Dublino: cercate Joyce? Provate al bancone del bar
di FEDERICO DE CESARE VIOLANella patria del celebre scrittore, tra visite nei suoi luoghi e lunghe passeggiate, ponti sul fiume, castelli, caffè e pinte di birra
La proverbiale cordialità dei dublinesi non è solo uno dei tanti cliché che riguardano gli abitanti di qualsiasi capitale: nel 2011 l’editore Trevor White si è inventato un’iniziativa che ha chiamato a raccolta mille ambasciatori volontari – tra cui insegnanti, scrittori, giornalisti e persino l’artista locale Graham Knuttel – capaci di raccontare la propria città, da insider, ai visitatori. City of a Thousand Welcomes è stata votata miglior attività gratuita in Europa: basta iscriversi sul sito (www.cityofathousandwelcomes.com) per poter incontrare un dubliner davanti a una pinta di birra o un caffè e avere tutte le dritte giuste.
Non c’è scampo, gli astemi sono avvisati: una vacanza a Dublino non può che cominciare al bancone di un pub, magari a quello del Brazen Head (20 Lower Bridge Street), inaugurato nel 1198 e scelto da Jonathan Swift come suo preferito, oppure da Davy Byr…
Non c’è scampo, gli astemi sono avvisati: una vacanza a Dublino non può che cominciare al bancone di un pub, magari a quello del Brazen Head (20 Lower Bridge Street), inaugurato nel 1198 e scelto da Jonathan Swift come suo preferito, oppure da Davy Byr…
La proverbiale cordialità dei dublinesi non è solo uno dei tanti cliché che riguardano gli abitanti di qualsiasi capitale: nel 2011 l’editore Trevor White si è inventato un’iniziativa che ha chiamato a raccolta mille ambasciatori volontari – tra cui insegnanti, scrittori, giornalisti e persino l’artista locale Graham Knuttel – capaci di raccontare la propria città, da insider, ai visitatori. City of a Thousand Welcomes è stata votata miglior attività gratuita in Europa: basta iscriversi sul sito (www.cityofathousandwelcomes.com) per poter incontrare un dubliner davanti a una pinta di birra o un caffè e avere tutte le dritte giuste.
Non c’è scampo, gli astemi sono avvisati: una vacanza a Dublino non può che cominciare al bancone di un pub, magari a quello del Brazen Head (20 Lower Bridge Street), inaugurato nel 1198 e scelto da Jonathan Swift come suo preferito, oppure da Davy Byrne’s, al 21 di Duke Street, dove Leopold Bloom, protagonista dell’Ulisse, entrava e ordinava un panino al gorgonzola e un bicchiere di Borgogna per sette penny. Sight Walking Dublin Tours (www.sightwalkingdblin.com) e James Joyce Center (www.jamesjoyce.ie) organizzano tour della città attraverso i suoi pub letterari o i luoghi iconici del suo più celebre autore. Dublino ama le parole e non è certo un caso che abbia conquistato il titolo di Città della Letteratura Unesco: tra i suoi concittadini scrittori ci sono quattro premi Nobel.
Anche se una corsa in taxi regala sempre conversazioni inaspettate, nella Capitale irlandese si gira facilmente a piedi, seguendo tutte le combinazioni possibili del Dubline, percorso pedonale che attraversa anche molti dei 23 ponti sul fiume Liffey: il più conosciuto è l’Ha’penny bridge, romantica struttura in ghisa il cui nomignolo fa riferimento al pedaggio che un tempo era richiesto per il passaggio. Tornando alla passione per le lettere si può cominciare il nostro itinerario proprio dal Trinity College, uno degli Istituti più prestigiosi al mondo dove studiarono, tra gli altri, Samuel Beckett e Oscar Wilde. Nella Long Room sono custoditi oltre 200mila volumi. Anche la Chester Beatty Library vanta una straordinaria collezione di papiri egizi, antiche edizioni del Corano e della Bibbia e manoscritti medievali. Si prosegue verso il Castello di Dublino, edificato nel 1204 nel luogo in cui sorgeva una fortezza vichinga del 930 d.C., oggi sede di tutti i grandi eventi istituzionali. Siamo nel quartiere dei Liberties e chi volesse approfondire la storia vichinga della città può entrare a Dublinia, centro espositivo multimediale capace di entusiasmare i più piccoli. A breve distanza ci sono anche i due principali luoghi sacri della città, la St. Patrick’s Cathedral e la Christ Church Cathedral. La bella e vivace gioventù dublinese ama molto la vita nei parchi: per un tradizionale picnic preferisce gli Iveagh Gardens o St. Stephen’s Green, per una corsa in bicicletta c’è l’immenso Phoenix Park, dove pedalare in compagnia dei daini.
Se è vero che l’offerta gastronomica cittadina è casual, non mancano insegne di qualità per la cena: Piglet (5, Cow’s Lane, Temple Bar), ottimo wine bar con un menù di tapas e piatti di ispirazione italiana; Etto (18 Merrion Row), menù stagionale con eccellenti materie prime; e Cliff Townhouse (22 St Stephen’s Green), in un boutique hotel di charme, per una raffinata cena di pesce. Secondo molti la miglior pinta di Guinness si può degustare al Mulligan (8 Poolbeg Street) ma per scoprire tutta la storia e la produzione dell’icona irlandese più amata al mondo, bisogna concludere il tour con una tappa alla Guinness Storehouse. Dall’alto del Gravity Bar si può ammirare Dublino a 360° mentre si sorseggia una “black stuff” spillata a regola d’arte. Brindate come era solito fare lo scrittore Flann O’Brian: “Quando la vita sembra nera come la mezzanotte, una pinta di birra risolverà tutti i problemi”.
Non c’è scampo, gli astemi sono avvisati: una vacanza a Dublino non può che cominciare al bancone di un pub, magari a quello del Brazen Head (20 Lower Bridge Street), inaugurato nel 1198 e scelto da Jonathan Swift come suo preferito, oppure da Davy Byrne’s, al 21 di Duke Street, dove Leopold Bloom, protagonista dell’Ulisse, entrava e ordinava un panino al gorgonzola e un bicchiere di Borgogna per sette penny. Sight Walking Dublin Tours (www.sightwalkingdblin.com) e James Joyce Center (www.jamesjoyce.ie) organizzano tour della città attraverso i suoi pub letterari o i luoghi iconici del suo più celebre autore. Dublino ama le parole e non è certo un caso che abbia conquistato il titolo di Città della Letteratura Unesco: tra i suoi concittadini scrittori ci sono quattro premi Nobel.
Anche se una corsa in taxi regala sempre conversazioni inaspettate, nella Capitale irlandese si gira facilmente a piedi, seguendo tutte le combinazioni possibili del Dubline, percorso pedonale che attraversa anche molti dei 23 ponti sul fiume Liffey: il più conosciuto è l’Ha’penny bridge, romantica struttura in ghisa il cui nomignolo fa riferimento al pedaggio che un tempo era richiesto per il passaggio. Tornando alla passione per le lettere si può cominciare il nostro itinerario proprio dal Trinity College, uno degli Istituti più prestigiosi al mondo dove studiarono, tra gli altri, Samuel Beckett e Oscar Wilde. Nella Long Room sono custoditi oltre 200mila volumi. Anche la Chester Beatty Library vanta una straordinaria collezione di papiri egizi, antiche edizioni del Corano e della Bibbia e manoscritti medievali. Si prosegue verso il Castello di Dublino, edificato nel 1204 nel luogo in cui sorgeva una fortezza vichinga del 930 d.C., oggi sede di tutti i grandi eventi istituzionali. Siamo nel quartiere dei Liberties e chi volesse approfondire la storia vichinga della città può entrare a Dublinia, centro espositivo multimediale capace di entusiasmare i più piccoli. A breve distanza ci sono anche i due principali luoghi sacri della città, la St. Patrick’s Cathedral e la Christ Church Cathedral. La bella e vivace gioventù dublinese ama molto la vita nei parchi: per un tradizionale picnic preferisce gli Iveagh Gardens o St. Stephen’s Green, per una corsa in bicicletta c’è l’immenso Phoenix Park, dove pedalare in compagnia dei daini.
Se è vero che l’offerta gastronomica cittadina è casual, non mancano insegne di qualità per la cena: Piglet (5, Cow’s Lane, Temple Bar), ottimo wine bar con un menù di tapas e piatti di ispirazione italiana; Etto (18 Merrion Row), menù stagionale con eccellenti materie prime; e Cliff Townhouse (22 St Stephen’s Green), in un boutique hotel di charme, per una raffinata cena di pesce. Secondo molti la miglior pinta di Guinness si può degustare al Mulligan (8 Poolbeg Street) ma per scoprire tutta la storia e la produzione dell’icona irlandese più amata al mondo, bisogna concludere il tour con una tappa alla Guinness Storehouse. Dall’alto del Gravity Bar si può ammirare Dublino a 360° mentre si sorseggia una “black stuff” spillata a regola d’arte. Brindate come era solito fare lo scrittore Flann O’Brian: “Quando la vita sembra nera come la mezzanotte, una pinta di birra risolverà tutti i problemi”.