Mete&Sapori

Bergamo: nei quartieri alti del gusto

Bergamo 
Una città dall'antica vocazione gourmet. Ristoranti stellati, caffè storici, menu a base di formaggi e bistrot contemporanei
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Provinciale, nel senso migliore del termine. Conservatrice, ma anche capace di aprirsi all’innovazione. Casual, ma non troppo, proprio come il nome del ristorante che Enrico Bartolini ha inaugurato nella Città Alta, sulla via che conduce al Castello di San Vigilio. A Bergamo, lo chef dell’eponimo e bistellato ristorante del Mudec di Milano ha delegato la cucina al cuoco Cristopher Carraro e ha compilato un menù di classici in chiave contemporanea – dal risotto alle rape rosse con salsa al Gorgonzola (22€) al baccalà in umido, curcuma e polenta fritta (24€) – che ha meritato una freschissima stella Michelin.
La vocazione gourmet di Bergamo è antica: era il 1966 quando Vittorio Cerea apriva un’insegna che sarebbe diventata celebre e celebrata in tutto il mondo. Il ristorante Da Vittorio continua a rappresentare l’espressione più alta, grazie alla professionalità dei fratelli Cerea, ma oggi sono numerose le alternative accessibili e di qualità. Anche i turisti stranieri, più numerosi che mai, si stanno accorgendo dello slancio – enogastronomico, culturale e artistico – di questa “città a due piani” (così la definisce un lusinghiero e recente reportage del New York Times).
Al “piano alto” è obbligatorio, almeno alla prima visita, sedersi ai tavolini del Caffè del Tasso sorbendo un impeccabile espresso con davanti la magnifica Piazza Vecchia e il Campanone che ogni sera batte 100 puntuali rintocchi. Per una cena scenografica (e per nulla banale nei sapori, conto finale sui 70 euro) ecco l’Hostaria del Relais San Lorenzo: le sedute di design sono immerse tra rovine di epoca romana e medievale. Chi invece non vuole spendere più di 35 euro e cerca casoncelli, brasato e polenta con strachitunt preparati come tradizione comanda, deve fare solo pochi metri verso il ristorante Lalimentari.
La Città Bassa non vive certo complessi di inferiorità potendo disporre di viali dello shopping, del Teatro Donizetti e della GAMeC, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea dove Michelangelo Pistoletto sarà protagonista di una delle mostre fino al 15 gennaio 2017. Capolavori (d’altra foggia) sono pure il taleggio, il bitto, e il quartirolo in vendita da Ol Formager, storico negozio adiacente proprio alla GAMeC. A Bergamo, del resto, il formaggio è un tema serio, come dimostra anche Bù, un cheese bar che propone un intero menù a tema cacio, dai taglieri alle “verticali” di formai de mut alla cotoletta al branzi, accompagnato da una valida selezione di vini locali. Per osservare le tribù locali à la page all’ora dell’aperitivo si va a bere uno spritz da Bobino, il classicissimo di Bergamo Bassa in Piazza della Libertà, mentre gli appassionati di malti e luppoli usciranno soddisfatti da DeGusto Birra & Cucina, un locale moderno e accogliente dove sorseggiare ottime Saison e Ipa in abbinamento alle tagliatelle, quaglia, finferli e castagne (12,50 €) o all’ombrina con patate e cozze croccanti (17 €).
Conviviale e trasversale è pure Al Carroponte, il miglior bistrot contemporaneo della città, aperto negli spazi della vecchia industria Ciceri, dove assaggiare ostriche, patanegra, hamburger ma anche piatti più ambiziosi come le capesante scottate con salsa al melograno e sedano croccante (15 €) o le mezze maniche con crema di spinaci, mandorla e ricotta infornata (13 €). L’enoteca è fornitissima, soprattutto sul fronte bollicine, e a pranzo c’è un conveniente menù a 15 euro. Con una breve passeggiata si raggiunge l’indirizzo ideale per la notte: il Petronilla è un hotel di design con solo 12 raffinate camere caratterizzate da pezzi d’epoca ed echi Bauhaus.