Una mostra a Milano racconta la storia dello Stile fra la fine dell'Ottocento e la metà del Novecento
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Economici, leggeri, belli e sicuramente ecologici. Sono gli abiti da carta. Di solito rilegati nella nicchia degli oggetti d’arte, vengono anche indossati dalle donne vere. E alcuni tra i più eleganti modelli in carta vanno in mostra (fino al 31 dicembre 2016, Milano - Villa Necchi Campiglio) per raccontare la storia della moda e dello stile a cavallo tra la fine dell’ottocento e la metà del novecento. Dai tailleur di Dior ai colorati kimono giapponesi: trenta capi realizzati interamente in carta dell’artista Isabelle de Borchgrave. Cosa si può vedere nelle minuziose riproduzioni? Dagli abiti da sera di Lanvin e Poiret ai vestiti da giorno di Chanel, c’è la plissettatura dell’abito Delphos, disegnato da Mariano Fortuny ispirandosi alle tuniche delle sculture greche. Oppure la storia del tailleur Bar, modello-manifesto della collezione New Look del 1947 di Christian Dior, che ha dettato le regole di una nuova estetica: dalla giacchina in shantung color crema a falde arrotondate modellate sulle curve del busto alla gonna plissettata e svasata che regala un incedere flessuoso assolutamente inedito.
La storia dello Stile negli abiti di carta
Dai social alle creazioni di moda, ecco l'evoluzione dei modelli
Guardando su Pinterest ci sono più di mille idee di abiti in carta da quelli realizzati con giornali, cartoline e origami. Kelly Murray, Gary Harvey e Caterina Crepax sono le stiliste del paper dress design che gli abiti in carta li hanno portati anche in passarella. La francese Kelly Murray ha utilizzato una dozzina di elenchi telefonici e in due mesi di lavoro ha creato un mini tutù con una spirale di carta plissettata e una gonna a balze. Lo stilista inglese Gary Harvey, designer di Levi’s, specialista in eco-couture che, ha ideato una serie di vestiti anni 50 che hanno sfilato dalla New York & Los Angeles Fashion Weeks alla Fashion Shows & Exhibitions di Londra e sono stati pubblicati su Vogue, Elle, I-D, Vanity Fair, The Times. Anche Caterina Crepax crea abiti quasi sculture che definisce “sogni di carta”; modelli realizzati con carta da forno, etichette, scarti di tipografia.
Ritagliare gonne e cappelli da sempre piace ai più piccoli? Una bimba di 4 anni e sua mamma Angie hanno creato abiti di carta molto fashion ed originali per poi pubblicarli su un blog e un account Instagram. Gli abiti sono fatti di sacchetti, nastro adesivo, colla e altri materiali che usiamo tutti i giorni. L’unica regola è quella di spendere soldi solo per la colla e per il nastro, tutto il resto viene recuperato. https://www.instagram.com/2sisters_angie/