Le mani parlano di noi, il conscio, l’inconscio, il vissuto. Rivelano persino la nostra vera identità. Per questo non vanno dimenticate, anzi, in previsione delle prossime serate speciali, vanno valorizzate. Per dirla alla francese: Manicure Magnifique! Così suggerisce Dior che non lesina effetti speciali con smalti limited edition e colori shakerati a micro-paillettes. C’è il classico rosso rubino, la variante dark granata, un fucsia berry carico di riflessi e un top coat per moltiplicare i bagliori, da usare sulle unghie nude o colorate. Tre invece gli smalti Chanel. Il primo è metallico a lunga tenuta dal nome che promette bene: Liquid Mirroir, poi Pink Rubber, un rosa opaco, e Hypperrose Glass, fucsia ma trasparente come il neon. Pezzo forte della manicure di fine anno? Il top coat che aggiunge un effetto specchiato come il duo Nail Laquer Red Hot e il Crystal Top Coat di Wycon.
Colori tendenza a parte, la remise en forme di mani e unghie viene prima di tutto. Sì a un massaggio giornaliero con una crema dotata anche di spf, che protegge le discromie cutanee e a formule notturne, più ricche grazie a burro di Karité e acido ialuronico che nutrono e rimpolpano. Bene integrare con una maschera settimanale, come quelle di Kiko e di Sephora a base di avocado, argan e aloe vera, che sono guantini imbibiti di attivi da indossare per 20 minuti.
Ma quale manicure? Normale, semi-permanente o gel, «si sceglie in base al tempo di durata: una, tre e quattro settimane. Dannose? No, se vengono eseguite correttamente. Nel caso dello smalto semi-permanente, è fondamentale il passaggio prima di stendere il primer, quando si deve “dolcemente” sgrassare l’unghia, quindi levigarla, mai graffiarla. Stessa attenzione quando si rimuove: una limata delicata, l’ammollo nel liquido remore specifico, che non è semplice acetone», dice Patrizia Basso, titolare estetista del Centro Beauty & Benessere Salus. Si deve valutare il buono stato delle unghie: «Consiglio il gel se sono debolissime e a chi fa sport, soprattutto nuoto. Il cloro rovina lo smalto e gli ammolli rendono le unghie molli e fragili», aggiunge l’esperta manicurist Valentina Signorello.
Menzione a parte la meritano alcuni smalti, leggi Zoya, la prima formula vegana ideata da un’estetista ucraina in attesa del suo primo figlio. Tutti i colori sono toxic-free. Ottimi per prevenire disidratazione e rotture quelli a base di micro-olii puri, come Le Vernis à Huile di L’Oréal Paris oppure Orly® Breathable che ha rivoluzionato il mondo nails combinando nutrimento, idratazione e colore in un prodotto, ideale per la fragilità cronica di chi, in passato, se le mangiava.
Si va in montagna a sciare? L’aria è molto secca, mai partire senza un olio per nutrire le unghie. Al mare, invece, portate sempre un finish indurente per rinfrescare lo smalto semi-permanente.
Colori tendenza a parte, la remise en forme di mani e unghie viene prima di tutto. Sì a un massaggio giornaliero con una crema dotata anche di spf, che protegge le discromie cutanee e a formule notturne, più ricche grazie a burro di Karité e acido ialuronico che nutrono e rimpolpano. Bene integrare con una maschera settimanale, come quelle di Kiko e di Sephora a base di avocado, argan e aloe vera, che sono guantini imbibiti di attivi da indossare per 20 minuti.
Ma quale manicure? Normale, semi-permanente o gel, «si sceglie in base al tempo di durata: una, tre e quattro settimane. Dannose? No, se vengono eseguite correttamente. Nel caso dello smalto semi-permanente, è fondamentale il passaggio prima di stendere il primer, quando si deve “dolcemente” sgrassare l’unghia, quindi levigarla, mai graffiarla. Stessa attenzione quando si rimuove: una limata delicata, l’ammollo nel liquido remore specifico, che non è semplice acetone», dice Patrizia Basso, titolare estetista del Centro Beauty & Benessere Salus. Si deve valutare il buono stato delle unghie: «Consiglio il gel se sono debolissime e a chi fa sport, soprattutto nuoto. Il cloro rovina lo smalto e gli ammolli rendono le unghie molli e fragili», aggiunge l’esperta manicurist Valentina Signorello.
Menzione a parte la meritano alcuni smalti, leggi Zoya, la prima formula vegana ideata da un’estetista ucraina in attesa del suo primo figlio. Tutti i colori sono toxic-free. Ottimi per prevenire disidratazione e rotture quelli a base di micro-olii puri, come Le Vernis à Huile di L’Oréal Paris oppure Orly® Breathable che ha rivoluzionato il mondo nails combinando nutrimento, idratazione e colore in un prodotto, ideale per la fragilità cronica di chi, in passato, se le mangiava.
Si va in montagna a sciare? L’aria è molto secca, mai partire senza un olio per nutrire le unghie. Al mare, invece, portate sempre un finish indurente per rinfrescare lo smalto semi-permanente.