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Niente fretta siamo in Abruzzo

Grand Tour nella regione dei tre parchi nazionali all’insegna della lentezza. Tra castelli, profonde gole e una costa inesplorata. Sorprese anche a tavola
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Il Grand Tour dell'Abruzzo è all'insegna della lentezza. Castelli, montagne, gole profonde e un mare inesplorato. Il tempo diventa un dettaglio. In Abruzzo quelle emozioni dei giovani aristocratici che, quando nel 1600 attraversarono la regione la definirono “di surreale bellezza”, rivivono ogni giorno. Già lungo il nastro di acciaio dell’autostrada si costeggiano quei paesaggi “spaventosi e belli”. Il primo paese sul cammino (per chi proviene da Sud) è Celano, sormontato dalle torri smerlate di castello Piccolomini. Pian piano lo scenario muta. Da morbido diventa aspro e svela inaspettate alture. Dietro un colle fa l’occhiolino Cocullo, con la sua torre medievale, ed è solo uno dei tanti borghi gioiello incastonati nella natura. Quest’angolo di paradiso conquistò anche l’artista delle distorsioni prospettiche Maurits Escher che, a cavallo di un asino, arrivò allo sperone roccioso di Castrovalva (dove in inverno vivono non più di dieci persone) e trovò l’ispirazione per le sue litografie più famose.

Proseguendo nel cosiddetto “girone Escher” si entra nelle Gole del Sagittario, spettacolare canyon scavato dalla millenaria erosione delle acque del fiume omonimo. In primavera è facile incontrare i “serpari del Cocullo”. Sono i cacciatori di serpenti che, dal 19 marzo, raccolgono in sacchi di tela i rettili che il primo di maggio ricopriranno la statua di San Domenico Abate.
È arrivato il momento di abbandonare l’autostrada per seguire i sentieri di montagna verso il borgo rinascimentale di Pescocostanzo, famoso per l’arte orafa e per il museo del Tombolo. Dopo pochi chilometri si svelano Roccaraso e Rivisondoli. Non può mancare una sosta enogastronomica in piccoli ristoranti come l’osteria del Tarassaco, dall’ottimo rapporto qualità prezzo. Se si chiede ai proprietari il perché di un conto così modesto la risposta è: “Perché siamo in Abruzzo”. Dopo aver gustato un caffè al Botton d’Oro, in compagnia dei proprietari Gianni e Gigliola, si sale sulla Transiberiana d’Italia, un treno dalle antiche carrozze che ormai viaggia solo per scopi turistici.

La notte può diventare magica se si sceglie di passarla nel Pine Cube. Si tratta di un osservatorio di vetro, a forma di cubo, nato per gli appassionati di wildlife watching che può ospitare al massimo quattro persone. I servizi sono all’aperto, e non ci sono pareti in muratura, ma il sommelier Carlos Casasanta compensa l’assenza di comodità con un’ottima cena con vini locali. William, il proprietario, mostra sorridendo lupi e orsi. Dopo la sveglia all’alba, e una lunga passeggiata, si scende verso Campo di Giove proseguendo per Borrello. In questo borgo, noto anche per i tartufi della signora Vittoria, ci si può bagnare nelle cascate tra le più alte d’Italia. E il paesaggio cambia ancora. Andando verso la Val di Sangro (e seguendo le indicazioni di Hidden Italy Tours) si arriva sulla costa e nella magnifica Vasto. Il centro storico, con il palazzo d’Avalos un tempo residenza dei marchesi locali, offre una vista sul golfo che ricorda la costiera amalfitana.

Per la notte ecco il B&B Bagni Vittoria. Nascosto tra tortuose calette è nato dalla scommessa di una coppia, Luigi ed Elisabetta, che ha deciso di cambiare vita. Il risultato? Alloggi in stile vintage, a cinque metri dal mare, cibi locali e l’accoglienza affettuosa del cane Jack. Il viaggio prosegue, per la gioia dei camminatori, nella riserva naturale di punta Aderci. Recentemente anche il quotidiano The Independent ha dedicato un editoriale a questa regione per molti ancora sconosciuta citando i 3 parchi nazionali, quello regionale e le 20 riserve naturale protette. Infine vale la pena di puntare verso Sulmona e il parco regionale di Sirente Verino, aggiungendo una pausa nella locanda La Corte Di Acciano accolti dal giovanissimo chef Simone Valloni. Non basta. Ci sono il parco nazionale del Gran Sasso, la chiesa di Bominaco e la Rocca di Calascio, luogo così suggestivo da essere stato scelto come set per Il nome della Rosa e Lady Hawke.