Basta un po' di zenzero sul viso
di CLAUDIA BORTOLATO
Non solo gli chef, stellati o meno, i cuochi e le cuoche per professione o per quotidiana necessità: anche i chimici cosmetologi, che sono alla continua ricerca di principi attivi efficaci e naturali (come tendenza vuole), si sono lasciati sedurre dalle spezie (anche se, a onor del vero, trattasi di una riscoperta della tradizione). Tanto che materie prime come zenzero, curcuma, pepe nero, zafferano sono ormai una costante non solo nei programmi di remise en forme proposti dalle Spa, ma anche nelle più avanzate formule cosmetiche “da spalmare” (creme, stick, maschere). «Le diverse spezie sono accumunate dalla spiccata azione antietà, detossinante e migliorativa del sistema immunitario della pelle grazie, soprattutto, all’elevato contenuto di antiossidanti, come terpeni, polifenoli; di diverse vitamine, inclusa la C, nonché di resine balsamiche e di tannini, astringenti», spiega Carla Scesa, docente di Chimica dei Prodotti Cosme…
Non solo gli chef, stellati o meno, i cuochi e le cuoche per professione o per quotidiana necessità: anche i chimici cosmetologi, che sono alla continua ricerca di principi attivi efficaci e naturali (come tendenza vuole), si sono lasciati sedurre dalle spezie (anche se, a onor del vero, trattasi di una riscoperta della tradizione). Tanto che materie prime come zenzero, curcuma, pepe nero, zafferano sono ormai una costante non solo nei programmi di remise en forme proposti dalle Spa, ma anche nelle più avanzate formule cosmetiche “da spalmare” (creme, stick, maschere). «Le diverse spezie sono accumunate dalla spiccata azione antietà, detossinante e migliorativa del sistema immunitario della pelle grazie, soprattutto, all’elevato contenuto di antiossidanti, come terpeni, polifenoli; di diverse vitamine, inclusa la C, nonché di resine balsamiche e di tannini, astringenti», spiega Carla Scesa, docente di Chimica dei Prodotti Cosmetici, Università Cattolica di Roma.
Le spezie sono anche osservate speciali della scienza. Un recente studio, condotto dalla Concordia University di Montréal (Canada), ha identificato dei nuovi, potenti antiage anche nei semi di finocchio, mentre una ricerca, censita da PubMed e condotta dal Kyung Hee Est-Ovest Pharmaceutical Research Institute di Seoul, Repubblica di Corea, ha confermato che il cardamomo protegge dallo stress ossidativo i cheratinociti, che costituiscono la maggioranza delle cellule dell’epidermide e contribuiscono al suo rinnovamento.
Gli estratti dalle spezie, tra l’altro, sono ingredienti principe della neurocosmesi perché hanno anche una spiccata attività aromacologica. «Le molecole odorose, come le resine balsamiche e soprattutto gli oli essenziali, una volta inalate stimolano impulsi nervosi che raggiungono la corteccia olfattiva e il sistema limbico del cervello, influenzando il sistema ormonale e la salute della pelle», spiega Scesa. Attributi generici a parte, ogni spezia ha anche specifiche “attitudini” cosmetiche. «Il ginepro purifica e illumina l’incarnato, mentre il pepe nero contiene le vitamine C e K e, oltre ad avere un effetto blandamente schiarente, è drenante e anticellulite. La cannella e il peperoncino, stimolando la vasodilatazione, tonificano e restituiscono vitalità alle pelli opache e stressate e pure un temporaneo, maggior volume alle labbra», dice Scesa. Lo zafferano, la spezia più pregiata e costosa, contiene acido folico, vitamina B1 e B2, curcumina e licopene, potenti antiossidanti e antinfiammatori, utili anche per calmare la pelle iper-reattiva. Il timo ha una notevole concentrazione di calcio, che modula il ricambio e il rinnovamento cutaneo. «Lo zenzero, potente antiossidante, contiene molecole antinfiammatorie, tra le quali i gingeroli, che ne giustificano le proprietà toniche e di difesa della pelle dalle aggressioni ambientali», dice Scesa. Infine, un’avvertenza d’uso: meglio usare con cautela in gravidanza e allattamento, perché alcune spezie possono avere controindicazioni (leggere sempre le istruzioni d’uso).
Le spezie sono anche osservate speciali della scienza. Un recente studio, condotto dalla Concordia University di Montréal (Canada), ha identificato dei nuovi, potenti antiage anche nei semi di finocchio, mentre una ricerca, censita da PubMed e condotta dal Kyung Hee Est-Ovest Pharmaceutical Research Institute di Seoul, Repubblica di Corea, ha confermato che il cardamomo protegge dallo stress ossidativo i cheratinociti, che costituiscono la maggioranza delle cellule dell’epidermide e contribuiscono al suo rinnovamento.
Gli estratti dalle spezie, tra l’altro, sono ingredienti principe della neurocosmesi perché hanno anche una spiccata attività aromacologica. «Le molecole odorose, come le resine balsamiche e soprattutto gli oli essenziali, una volta inalate stimolano impulsi nervosi che raggiungono la corteccia olfattiva e il sistema limbico del cervello, influenzando il sistema ormonale e la salute della pelle», spiega Scesa. Attributi generici a parte, ogni spezia ha anche specifiche “attitudini” cosmetiche. «Il ginepro purifica e illumina l’incarnato, mentre il pepe nero contiene le vitamine C e K e, oltre ad avere un effetto blandamente schiarente, è drenante e anticellulite. La cannella e il peperoncino, stimolando la vasodilatazione, tonificano e restituiscono vitalità alle pelli opache e stressate e pure un temporaneo, maggior volume alle labbra», dice Scesa. Lo zafferano, la spezia più pregiata e costosa, contiene acido folico, vitamina B1 e B2, curcumina e licopene, potenti antiossidanti e antinfiammatori, utili anche per calmare la pelle iper-reattiva. Il timo ha una notevole concentrazione di calcio, che modula il ricambio e il rinnovamento cutaneo. «Lo zenzero, potente antiossidante, contiene molecole antinfiammatorie, tra le quali i gingeroli, che ne giustificano le proprietà toniche e di difesa della pelle dalle aggressioni ambientali», dice Scesa. Infine, un’avvertenza d’uso: meglio usare con cautela in gravidanza e allattamento, perché alcune spezie possono avere controindicazioni (leggere sempre le istruzioni d’uso).