Benessere

Creme, istruzioni per l'uso. E attenzione alla data di scadenza

Proprio come i prodotti alimentari anche quelli di bellezza vanno ben conservati. Segnando sulla confezione la data dell'apertura
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L'efficacia della formula e la texture sensoriale, certo. Ma anche la dermocompatibilità e la sicurezza dei veicoli e dei principi attivi impiegati. Ma il concetto di sicurezza di un cosmetico abbraccia anche due variabili che richiedono al consumatore un ruolo “attivo”: la corretta conservazione e l’attenta gestione dell’uso prima della scadenza o dell’esaurimento del prodotto stesso. In gioco c’è la salvaguardia di pelle, occhi e labbra dal rischio di infezioni da batteri o da altri microrganismi che possono contaminare le formule dopo l’apertura.
(agf)
Primo passo: controllare l’etichetta, che secondo il regolamento cosmetico europeo n. 1223/2009 riporta esplicitamente la data di scadenza se inferiore ai 30 mesi (quindi se la formula è facilmente deteriorabile per sua natura), oppure il termine entro il quale utilizzare il prodotto dopo l’apertura. «Quest’ultima informazione è riportata in etichetta con la dicitura PaO (“Period after Opening”, periodo dopo l’apertura), indicata con il simbolo di un barattolino aperto e il numero dei mesi entro i quali il cosmetico può essere tranquillamente applicato. Oltre questo periodo temporale, se il prodotto non è ancora finito meglio eliminarlo, soprattutto se è un solare, che va sempre utilizzato entro i termini (e nella stagione stessa, estiva o invernale che sia), perché tende a perdere gradualmente la sua capacità schermante dai raggi UV. Un consiglio preliminare, valido per tutti i cosmetici, è di scrivere sulla confezione la data di apertura come promemoria», spiega Leonardo Celleno, dermatologo e Cosmetologo, presidente dell’Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia. Fondamentale anche la corretta conservazione di creme, sieri, make up e di tutto l’armamentario cosmetico.
(agf)
Regole generiche: i prodotti fluidi, ricchi d’acqua, sono più facilmente contaminabili dai microrganismi rispetto a quelli in polvere. Di norma, tutti i cosmetici vanno tenuti al riparo dalla luce, anche artificiale, soprattutto se le formule sono in olio, quindi passibili d’irrancidimento: se la confezione è trasparente è opportuno riporli in un cassetto o dentro a un mobile. Attenzione alle temperature elevate, oltre i 37 gradi: custodire le creme in luoghi freschi e asciutti, lontano dai termosifoni in inverno e, in assenza di ambienti climatizzati, in frigorifero, negli scomparti meno freddi, d’estate.
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«Altri accorgimenti: per le creme, i fluidi e i sieri preferire le confezioni airless o monodose, che per le particolari conformazioni limitano sensibilmente le possibilità di contaminazione, oltre a contenere meno conservanti in sé; lavarsi sempre le mani prima di prelevare le creme dal vasetto o utilizzare le apposite spatoline. Non addizionare i cosmetici con acqua (non è sterile), temperare spesso le matite per il maquillage, in particolare quelle per gli occhi, lavare frequentemente pennelli e spugnette, non applicare il rossetto durante fasi acute di herpes e, naturalmente, non scambiare i trucchi con le amiche», conclude Celleno.