Bilbao: quanta vita intorno al Guggenheim
di FEDERICO DE CESARE VIOLAL'edificio- scultura immaginato da Frank Gehry ha cambiato il destino della città basca. Lasciata la vocazione industriale, grazie al sinuoso intrigo di lamiere è diventata un ambizioso e vivace centro culturale
Vent’anni fa Bilbao era una città depressa e boccheggiante: il porto decrepito, le fabbriche chiuse, il futuro incerto. Poi la decisione di abbandonare l’ormai sbiadita vocazione industriale e di investire in un ambizioso sistema culturale. Sulle sponde del fiume Nervión spuntava il sinuoso intrigo di lamiere di titanio immaginato da Frank Gehry. E così, grazie al Guggenheim, il quarto maggior centro spagnolo fu travolto da una fama planetaria e da un’impressionante crescita turistica ed economica. È il cosiddetto “Bilbao effect”. Oggi, oltre un milione di persone ogni anno si ferma davanti alle opere di Rothko, Serra, Warhol, Iglesias e naturalmente al Puppy di Jeff Koons, forse l’attrazione più fotografata della città. In occasione dei festeggiamenti per il ventennale, dall’11 al 14 ottobre è in programma lo show multisensoriale “Reflections” che sfrutterà proprio le superfi…
Vent’anni fa Bilbao era una città depressa e boccheggiante: il porto decrepito, le fabbriche chiuse, il futuro incerto. Poi la decisione di abbandonare l’ormai sbiadita vocazione industriale e di investire in un ambizioso sistema culturale. Sulle sponde del fiume Nervión spuntava il sinuoso intrigo di lamiere di titanio immaginato da Frank Gehry. E così, grazie al Guggenheim, il quarto maggior centro spagnolo fu travolto da una fama planetaria e da un’impressionante crescita turistica ed economica. È il cosiddetto “Bilbao effect”. Oggi, oltre un milione di persone ogni anno si ferma davanti alle opere di Rothko, Serra, Warhol, Iglesias e naturalmente al Puppy di Jeff Koons, forse l’attrazione più fotografata della città. In occasione dei festeggiamenti per il ventennale, dall’11 al 14 ottobre è in programma lo show multisensoriale “Reflections” che sfrutterà proprio le superfici del Museo a mo’ di schermo cinematografico. Intorno al Guggenheim è nato un vero e proprio distretto, con il Museo de Bellas Artes, la Sala de Exposiciones Rekalde e il Museo Maritimo Ría de Bilbao.
Bilbao esprime la sua forte identità anche attraverso l’eccellenza gastronomica. L’esperienza più alta e completa – non è un caso – si vive proprio dentro al Guggenheim. Di fronte a Maman, il ragno gigante di Louise Bourgeois, si trova la scala d’ingresso del Nerua, il ristorante di Josean Alija, chef antistar autore di una cucina tra le più elettrizzanti al mondo. In una sala candida e minimalista sfilano piatti che restano impressi a fuoco nella memoria gustativa: la kokotxa di merluzzo al pil-pil di peperone verde, il fegato di rana pescatrice con crema di carciofi e olive nere, la lingua d’agnello con purè di cavolfiore fritto e sake. La brigata di Alija cura anche l’offerta del Bistró del Museo: menù più semplice e ambiente più informale.
Non solo avanguardia, però: a Bilbao si può cenare peregrinando da un bar all’altro per assaggiare i tradizionali pintxos (quasi equivalente locale delle tapas), gustosi bocconi a base di acciughe del Cantabrico, insalata russa, tortilla de patatas e naturalmente pata negra. Il miglior prosciutto è quello della Viña del Ensanche, storica insegna tra le vie borghesi del centro frequenta da locali e turisti, con una notevole cantina. E naturalmente non si può lasciare Bilbao se non dopo aver assaggiato una succulenta chuleta (costoletta) alla brace da Asador Indusi, locale per carnivori che propone anche txistorra, salsiccia fresca di maiale, e funghi di stagione. Per accompagnare la scorpacciata si beve un bicchiere di Txacoli, vino bianco fresco e leggero simbolo della produzione locale. Bodegas Itsasmendi è la cantina giusta per scoprire le potenzialità di questo vitigno, perfetto per l’aperitivo e ottimo anche in versione dolce a fine pasto.
Costeggiando il fiume si arriva fino al Mercado de la Ribera, il più grande mercato al coperto d’Europa dove far scorta delle tante specialità locali. Siamo sul perimetro del Casco Viejo, nucleo originario della città con la Cattedrale di Santiago e il Museo Archeologico e naturalmente molti altri bar di txikiteo. Durante la passeggiata tra le storiche Siete Calles si fa merenda con il tipico bollo de mantequilla della pasticceria e caffetteria Charamel Gozotegia. Agosto può essere il periodo ideale per visitare Bilbao: dal 19 al 27 del mese va in scena Aste Nagusia, la festa più importante dell’anno: nove giorni di teatro, grandi concerti, spettacoli pirotecnici e concorsi gastronomici. Con l’occasione, si può organizzare un viaggio nelle altre località della Biscaglia, da Vitoria a Guernica, e percorrere lo spettacolare tratto di costa fino al promontorio di San Juan de Gaztelugatxe, un eremo su uno sperone di roccia circondato dalle onde, da raggiungere con una vertiginosa scalinata, e poi fermarsi a San Sebastián, perla dei Paesi Baschi, per rilassarsi o per fare surf nelle acque della Concha, una delle spiagge cittadine più belle ed eleganti d’Europa.
Bilbao esprime la sua forte identità anche attraverso l’eccellenza gastronomica. L’esperienza più alta e completa – non è un caso – si vive proprio dentro al Guggenheim. Di fronte a Maman, il ragno gigante di Louise Bourgeois, si trova la scala d’ingresso del Nerua, il ristorante di Josean Alija, chef antistar autore di una cucina tra le più elettrizzanti al mondo. In una sala candida e minimalista sfilano piatti che restano impressi a fuoco nella memoria gustativa: la kokotxa di merluzzo al pil-pil di peperone verde, il fegato di rana pescatrice con crema di carciofi e olive nere, la lingua d’agnello con purè di cavolfiore fritto e sake. La brigata di Alija cura anche l’offerta del Bistró del Museo: menù più semplice e ambiente più informale.
Non solo avanguardia, però: a Bilbao si può cenare peregrinando da un bar all’altro per assaggiare i tradizionali pintxos (quasi equivalente locale delle tapas), gustosi bocconi a base di acciughe del Cantabrico, insalata russa, tortilla de patatas e naturalmente pata negra. Il miglior prosciutto è quello della Viña del Ensanche, storica insegna tra le vie borghesi del centro frequenta da locali e turisti, con una notevole cantina. E naturalmente non si può lasciare Bilbao se non dopo aver assaggiato una succulenta chuleta (costoletta) alla brace da Asador Indusi, locale per carnivori che propone anche txistorra, salsiccia fresca di maiale, e funghi di stagione. Per accompagnare la scorpacciata si beve un bicchiere di Txacoli, vino bianco fresco e leggero simbolo della produzione locale. Bodegas Itsasmendi è la cantina giusta per scoprire le potenzialità di questo vitigno, perfetto per l’aperitivo e ottimo anche in versione dolce a fine pasto.
Costeggiando il fiume si arriva fino al Mercado de la Ribera, il più grande mercato al coperto d’Europa dove far scorta delle tante specialità locali. Siamo sul perimetro del Casco Viejo, nucleo originario della città con la Cattedrale di Santiago e il Museo Archeologico e naturalmente molti altri bar di txikiteo. Durante la passeggiata tra le storiche Siete Calles si fa merenda con il tipico bollo de mantequilla della pasticceria e caffetteria Charamel Gozotegia. Agosto può essere il periodo ideale per visitare Bilbao: dal 19 al 27 del mese va in scena Aste Nagusia, la festa più importante dell’anno: nove giorni di teatro, grandi concerti, spettacoli pirotecnici e concorsi gastronomici. Con l’occasione, si può organizzare un viaggio nelle altre località della Biscaglia, da Vitoria a Guernica, e percorrere lo spettacolare tratto di costa fino al promontorio di San Juan de Gaztelugatxe, un eremo su uno sperone di roccia circondato dalle onde, da raggiungere con una vertiginosa scalinata, e poi fermarsi a San Sebastián, perla dei Paesi Baschi, per rilassarsi o per fare surf nelle acque della Concha, una delle spiagge cittadine più belle ed eleganti d’Europa.