Quello degli aperitivi mondani in piazzetta, dei porti turistici e delle candide calette è forse il volto più ovvio (ma non per questo meno affascinante) della Sardegna del nord. Ma la costa e l’immediato entroterra settentrionale dell’isola sono capaci di offrire anche molte esperienze diverse. Una volta sbarcati a Olbia o Porto Torres, si può scegliere uno tra i mille itinerari possibili, perché pochi altri territori custodiscono, a breve distanza, parchi naturali e testimonianze archeologiche, antiche roccaforti e romantici borghi, mare incontaminato e ricche tradizioni enogastronomiche.
Il festival
Dal 12 al 14 maggio, a proposito, c’è una ghiotta occasione per inaugurare la stagione in Costa Smeralda: la nona edizione del “Porto Cervo Wine & Food Festival”, evento ospitato in uno dei luoghi icona dell’estate e dedicato alla promozione delle migliori eccellenze sarde. Ad esempio Surrau (loc. Chilvagghja), cantina tra le più interessanti (e accoglienti) della zona. Per un soggiorno di charme, a pochi minuti dal mare, c’è il Petra Segreta Luxury Resort & SPA a San Pantaleo (via Buddeu), noto come il “villaggio degli artisti”. Le raffinate e tranquillissime camere e suite sono ispirate agli stazzi (i rifugi dei pastori), con una maestosa vista sull’Arcipelago della Maddalena. È qui che si trovano alcune delle spiagge più belle della regione (e non solo), da quella rosa di Budelli a Cala Corsara di Spargi. Si contendono il primato con le insenature e il mare assoluto di Santa Teresa di Gallura, affacciata sulle bocche di Bonifacio. Dopo una visita al Castello di Balaiana, a Luogosanto, per la notte c’è L’Agnata di De André (loc. San Bachisio, Tempio Pausania), già dimora del cantautore e oggi tenuta country chic, immersa nel verde della Gallura, con una gustosa cucina.
Il borgo
Lungo la costa nord ecco Castelsardo, un fascinoso borgo, costruito intorno al Castello dei Doria, che ancora mantiene i suoi ancestrali riti religiosi. Dai bastioni si può abbracciare con lo sguardo il Golfo dell’Asinara. Quest’isola, oggi parco nazionale e area marina protetta, è un’altra destinazione imprescindibile della regione. La sua storia di isolamento (fu colonia penale nel corso del XX secolo) ha conservato la sua integrità, da apprezzare in bicicletta o a cavallo. Di fronte ecco Stintino, ultimo lembo di Sardegna, con l’impalpabile arenile de La Pelosa, e poi, proseguendo verso sud sul versante occidentale, l’area marina di Capo Caccia – Isola Piana, un vero paradiso di biodiversità che nasconde tanti tesori della natura, tra cui la Grotta di Nettuno. Siamo già sulla Riviera del Corallo, così chiamata per via della folta colonia (della qualità più pregiata) che abita le acque costiere: Alghero, infatti, è celebre per l’arte della lavorazione del corallo. Questa vivace cittadina dai tetti rossi e mura gialle risente ancora gli influssi della dominazione catalana e un grazioso centro storico con la Cattedrale di Santa Maria. Sosta gourmet al Refettorio (Vicolo Adami, 47), l’ottimo bistrot dello chef Andreini. Proprio oggi, sabato 29, si tiene in città “Marina de Vì”, congresso enogastronomico aperto al pubblico per scoprire la produzione vitivinicola e agroalimentare locale. A Usini, a una trentina di chilometri, si può assaggiare il Tuvaoes della cantina Cherchi (Località Sa Pala ‘e Sa Chessa), autentica espressione di Vermentino della Sardegna.
Le spiagge
Sono numerose le spiagge dove rilassarsi (un consiglio? Le Bombarde e quella del Lazzaretto) prima di continuare il viaggio sulla Alghero-Bosa, una delle strade più emozionanti al mondo da percorrere in moto, circondati dai profumi di macchia mediterranea e da mille sfumature di azzurro. Dopo cinquanta, spettacolari chilometri ecco il borgo dalle case variopinte, affacciate lungo il fiume Temo. Qui si pranza al Biancospino (Corso Vittorio Emanuele II, 6) con ricette tradizionali accompagnate da un bicchiere di Malvasia di Bosa, un vino uguale a nessun altro, capace di lasciare un ricordo indelebile di questa regione.
Il festival
Dal 12 al 14 maggio, a proposito, c’è una ghiotta occasione per inaugurare la stagione in Costa Smeralda: la nona edizione del “Porto Cervo Wine & Food Festival”, evento ospitato in uno dei luoghi icona dell’estate e dedicato alla promozione delle migliori eccellenze sarde. Ad esempio Surrau (loc. Chilvagghja), cantina tra le più interessanti (e accoglienti) della zona. Per un soggiorno di charme, a pochi minuti dal mare, c’è il Petra Segreta Luxury Resort & SPA a San Pantaleo (via Buddeu), noto come il “villaggio degli artisti”. Le raffinate e tranquillissime camere e suite sono ispirate agli stazzi (i rifugi dei pastori), con una maestosa vista sull’Arcipelago della Maddalena. È qui che si trovano alcune delle spiagge più belle della regione (e non solo), da quella rosa di Budelli a Cala Corsara di Spargi. Si contendono il primato con le insenature e il mare assoluto di Santa Teresa di Gallura, affacciata sulle bocche di Bonifacio. Dopo una visita al Castello di Balaiana, a Luogosanto, per la notte c’è L’Agnata di De André (loc. San Bachisio, Tempio Pausania), già dimora del cantautore e oggi tenuta country chic, immersa nel verde della Gallura, con una gustosa cucina.
Il borgo
Lungo la costa nord ecco Castelsardo, un fascinoso borgo, costruito intorno al Castello dei Doria, che ancora mantiene i suoi ancestrali riti religiosi. Dai bastioni si può abbracciare con lo sguardo il Golfo dell’Asinara. Quest’isola, oggi parco nazionale e area marina protetta, è un’altra destinazione imprescindibile della regione. La sua storia di isolamento (fu colonia penale nel corso del XX secolo) ha conservato la sua integrità, da apprezzare in bicicletta o a cavallo. Di fronte ecco Stintino, ultimo lembo di Sardegna, con l’impalpabile arenile de La Pelosa, e poi, proseguendo verso sud sul versante occidentale, l’area marina di Capo Caccia – Isola Piana, un vero paradiso di biodiversità che nasconde tanti tesori della natura, tra cui la Grotta di Nettuno. Siamo già sulla Riviera del Corallo, così chiamata per via della folta colonia (della qualità più pregiata) che abita le acque costiere: Alghero, infatti, è celebre per l’arte della lavorazione del corallo. Questa vivace cittadina dai tetti rossi e mura gialle risente ancora gli influssi della dominazione catalana e un grazioso centro storico con la Cattedrale di Santa Maria. Sosta gourmet al Refettorio (Vicolo Adami, 47), l’ottimo bistrot dello chef Andreini. Proprio oggi, sabato 29, si tiene in città “Marina de Vì”, congresso enogastronomico aperto al pubblico per scoprire la produzione vitivinicola e agroalimentare locale. A Usini, a una trentina di chilometri, si può assaggiare il Tuvaoes della cantina Cherchi (Località Sa Pala ‘e Sa Chessa), autentica espressione di Vermentino della Sardegna.
Le spiagge
Sono numerose le spiagge dove rilassarsi (un consiglio? Le Bombarde e quella del Lazzaretto) prima di continuare il viaggio sulla Alghero-Bosa, una delle strade più emozionanti al mondo da percorrere in moto, circondati dai profumi di macchia mediterranea e da mille sfumature di azzurro. Dopo cinquanta, spettacolari chilometri ecco il borgo dalle case variopinte, affacciate lungo il fiume Temo. Qui si pranza al Biancospino (Corso Vittorio Emanuele II, 6) con ricette tradizionali accompagnate da un bicchiere di Malvasia di Bosa, un vino uguale a nessun altro, capace di lasciare un ricordo indelebile di questa regione.