In palestra per fare movimento come fossimo all’aperto o per immergerci in un mondo virtuale grazie a mega schermi ed entrare nel vivo di videogiochi, allenandosi. Questi i filoni conduttori dei nuovi trend del fitness mondiale con nuovi macchinari e corsi per grandi e piccini.
Anticipa i trend e analizza il business del fitness mondiale il nuovo report della International health, racquet & sportsclub association (Ihrsa) statunitense. L’associazione stima che, nel mondo, l’industria del fitness abbia superato gli 83 miliardi di dollari e che ci siano complessivamente 200 mila club, frequentati da 162 milioni di persone. Se gli Stati Uniti fanno la parte del leone, con un incremento di oltre il 7% del business nell’ultimo anno per un valore di 27.6 miliardi di dollari e un aumento di iscritti del 3,6%, l’Europa cresce a ritmi sostenuti.
L’Italia? Si piazza al secondo posto nella top ten dei paesi europei col maggior numero di palestre (ne abbiamo almeno 7.500) per un giro d’affari che si avvicina ai 2 miliardi e mezzo di dollari. Siamo al quarto posto, inoltre, come numero di iscritti, circa 2 milioni e 300 mila. Prima di noi la Germania, il Regno Unito e la Francia.
Fra le novità il report dell’ Ihrsa segnala l’arrivo di una pletora di dispositivi hitech destinati a ricoprire pareti e pavimenti delle palestre. Le nuove soluzioni nascono dall’interesse crescente delle persone più verso i giochi virtuali piuttosto che per i corsi estenuanti di step o zumba. Ha fiutato il bisogno la Finnish University che ha siglato uno spin-off con una società per la produzione del muro ‘i-Wall’, (immersion-Wall) che permette di immergersi nei giochi. Un mega schermo, pareti interattive dotate di pulsanti elettronici, pavimenti con sensori per far muovere adulti e bambini tutti insieme divertendosi, coinvolti in gare e giochi virtuali.
Nel frattempo al posto di pesi e bilancieri arrivano nastri, rulli in schiuma, corde, palle, bastoncini flessibili, attrezzi per i corsi si TRX, allenamento funzionale che ha spopolato anche all’ultimo festival del fitness di Rimini. Anche i macchinari nati per fare massa muscolare subiscono una trasformazione somigliando sempre più a strumenti per muoversi fuori dalla palestra: al posto delle presse arrivano le scale con pioli molto ripidi da salire e scendere, i tapis roulant simulano la corsa alpina (sono inclinati fino al 30%), i vogatori fanno sentire la resistenza dell’acqua (entrambi brevetti dell’italiana Technogym). In arrivo gli ostacoli imbottiti in gomma per circuiti indoor ma simili al parkour che si fa per strada. Ricalca il trend anche il festival del fitness di Rimini con i corsi di ‘animal movers’ basati su passi e posizioni mutuate dal mondo animale e i quelli di ginnastica ‘fuori palestra’ come ‘Plank-on’ che porta i soci dei club in giro per le città per muoversi e rimirare i monumenti, guidati da un coach-guida turistica connessa con tutti attraverso cuffie e microfono.
Anticipa i trend e analizza il business del fitness mondiale il nuovo report della International health, racquet & sportsclub association (Ihrsa) statunitense. L’associazione stima che, nel mondo, l’industria del fitness abbia superato gli 83 miliardi di dollari e che ci siano complessivamente 200 mila club, frequentati da 162 milioni di persone. Se gli Stati Uniti fanno la parte del leone, con un incremento di oltre il 7% del business nell’ultimo anno per un valore di 27.6 miliardi di dollari e un aumento di iscritti del 3,6%, l’Europa cresce a ritmi sostenuti.
L’Italia? Si piazza al secondo posto nella top ten dei paesi europei col maggior numero di palestre (ne abbiamo almeno 7.500) per un giro d’affari che si avvicina ai 2 miliardi e mezzo di dollari. Siamo al quarto posto, inoltre, come numero di iscritti, circa 2 milioni e 300 mila. Prima di noi la Germania, il Regno Unito e la Francia.
Fra le novità il report dell’ Ihrsa segnala l’arrivo di una pletora di dispositivi hitech destinati a ricoprire pareti e pavimenti delle palestre. Le nuove soluzioni nascono dall’interesse crescente delle persone più verso i giochi virtuali piuttosto che per i corsi estenuanti di step o zumba. Ha fiutato il bisogno la Finnish University che ha siglato uno spin-off con una società per la produzione del muro ‘i-Wall’, (immersion-Wall) che permette di immergersi nei giochi. Un mega schermo, pareti interattive dotate di pulsanti elettronici, pavimenti con sensori per far muovere adulti e bambini tutti insieme divertendosi, coinvolti in gare e giochi virtuali.
Nel frattempo al posto di pesi e bilancieri arrivano nastri, rulli in schiuma, corde, palle, bastoncini flessibili, attrezzi per i corsi si TRX, allenamento funzionale che ha spopolato anche all’ultimo festival del fitness di Rimini. Anche i macchinari nati per fare massa muscolare subiscono una trasformazione somigliando sempre più a strumenti per muoversi fuori dalla palestra: al posto delle presse arrivano le scale con pioli molto ripidi da salire e scendere, i tapis roulant simulano la corsa alpina (sono inclinati fino al 30%), i vogatori fanno sentire la resistenza dell’acqua (entrambi brevetti dell’italiana Technogym). In arrivo gli ostacoli imbottiti in gomma per circuiti indoor ma simili al parkour che si fa per strada. Ricalca il trend anche il festival del fitness di Rimini con i corsi di ‘animal movers’ basati su passi e posizioni mutuate dal mondo animale e i quelli di ginnastica ‘fuori palestra’ come ‘Plank-on’ che porta i soci dei club in giro per le città per muoversi e rimirare i monumenti, guidati da un coach-guida turistica connessa con tutti attraverso cuffie e microfono.