto.
1800: diventa sinonimo di malcostume ma i primi movimenti femministi ne fanno quasi un segno distintivo nella lotta per l'emancipazione
1910: Roger & Gallet crea il primo vero lip per labbra. Nello stesso anno Elizabeth Arden lancia il Rosso fuoco
1915: Maurice Levy inventa lo stick portarossetto
1939-1945: Durante la Seconda Guerra Mondiale, per le donne dell'esercito e operaie in fabbrica, Elizabeth Arden crea il Montezuma Red e il Victory Red, da abbinare alle uniformi.
Anni 50: Le dive di Hollywood ne fanno l'accessorio glamour per eccellenza
Curiosità
The Lipstick Effect: teorizzato durante la grande recessione del '29, è il fenomeno che vede un rialzo delle vendite di rossetti (e altri oggetti di lusso ad un prezzo contenuto) nei periodi di crisi economica
In Giappone le geishe usavano un rossetto fatto con petali di cartamo (zafferanone) schiacciato. La pienezza del colore indicava il livello di esperienza.
Il rossetto più caro al mondo si chiama Kiss kiss Gold and Diamonds di Guerlain (circa 62mila dollari) ha 199 diamanti, un'astuccio d'oro, per un totale di 18 carati
Sfumature e stile
Anni '20-'30: tonalità scure e bocche a cuore
Anni '40: rosso sangue e labbra ben disegnate
Anni '50 e '60: tocchi di fucsia e arancione, linee piene da pin-up.
Anni '70-'80: colori metallici, brillanti, vistosi
Anni '90: toni più naturali, formule green
Le icone del red-lipstick
Cleopatra: lo ricavò dai pigmenti di coleotteri e formiche
Elisabetta I d’Inghilterra: utilizzò cera d’api e pigmenti vegetali per esaltare il suo pallido incarnato
Sarah Bernhardt: con l'attrice francese divenne intenso e drammatico
Marilyn Monroe: con lei sarà sinonimo di divismo
Frida Kahlo: firmava con una macchia di rossetto le lettere a Diego Rivera
E' rosso il lipstick indossato dalle Suffragette agli inizi del '900, dalle operaie americane che si rimboccarono le maniche in fabbrica e dalle donne in uniforme durante la Seconda Guerra Mondiale. E' rosso anche quello scelto durante la Grande Depressione, nel Dopoguerra o dopo l'11 settembre, o quello adottato annualmente a supporto della campagna mondiale antiviolenza "Red my lips" (www.redmylips.org), che invita ogni Aprile, uomini e donne, a sfoggiare labbra solidali, dipinte di un bel carminio, contro ogni pregiudizio. "Il rossetto rosso è sinonimo di femminilità forte, trasgressiva, che si autodetermina - spiega l'Antropologo Marino Niola-. I padri della Chiesa, come Tertulliano, lo temevano ritenendolo uno strumento del diavolo, un incitamento alla perdizione. Colorare le labbra con il rossetto rosso evoca poi la disponibilità al gioco della seduzione, come i pigmenti naturali nelle specie animali che svolgono la funzione di richiamo sessuale".
Oggi ricerca e tecnologia hanno totalmente rivoluzionato il ruolo del lipstick: dalla resa del colore perfetta, alle texture idratanti capaci di combattere i segni del tempo. Da sempre sinonimo di sex appeal, non c'è vip che non l'abbia indossato almeno una volta: da Marilyn Monroe a Madonna, passando per la diva del Burlesque Dita Von Teese, all'icona di stile Audrey Hepburn che lo trasforma quasi in antidepressivo: «non sono capace di leggere un messaggio triste senza prima mettermi il rossetto», diceva nel film "Colazione da Tiffany". E se qualcuno non è ancora convinto del potere seduttivo del colore rosso, una ricerca commissionata da Shiseido, per il lancio della collezione dei rossetti Rouge - Rouge, ne dimostra la piena carica evocativa. Le partecipanti al panel che si aspettavano di interagire con un uomo attraente sceglievano, infatti, il rosso più spesso rispetto alle donne inserite in un ambiente neutro o senza aspettative indotte.
La storia e le curiosità
Un po' di storia
2.800 a.C.: La principessa sumera Shub-Ad impastava le labbra con polvere rossa, olio di sesamo ed essenza di rosa con tanto di pennellino applicatore
1200 -1300: durante il Medioevo le labbra colorate vengono bandite perché sinonimo di lussuria e perdizione
1600: nasce a Parigi il primo rudimentale “bastoncino” con pasta di terra rossa semisolida
Fine '700: una legge del Parlamento Inglese prevede l'arresto delle donne sospettate di aver indotto i propri mariti al matrimonio con l’uso fraudolento del rossetto.
1800: diventa sinonimo di malcostume ma i primi movimenti femministi ne fanno quasi un segno distintivo nella lotta per l'emancipazione
1910: Roger & Gallet crea il primo vero lip per labbra. Nello stesso anno Elizabeth Arden lancia il Rosso fuoco
1915: Maurice Levy inventa lo stick portarossetto
1939-1945: Durante la Seconda Guerra Mondiale, per le donne dell'esercito e operaie in fabbrica, Elizabeth Arden crea il Montezuma Red e il Victory Red, da abbinare alle uniformi.
Anni 50: Le dive di Hollywood ne fanno l'accessorio glamour per eccellenza
Curiosità
The Lipstick Effect: teorizzato durante la grande recessione del '29, è il fenomeno che vede un rialzo delle vendite di rossetti (e altri oggetti di lusso ad un prezzo contenuto) nei periodi di crisi economica
In Giappone le geishe usavano un rossetto fatto con petali di cartamo (zafferanone) schiacciato. La pienezza del colore indicava il livello di esperienza.
Il rossetto più caro al mondo si chiama Kiss kiss Gold and Diamonds di Guerlain (circa 62mila dollari) ha 199 diamanti, un'astuccio d'oro, per un totale di 18 carati
Sfumature e stile
Anni '20-'30: tonalità scure e bocche a cuore
Anni '40: rosso sangue e labbra ben disegnate
Anni '50 e '60: tocchi di fucsia e arancione, linee piene da pin-up.
Anni '70-'80: colori metallici, brillanti, vistosi
Anni '90: toni più naturali, formule green
Le icone del red-lipstick
Cleopatra: lo ricavò dai pigmenti di coleotteri e formiche
Elisabetta I d’Inghilterra: utilizzò cera d’api e pigmenti vegetali per esaltare il suo pallido incarnato
Sarah Bernhardt: con l'attrice francese divenne intenso e drammatico
Marilyn Monroe: con lei sarà sinonimo di divismo
Frida Kahlo: firmava con una macchia di rossetto le lettere a Diego Rivera