Moda

A Pitti Uomo contrasti in gioco

La sfilata di Stefano Ricci nella Sala Bianca di Firenze 
La performance di Paul Smith e la sfilata di Stefano Ricci nella Sala Bianca del Palazzo che dice: "L'eleganza si impara fin da piccoli"
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L’irresistibile fascino degli opposti. È il fondamento della nuova moda maschile di Pitti Uomo in bilico tra uomini formali e sportivi. Ieri era il giorno, oltre che del salone in Fortezza, delle sfilate e delle presentazioni di brand e designer ai poli opposti della concezione del vestire, tra leganza da una parte e senso sportivo dall’altra. Alla prima categoria appartiene la riapertura alle sfilate dopo 35 anni della Sala Bianca di Palazzo Pitti che fu il centro della moda mondiale tra i ’50 e gli ’80. Accade con la sfilata di massima eleganza formale dell’imprenditore – designer fiorentino Stefano Ricci che, «felice e emozionato», celebra i 45 anni della maison. Mandando in passerella un fascinoso Grande Gatsby del Duemila, di rigorosa ma disinvolta eleganza e di un lusso estremo che Ricci preferisce chiamare «buon gusto».
Stefano Ricci sfila per Pitti Uomo nella storica Sala Bianca di Firenze 
Tra i bianchi stucchi settecenteschi, i lampadari di cristallo e le rose bianche sfila tra i bei modelli, chi giovane e chi maturo, anche Andrea Bocelli in frac scuro in mezzo ai due figli, Amos e Matteo, in smoking bianco ricamato a mano. Abiti interi o spezzati, proporzioni studiate né larghe né strette ma pulite e seducenti, «come un vero uomo deve vestire», dice Ricci. Tartan, gessati e spezzati che incociano blu notte, color mattone, grigio scuro o scurissimo, nero. Giacca decostruita e foderata di visone, giacche da sera in prezioso jacquard di seta, cappotti da "L’età dell’innocenza", al ginocchio, uno con martingala, altri con pelliccia sciallata al collo, blouson in coccodrillo, tuta da jogging di cachemire, bottoni d’oro, gemelli di brillanti. E alcuni bambini mini copia degli adulti: «L’eleganza si impara da piccoli», dice Ricci.
Debutta a Pitti Uomo la collezione di Paul Smith (ansa)
Va in senso opposto, il massimo testimone della tradizione britannica, Paul Smith, che lancia la prima versione tecnologica della linea giovane PS by Paul Smith con capi pratici ispirati all’universo della bicicletta, per giovani sportivi che girano il mondo con il giubbino che si ripiega in tasca, la giacca a vento waterproof, le felpe dei ciclisti. Convivono moda consolidata e nuova generazione. Il giovane pluripremiato designer belga-newyorkese Tim Coppens sfila con una collezione ispirata al mondo apocalittico del film Mad Max, il montone con dettagli biker sulle maniche e la maglia con sopra scritto “Acid”. I giovani brand coreani, Bmuet(te) e Ordinary People presentano nel progetto Concept Korea collezioni ispirate all’arte e alla ricerca.
Elegante e sportivo sono ledue tendenze dell’uomo nuovo. Messe in equilibrio, per esempio, da Mason’s che per la prima volta usa il nero in una collezione military-rock luccicante di patch, swarovsky, granatine, borchie. Uguale equilibrio tra ricerca estetica e street style per la collezione Patrizia Pepe Uomo - testimonial è l’attore Marco Bocci - che il fotografo Mauro Puccini interpreta come il movimento perpetuo di una tribù metropolitana.
Patrizia Pepe a Pitti Uomo 

Addolcisce gli estremi Woolrich che rende più cittadini i suoi tradizionali capispalla da vita all’aria aperta. «La moda oggi è contaminazione tra classico e sportivo», dice il titolare di Uptobe, Graziano Gianelli, mostrando capi in impalpabile e funzionale neoprene bistretch che riproduce i classici tessuti sale e pepe o a spiga o doppia il cappotto in maglia tricottata.