Mete&Sapori

Il bon ton del viaggiatore

Regole e comportamenti non sono uguali in tutti i paesi del mondo. Il galateo, per chi parte per un lungo viaggio, impone d'informarsi sulle abitudini considerate offensive dall'altra parte del mondo. Ecco gli errori più comuni da evitare assolutamente
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Cosa accade se uno straniero in visita a Roma o Milano fa qualcosa di offensivo senza saperlo? Oppure se una donna entra in Vaticano con una maglia scollata e la gonna troppo corta? Spesso capita che viaggiatori e turisti, involontariamente, offendano le tradizioni locali. Il giornale The Independent sdogana un decalogo di “istruzioni per l’uso” da tenere presente per i viaggi all’estero. A Singapore, tanto per citare l'errore più comune in cui si può cadere in una città, mai alzare il braccio per fermare un taxi. E’ considerato offensivo: molto meglio tenere il braccio dritto all’altezza della spalla e con il palmo verso il basso. In Sud Africa non bisogna fermarsi a chiacchierare sul marciapiede bloccando il cammino altrui. Lo spazio vitale è considerato importantissimo e non si dovrebbe mai ostacolare il flusso dei pedoni. In Australia c’è bisogno di un taxi? Sarebbe meglio non sedersi nel sedile posteriore. Accomodarsi dietro al guidatore infatti non è proprio un offesa ma può essere considerato uno snobismo inutile.

Attenzione invece all’abbigliamento in paesi come India e Birmania. Oltre all’evidente inadeguatezza delle minigonne anche i top senza maniche vanno aboliti. E ancora. In tanti paesi dell’Oriente è necessario togliersi le scarpe prima di visitare un tempio e in alcuni casi l’accesso al tempio per gli occidentali è vietato. Meglio informarsi per non correre il rischio di essere rincorsi da qualche guardia armata. Se camminando nel sud est asiatico s'incontra qualche delizioso bimbo è consigliato frenare gli istinti più affettuosi. E, soprattutto, non bisogna accarezzagli i capelli. La testa è infatti considerata la parte più sacra del corpo e non dovrebbe essere toccata se non con i guanti. Bando ai troppi sorrisi in Russia. Non sono proprio offensivi ma neppure obbligatori e, di conseguenza, se un russo non sorride non bisogna pensare che ci sia dell’ostilità. A cena in Cina o Giappone? Attenzione alle bacchette. Piantarle in verticale sul piatto è simbolo di offerta per i morti mentre batterle sul piatto simboleggia la richiesta di elemosina.
 
Anche in Medio Oriente bisogna prestare attenzione a come muoversi. Toccare le persone in pubblico non è gradito perché è considerato un atto d’intimità riservato alla casa. Le difficoltà in viaggio ci sono soprattutto per i mancini: la mano sinistra in molti paesi è considerata impura e quindi è scortese mangiare o regalare denaro con la sinistra. La Thailandia è un terreno minato per le “gaffe” dei viaggiatori: Quando si visita un tempio è necessario vestirsi decorosamente, evitando le spalle nude e calzoncini, e comunque non si può mai entrare con scarpe o sandali ma esclusivamente scalzi. Mai, infine, puntare i piedi verso qualcuno o dare calci perché è considerata una terribile umiliazione.