Moda

Al gran ballo

Un abito della sfilata alta moda di Dior versione Maria Grazia Chiuri. I cappelli sono stati disegnati dal cappellaio inglese Stephen Jones  (ap)
Eleganti, ma con vestiti adatti a tutte. Dior presenta le ragazze sognatrici
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È un labirinto magico e misterioso, con siepi verdi e alberi, quello in cui sfila la donna di Christian Dior pronta per un gran ballo con abiti da sogno che sotto strati di tulle svelano fiori e simboli esoterici. Intorno agli occhi stelline dorate portafortuna. Maria Grazia Chiuri, che dal luglio scorso è la stilista della maison francese, mostra la sua prima collezione di alta moda pensata per donne forti e determinate, le femministe di oggi, quelle che non rinunciano alla femminilità e credono “nei sogni che diventano realtà”. Chiuri dedica la sfilata a Franca Sozzani, la direttrice di Vogue Italia scomparsa alla vigilia di Natale, e spiega che il labirinto, disseminato di piante, fiori e immagini allegoriche, ben rappresenta il suo percorso per ridisegnare l’alta moda di Dior (che quest’anno compie 70 anni) con una immagine contemporanea, desiderabile e abiti mettibili.
Dior (afp)
Per questo gran ballo, ambientato nei giardini del museo Rodin, sulla passerella disseminata d’erba hanno sfilato i tailleur smoking con le giacche “Bar” con la classica baschina sui fianchi, indossati con gonne pantalone plissé, il tutto rivisto con un occhio moderno. Dal nero degli smoking ai colori pallidi, indefiniti e magici degli abiti in tulle e organza, dalle linee anni ‘50, che imprigionano fiori di tessuto (dipinti a mano dall’atelier Pagliani di Verona) o che esaltano le immagini dei tarocchi che tanto affascinavano Christian Dior, cultore della mistica esoterica e amante dei balli in maschera, vestito da leone. Le modelle sfilano nel labirinto con mascherine e pennacchi, in versione gotico-punk, disegnati da Stephen Jones, il “cappellaio matto” di Londra, mentre le collane con fiori e farfalle sono dell’artista novantenne Claude Lalanne. In prima fila la giovane Bebe Vio con Chiara Mastroianni, Bianca Jagger e Ginevra Elkann. Le donne nel mondo tornano a farsi sentire. «Ma la loro non è rabbia. Sono preoccupate per un futuro incerto», spiega Maria Grazia Chiuri che lo scorso anno ha realizzato una t-shirt con la scritta “dobbiamo essere tutte femministe”.
Maria Grazia Chiuri al termine della sfilata disegnata per Dior
  (afp)

La quattro giorni dell’alta moda è decollata con il grande evento di Dior rinnovato, con successo, da Maria Grazia Chiuri e le due sfilate di Schiaparelli e Francesco Scognamiglio accomunate da una ispirazione orientale. Betrand Guyon, il creativo che guida Schiaparelli, è riuscito a valorizzare tutti i simboli della maison, come i cuori trafitti ricamati su tailleur, il sole intarsiato su cappe spettacolari e i lucchetti che diventano tasche su abiti da gran sera, insieme a citazioni orientaleggianti, con pesci, dragoni e fiori di loto, ispirati a moderne geishe, che adorano il colore della maison rosa shocking.
Ricami e decori per gli abiti di Scognamiglio (afp)
Francesco Scognamiglio si è ispirato al salotto di porcellana della regina Maria Amalia di Sassonia, un inno all’Oriente, esposto al museo Capodimonte a Napoli. E così rose di porcellana, con preziosi ricami in filo oro e argento, decorano giubbini-chiodo in pelle, lunghi abiti si illuminano di ricami di cristalli e cappe sontuose mostrano decori con antiche immagini di donne cinesi. Scognamiglio dedica la sfilata a Lady D, di cui si sente anche la voce mixata alla musica.