LONDRA – La migliore medicina per mantenere sveglia la mente in età avanzata? Fare sesso. Batte le parole incrociate, portare a spasso il cane e qualunque altra attività. Lo afferma una ricerca delle università di Coventry e Oxford, secondo cui fra gli anziani esiste una relazione fra il numero di rapporti sessuali e l’abilità cognitiva: più lo fai, si potrebbe concludere, più sei intelligente.
Gli studiosi inglesi hanno condotto una ricerca su 73 volontari in buona salute fra i 50 e gli 83 anni. A ciascuno hanno chiesto di compilare un questionario sul proprio stile di vita, comprese domande per sapere quanto spesso hanno rapporti sessuali: settimanalmente, mensilmente o mai. Ebbene, 37 hanno risposto che lo fanno almeno una volta alla settimana, 26 che lo fanno almeno una volta al mese e 10 che non lo fanno mai.
A questo punto i ricercatori hanno sottoposto il gruppo di volontari a una serie di test per valutare il funzionamento del cervello. Per esempio di carattere verbale, per vedere quanti animali o parole che cominciano con una certa lettera erano in grado di nominare in un minuto; o hanno chiesto loro di copiare un determinato oggetto; o di riprodurne uno a memora dopo averlo visto di sfuggita.
Coloro che avevano riportato una maggiore frequenza di rapporti sessuali hanno ottenuto mediamente due punti percentuali in più in certe funzioni cerebrali rispetto a chi fa sesso soltanto mensilmente e quattro punti percentuali in più di chi non lo fa mai. Lo studio, riportato sulla rivista Journals of Gerontology, sembra indicare che l’attività sessuale è collegata alla secrezione di neuro ormoni come la dopamina e l’ossitocina che trasmettono segnali al cervello. Commenta il professor Hayley Wright, docente di psicologia comportamentale alla Coventry University e uno degli autori dello studio: “Le relazioni sessuali in età avanzata non sono importanti soltanto di per sé, ma hanno un impatto anche su altri fattori, in questo caso su funzioni cognitive”. Titola il Times, riferendo la notizia: “Cinquanta sfumature di materia grigia”.
Gli studiosi inglesi hanno condotto una ricerca su 73 volontari in buona salute fra i 50 e gli 83 anni. A ciascuno hanno chiesto di compilare un questionario sul proprio stile di vita, comprese domande per sapere quanto spesso hanno rapporti sessuali: settimanalmente, mensilmente o mai. Ebbene, 37 hanno risposto che lo fanno almeno una volta alla settimana, 26 che lo fanno almeno una volta al mese e 10 che non lo fanno mai.
A questo punto i ricercatori hanno sottoposto il gruppo di volontari a una serie di test per valutare il funzionamento del cervello. Per esempio di carattere verbale, per vedere quanti animali o parole che cominciano con una certa lettera erano in grado di nominare in un minuto; o hanno chiesto loro di copiare un determinato oggetto; o di riprodurne uno a memora dopo averlo visto di sfuggita.
Coloro che avevano riportato una maggiore frequenza di rapporti sessuali hanno ottenuto mediamente due punti percentuali in più in certe funzioni cerebrali rispetto a chi fa sesso soltanto mensilmente e quattro punti percentuali in più di chi non lo fa mai. Lo studio, riportato sulla rivista Journals of Gerontology, sembra indicare che l’attività sessuale è collegata alla secrezione di neuro ormoni come la dopamina e l’ossitocina che trasmettono segnali al cervello. Commenta il professor Hayley Wright, docente di psicologia comportamentale alla Coventry University e uno degli autori dello studio: “Le relazioni sessuali in età avanzata non sono importanti soltanto di per sé, ma hanno un impatto anche su altri fattori, in questo caso su funzioni cognitive”. Titola il Times, riferendo la notizia: “Cinquanta sfumature di materia grigia”.