Mete&Sapori

Benvenuti nella città dei due mondi

Venerdì 30 giugno comincia la sessantesima edizione del Festival. L’occasione ideale, prima degli spettacoli, per ri-scoprire i tesori del centro umbro

2 minuti di lettura
Il prossimo 2 luglio, in piazza Duomo a Spoleto, ci sarà un requiem per soli, coro e orchestra, scritto da Silvia Colasanti, in memoria delle popolazioni colpite dal recente terremoto in Centro Italia. Sarà uno dei momenti di intensa riflessione nel corso dei 17 giorni del Festival dei Due Mondi, in programma dal 30 giugno al 16 luglio, che quest’anno festeggia la 60ma edizione attraverso l’immagine del manifesto firmata da Anish Kapoor. Il festival conferma la vocazione culturale internazionale della cittadina umbra con un ricco calendario di opera, musica, teatro, danza, mostre e appuntamenti cinematografici che si concluderà con il concerto finale di Riccardo Muti, impegnato a dirigere l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.

È l’occasione ideale per trascorrere qualche giorno alla (ri)scoperta di una città dallo straordinario patrimonio storico-artistico, a cominciare proprio dal suo simbolo, il Duomo, eretto in forme romaniche nel XII secolo, che conserva al suo interno un affresco con Madonna e Santi del Pinturicchio, il busto in bronzo di Urbano VIII del Bernini e il ciclo di affreschi di Filippo Lippi. Ci si muove poi alla conquista (niente paura: ci sono ascensori e scale mobili) della poderosa Rocca Albornoziana sulla sommità del Colle Sant’Elia, progettata da Matteo Gattapone nel XIV secolo, che oggi è sede del Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, con un allestimento che ripercorre la crescita e la fioritura della città e del territorio. Spoleto vanta anche un monumento Patrimonio Mondiale dell’UNESCO: la Basilica di San Salvatore, di origini paleocristiane (IV-V secolo), parte del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”. Tra una visita e l’altra, si deve trovare il tempo per approfondire un’altra arte locale, quella della norcineria, e addentare una rosetta con la porchetta (speciale davvero quella di Serafino) o la corallina, salame di carni suine magre, macinate con aggiunta di lardelli a cubetti, tipico della tradizione pasquale.

D’obbligo una passeggiata sul Ponte delle Torri, edificato probabilmente tra il XIII ed il XIV secolo per unire la rocca di Colle sant’Elia al fortilizio dei Mulini e allo stesso tempo condurre in città le acque delle sorgenti di Cortaccione. Percorrendo i suoi 230 metri, a 80 metri di altezza, si gode di uno splendido panorama sul Monteluco e sul suo “bosco sacro”, caratterizzato dal leccio sempreverde, la casa preferita dai grandi coleotteri e dal picchio rosso maggiore. Attraverso la foresta si possono raggiungere il Santuario di San Francesco e molti altri eremi e grotte.
Ai camminatori professionisti (ma anche agli appassionati di mountain bike) i dintorni di Spoleto e la Valnerina offrono favolosi percorsi. Da Preci ci si muove in direzione di Castelvecchio, si entra poi ai Bagni di Triponzo per rilassarsi nelle acque termali o nella curata Spa (www.bagnitriponzo.it), si giunge nel grazioso borgo di Cerreto di Spoleto dove assaggiare la tipica crescionda, una morbida torta fatta con uova, farina, cioccolato e zucchero, si fa tappa a Piedipaterno fino ad arrivare finalmente a Castel San Felice e Sant’Anatolia di Narco, altra perla della Valnerina celebre per la coltivazione e lavorazione della canapa. Merita una deviazione anche Eggi, immerso tra gli ulivi, dove visitare il castello del XIV secolo e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, ornata da splendidi affreschi, così come l’insediamento di Poreta, anticamente una villa, divenuta solo verso la fine del Duecento un borgo fortificato.
Tra una scorribanda e l’altra, questo verde spicchio di Umbria offre tante insegne di buona cucina e strutture di charme dove fermarsi per il weekend: a Spoleto l’indirizzo da segnare in agenda è Il Capanno (Località Torrecola 6), un bel casale di campagna con qualche semplice camera e piatti gustosi tra cui la frittatina di tartufo estivo, le tagliatelle al ragù di piccione e il petto di faraona. Nella bella Foligno ecco Villa Roncalli (Viale Roma 25), una dimora nobiliare d’epoca con suite arredate con pezzi d’antiquariato, un curato giardino con piscina e una raffinata proposta culinaria di stagione.