Bimbi sempre più insonni. E’ sempre più difficile dormire bene. Anche per i più piccoli. I bambini italiani infatti, pur dormendo un numero di ore adeguato per notte (in media circa 9), hanno una qualità del sonno non sempre soddisfacente. Di più: 2 bimbi su 10 dormono male. Lo dice uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Parma nell’ambito del progetto di educazione (alimentare e motoria) Giocampus. Ecco i risultati: il 19% dei bambini (138 su 720) dell’ultimo anno delle scuole elementari di Parma hanno una scarsa qualità del sonno. Non solo. I ricercatori che hanno esaminato la qualità del sonno dei bambini, spiegano come spesso non è ottimale e questo può influire sul loro stato di salute complessivo, ad esempio facendoli sentire stanchi al risveglio (84%) o addirittura rischiando di farli addormentare sui banchi a metà mattina o nel pomeriggio (73%).
Abitudini negative. Ma quali sono le abitudini che possono contribuire ad una insoddisfacente qualità del sonno? Tanti sono i fattori: la condivisione del letto o della stanza (per il 44% ci sono possibili interferenze esterne dovute alla presenza di familiari e animali domestici), l’utilizzo del cellulare o del tablet mentre si è a letto (1,4%), tenere la luce accesa parzialmente o del tutto (29,8%), mangiare o bere (anche caffeina) prima di coricarsi (70,3%), alzarsi per andare in bagno, anche più volte per notte (30,7%). Non a caso al tema dell’aumento dei problemi relativi al sonno fra i più giovani è stato dedicato ampio spazio nel corso dell’ultimo World Sleep Day, nel marzo 2016. Anche secondo gli esperti internazionali una delle cause strutturali è il cosiddetto abuso della tecnologia (sempre connessi al cellulare fino a tardi, il tablet portato addirittura a letto, i videogiochi utilizzati fino all’ultimo secondo prima di mettersi a dormire). Risultato? Nell’ultimo decennio i bambini e ragazzi con problemi legati al corretto dormire sono passati da meno del 10% all’attuale 18-20%.
L'importanza dell'educazione under 14. Lo studio dell’Università di Parma spiega come, realizzando programmi di educazione alimentare e motoria nelle scuole, è stato possibile migliorare l’approccio dei bambini a una corretta alimentazione e insegnargli a gestire meglio il rapporto con il cibo e l’attività fisica. «Dalle analisi svolte possiamo dire che i bambini di Parma sono piuttosto in forma, la loro dieta ha una buona aderenza a quella Mediterranea e dormono le ore adeguate di sonno per la loro età - afferma la Professoressa Francesca Scazzina, responsabile scientifica del progetto - tuttavia andrebbe migliorata la qualità di questo sonno e, forse, relativamente a questo aspetto sarebbe utile immaginare alcuni interventi di educazione al dormire che si aggiungano a quelli di educazione alimentare e stimolo al movimento che stanno dando risultati interessanti». Soluzioni? «Si potrebbe pensare di intervenire proprio su queste abitudini, con programmi ad hoc». Dal 2002 ad oggi Giocampus (tra i fondatori Barilla, Coni, Comune di Parma, Università degli studi di Parma e Ufficio Scolastico Regionale) ha coinvolto a Parma oltre 40mila bambini delle scuole primarie. Grazie al progetto Giocampus che prevede due ore di lezioni settimanali nelle scuole elementari dedicate all’attività motoria e all’educazione alimentare, in 3 anni si è rilevata una riduzione del 25% del numero di bambini di Parma in sovrappeso. Perchè non fare lo stesso sul sonno?
Abitudini negative. Ma quali sono le abitudini che possono contribuire ad una insoddisfacente qualità del sonno? Tanti sono i fattori: la condivisione del letto o della stanza (per il 44% ci sono possibili interferenze esterne dovute alla presenza di familiari e animali domestici), l’utilizzo del cellulare o del tablet mentre si è a letto (1,4%), tenere la luce accesa parzialmente o del tutto (29,8%), mangiare o bere (anche caffeina) prima di coricarsi (70,3%), alzarsi per andare in bagno, anche più volte per notte (30,7%). Non a caso al tema dell’aumento dei problemi relativi al sonno fra i più giovani è stato dedicato ampio spazio nel corso dell’ultimo World Sleep Day, nel marzo 2016. Anche secondo gli esperti internazionali una delle cause strutturali è il cosiddetto abuso della tecnologia (sempre connessi al cellulare fino a tardi, il tablet portato addirittura a letto, i videogiochi utilizzati fino all’ultimo secondo prima di mettersi a dormire). Risultato? Nell’ultimo decennio i bambini e ragazzi con problemi legati al corretto dormire sono passati da meno del 10% all’attuale 18-20%.
L'importanza dell'educazione under 14. Lo studio dell’Università di Parma spiega come, realizzando programmi di educazione alimentare e motoria nelle scuole, è stato possibile migliorare l’approccio dei bambini a una corretta alimentazione e insegnargli a gestire meglio il rapporto con il cibo e l’attività fisica. «Dalle analisi svolte possiamo dire che i bambini di Parma sono piuttosto in forma, la loro dieta ha una buona aderenza a quella Mediterranea e dormono le ore adeguate di sonno per la loro età - afferma la Professoressa Francesca Scazzina, responsabile scientifica del progetto - tuttavia andrebbe migliorata la qualità di questo sonno e, forse, relativamente a questo aspetto sarebbe utile immaginare alcuni interventi di educazione al dormire che si aggiungano a quelli di educazione alimentare e stimolo al movimento che stanno dando risultati interessanti». Soluzioni? «Si potrebbe pensare di intervenire proprio su queste abitudini, con programmi ad hoc». Dal 2002 ad oggi Giocampus (tra i fondatori Barilla, Coni, Comune di Parma, Università degli studi di Parma e Ufficio Scolastico Regionale) ha coinvolto a Parma oltre 40mila bambini delle scuole primarie. Grazie al progetto Giocampus che prevede due ore di lezioni settimanali nelle scuole elementari dedicate all’attività motoria e all’educazione alimentare, in 3 anni si è rilevata una riduzione del 25% del numero di bambini di Parma in sovrappeso. Perchè non fare lo stesso sul sonno?