Fondotinta, l'alleato della pelle
di AGNESE FERRARA
Alleato della pelle femminile dai 15 ai 90 anni di età, il fondotinta. I pregi: nasconde segni e brufoli; è un lifting cosmetico; dà un colorito uniforme al viso; cancella la stanchezza e aiuta a far reggere il trucco. I difetti: difficile da scegliere (quest’anno supera le 20 nuance diverse); non facile da applicare; l’effetto sognato è diverso da quello che si vede allo specchio.
In media, se ne comprano dai 3 ai 5 all’anno, con relativi avanzi in casa. Perché tanti? Abbiamo speso 220 milioni di euro lo scorso anno per fondotinta e creme colorate e quasi 150 milioni di euro per correttori e fard, rispettivamente il 3 per cento e il 4,8 per cento in più dell’anno precedente, secondo il Centro Studi di Cosmetica Italia, ramo di Confindustria che rappresenta le industrie beauty. Perché ne acquistiamo a gogò, invece, l’ha capito Technavio, società di ricerche di mercato mondiale, nel report Glob…
In media, se ne comprano dai 3 ai 5 all’anno, con relativi avanzi in casa. Perché tanti? Abbiamo speso 220 milioni di euro lo scorso anno per fondotinta e creme colorate e quasi 150 milioni di euro per correttori e fard, rispettivamente il 3 per cento e il 4,8 per cento in più dell’anno precedente, secondo il Centro Studi di Cosmetica Italia, ramo di Confindustria che rappresenta le industrie beauty. Perché ne acquistiamo a gogò, invece, l’ha capito Technavio, società di ricerche di mercato mondiale, nel report Glob…
Alleato della pelle femminile dai 15 ai 90 anni di età, il fondotinta. I pregi: nasconde segni e brufoli; è un lifting cosmetico; dà un colorito uniforme al viso; cancella la stanchezza e aiuta a far reggere il trucco. I difetti: difficile da scegliere (quest’anno supera le 20 nuance diverse); non facile da applicare; l’effetto sognato è diverso da quello che si vede allo specchio.
In media, se ne comprano dai 3 ai 5 all’anno, con relativi avanzi in casa. Perché tanti? Abbiamo speso 220 milioni di euro lo scorso anno per fondotinta e creme colorate e quasi 150 milioni di euro per correttori e fard, rispettivamente il 3 per cento e il 4,8 per cento in più dell’anno precedente, secondo il Centro Studi di Cosmetica Italia, ramo di Confindustria che rappresenta le industrie beauty. Perché ne acquistiamo a gogò, invece, l’ha capito Technavio, società di ricerche di mercato mondiale, nel report Global foundation cream market 2016/2020. Agiamo d’impulso e, nei prossimi 5 anni, ne compreremo il 5 per cento in più – si legge nell’indagine. Ci ipnotizzano gli spot dei fondotinta sempre più diretti ai nostri cuori e alcune paroline magiche che ci piacciono, coniate dal marketing delle industrie della cosmesi. Fra le più apprezzate al momento si segnalano i nuovi fondotinta “eco, bio” e perfino “vegani” (contengono estratti di frutti). Infine gli effetti “light” che danno alla pelle “riflessi di rugiada”.
Il fondotinta piace ma come scegliere quello più adatto? Risponde Pablo Ardizzone, truccatore di modelle e attrici a Milano e Monte Carlo: «Dipende dal tipo di carnagione e dal risultato desiderato, se coprente o trasparente, opacizzante o illuminante. La tecnica migliore è applicarli col pennello o con la spugnetta, ma si possono usare le dita per le formule più leggere».
Ogni età ha la tipologia di fondotinta più indicata e quella che, invece, peggiora il look: per le giovanissime, più esperte delle loro madri perché cresciute a suon di tutorial di youtube, sono indicate le formule non comedogeniche, le creme di tipo “olio in acqua” più leggere, non troppo coprenti così come i fondi compatti e in polvere. Se la pelle è oleosa vanno evitati i compatti in crema.
Dopo i 30 anni e fino ai 50 si possono sperimentare i prodotti in mousse, in crema, quelli solidi e quelli siliconici. Raccomandati i prodotti dotati di schermo solare protettivo e ingredienti idratanti.
Dai 50 anni in poi, invece, è bene scartare le tipologie che seccano la pelle (cioè quelli in polvere, in crema, in stick e in cialde) e che potrebbero infilarsi fra le rughe accentuandole. Meglio i solidi che si applicano con una spugnetta bagnata tanto da trasformarsi in creme emollienti e le forme che abbinano proprietà idratanti profonde. Sulla pelle invecchiata va evitato l’effetto coprente e mat, opaco. Meglio una carnagione chiara, per ridurre le rughe e dare luce al volto.
Per tutte, infine, dopo il fondotinta ci vuole sempre la cipria. Altrimenti l’effetto lucido a distanza di qualche ora è assicurato.
In media, se ne comprano dai 3 ai 5 all’anno, con relativi avanzi in casa. Perché tanti? Abbiamo speso 220 milioni di euro lo scorso anno per fondotinta e creme colorate e quasi 150 milioni di euro per correttori e fard, rispettivamente il 3 per cento e il 4,8 per cento in più dell’anno precedente, secondo il Centro Studi di Cosmetica Italia, ramo di Confindustria che rappresenta le industrie beauty. Perché ne acquistiamo a gogò, invece, l’ha capito Technavio, società di ricerche di mercato mondiale, nel report Global foundation cream market 2016/2020. Agiamo d’impulso e, nei prossimi 5 anni, ne compreremo il 5 per cento in più – si legge nell’indagine. Ci ipnotizzano gli spot dei fondotinta sempre più diretti ai nostri cuori e alcune paroline magiche che ci piacciono, coniate dal marketing delle industrie della cosmesi. Fra le più apprezzate al momento si segnalano i nuovi fondotinta “eco, bio” e perfino “vegani” (contengono estratti di frutti). Infine gli effetti “light” che danno alla pelle “riflessi di rugiada”.
Il fondotinta piace ma come scegliere quello più adatto? Risponde Pablo Ardizzone, truccatore di modelle e attrici a Milano e Monte Carlo: «Dipende dal tipo di carnagione e dal risultato desiderato, se coprente o trasparente, opacizzante o illuminante. La tecnica migliore è applicarli col pennello o con la spugnetta, ma si possono usare le dita per le formule più leggere».
Ogni età ha la tipologia di fondotinta più indicata e quella che, invece, peggiora il look: per le giovanissime, più esperte delle loro madri perché cresciute a suon di tutorial di youtube, sono indicate le formule non comedogeniche, le creme di tipo “olio in acqua” più leggere, non troppo coprenti così come i fondi compatti e in polvere. Se la pelle è oleosa vanno evitati i compatti in crema.
Dopo i 30 anni e fino ai 50 si possono sperimentare i prodotti in mousse, in crema, quelli solidi e quelli siliconici. Raccomandati i prodotti dotati di schermo solare protettivo e ingredienti idratanti.
Dai 50 anni in poi, invece, è bene scartare le tipologie che seccano la pelle (cioè quelli in polvere, in crema, in stick e in cialde) e che potrebbero infilarsi fra le rughe accentuandole. Meglio i solidi che si applicano con una spugnetta bagnata tanto da trasformarsi in creme emollienti e le forme che abbinano proprietà idratanti profonde. Sulla pelle invecchiata va evitato l’effetto coprente e mat, opaco. Meglio una carnagione chiara, per ridurre le rughe e dare luce al volto.
Per tutte, infine, dopo il fondotinta ci vuole sempre la cipria. Altrimenti l’effetto lucido a distanza di qualche ora è assicurato.