Idratano ogni parte del corpo, districano e fanno brillanti i capelli, rinforzano le unghie, si possono usare puri o mescolati ad altre sostanze, anche al sale e allo zucchero. Privi di controindicazioni, sono gli oli vegetali, il sale della bellezza. Riscoperti sulla scia del boom dei cosmetici green (+ 11 per cento nell’ultimo anno, associazione Cosmetica Italia).
I più nuovi, dei quali sentiremo sempre più parlare, hanno l’aria esotica e sono l’olio di neem e quello di manuka. Il primo, di lunga tradizione ayurvedica, è impiegato per i massaggi sulla pelle disidratata ed è ricavato dai frutti e dalle foglie della pianta Azadirachta della Birmania; è così concentrato che va usato poche gocce per volta. Il secondo è un olio distillato dal miele delle api che si nutrono di fiori dell’albero di Manuka, pianta indigena della Nuova Zelanda. È antiossidante ed antinfiammatorio. Seguono gli oli di noci dell’Amazzonia e di babassu, elisir di bellezza delle donne brasiliane, gli oli ricavati dai semi di chia del Guatemala e del Messico, del frutto dell’açai brasiliana o della Moringa, dall’albero del rafano delle aree tropicali del pineta. Non mancano gli oli italiani doc: borragine, calendula, l’olio di armellina (dalla spremitura del noccioli dell’albicocca o delle pesche), di germe di grano (13 germogli per un litro di olio emolliente). Attivi sulla pelle l’olio di lino e di girasole, di mandorle dolci, di ricino, di sesamo, di vinacciolo e di arnica montana.
«L’industria della cosmesi dipende sempre di più dalla biodiversità e gli oli vegetali sono ora parte integrante delle 20 per cento delle creme di bellezza – spiega Marinella Trovato, presidente della Società italiana di scienze applicate alle piante officinali e ai prodotti per la salute (Siste). – Al momento l’olio più usato è quello di argan, ottenuto per spremitura a freddo dei frutti rossi e arrostiti del piccolo albero Argania Spinosa. Ribattezzato “l’oro liquido del Marocco”, contiene fino all’80 per cento di acidi grassi fra i più nobili e molta vitaminaRende la pelle morbida ed elastica. Rinforza le unghie fragili ed è un ottimo impacco sui capelli fini, in poche gocce scaldate tra le mani, lasciato in posa per un’ora prima di risciacquarlo. Ed è protettivo per le labbra screpolate».
Segue l’olio di mandorle dolci, ricco di vitamine A, E e D, da massaggiare a lungo sulla pelle arida, l’olio di girasole che contiene oltre il 60 per cento di acidi grassi, leggero al tatto, si assorbe subito ed è ideale per la pelle screpolata. «Eccellenti le proprietà dell’olio di sesamo, ricco di antiossidanti naturali, è uno dei pochi oli indicati anche per lenire le infiammazioni in caso di pelle grassa, è riscaldante e detossinante», precisa Trovato. E prosegue: «Molto quotato l’olio di rosa mosqueta, ricavato dalla rosa moschata Herrm che cresce in Cile. È un potente elasticizzante e antirughe, ottimo rimedio contro le scottature e per pelli con smagliature. Segue l’olio di avocado, ricavato dal frutto di Persea Gratissima. È ricco di acidi grassi polinsaturi e vitamine, molto penetrante e protettivo per pelli secche, disidratate e invecchiate».
I più nuovi, dei quali sentiremo sempre più parlare, hanno l’aria esotica e sono l’olio di neem e quello di manuka. Il primo, di lunga tradizione ayurvedica, è impiegato per i massaggi sulla pelle disidratata ed è ricavato dai frutti e dalle foglie della pianta Azadirachta della Birmania; è così concentrato che va usato poche gocce per volta. Il secondo è un olio distillato dal miele delle api che si nutrono di fiori dell’albero di Manuka, pianta indigena della Nuova Zelanda. È antiossidante ed antinfiammatorio. Seguono gli oli di noci dell’Amazzonia e di babassu, elisir di bellezza delle donne brasiliane, gli oli ricavati dai semi di chia del Guatemala e del Messico, del frutto dell’açai brasiliana o della Moringa, dall’albero del rafano delle aree tropicali del pineta. Non mancano gli oli italiani doc: borragine, calendula, l’olio di armellina (dalla spremitura del noccioli dell’albicocca o delle pesche), di germe di grano (13 germogli per un litro di olio emolliente). Attivi sulla pelle l’olio di lino e di girasole, di mandorle dolci, di ricino, di sesamo, di vinacciolo e di arnica montana.
«L’industria della cosmesi dipende sempre di più dalla biodiversità e gli oli vegetali sono ora parte integrante delle 20 per cento delle creme di bellezza – spiega Marinella Trovato, presidente della Società italiana di scienze applicate alle piante officinali e ai prodotti per la salute (Siste). – Al momento l’olio più usato è quello di argan, ottenuto per spremitura a freddo dei frutti rossi e arrostiti del piccolo albero Argania Spinosa. Ribattezzato “l’oro liquido del Marocco”, contiene fino all’80 per cento di acidi grassi fra i più nobili e molta vitaminaRende la pelle morbida ed elastica. Rinforza le unghie fragili ed è un ottimo impacco sui capelli fini, in poche gocce scaldate tra le mani, lasciato in posa per un’ora prima di risciacquarlo. Ed è protettivo per le labbra screpolate».
Segue l’olio di mandorle dolci, ricco di vitamine A, E e D, da massaggiare a lungo sulla pelle arida, l’olio di girasole che contiene oltre il 60 per cento di acidi grassi, leggero al tatto, si assorbe subito ed è ideale per la pelle screpolata. «Eccellenti le proprietà dell’olio di sesamo, ricco di antiossidanti naturali, è uno dei pochi oli indicati anche per lenire le infiammazioni in caso di pelle grassa, è riscaldante e detossinante», precisa Trovato. E prosegue: «Molto quotato l’olio di rosa mosqueta, ricavato dalla rosa moschata Herrm che cresce in Cile. È un potente elasticizzante e antirughe, ottimo rimedio contro le scottature e per pelli con smagliature. Segue l’olio di avocado, ricavato dal frutto di Persea Gratissima. È ricco di acidi grassi polinsaturi e vitamine, molto penetrante e protettivo per pelli secche, disidratate e invecchiate».