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Vince il neoromaticismo

La sfilata di haute couture di Valentino che esalta il savoir faire artigianale italiano (afp)
Principesse, dee e vestali da Pier Paolo Piccioli per Valentino a Elie Saab, Antonio Grimaldi e Jean Paul Gaultier:  trionfano le mise floreali e evanescenti
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La sublimazione dei riti dell’alta moda e l’omaggio alle dee greche e ai personaggi della mitologia ellenica. «Due realtà eterne, di vibrante attualità». Per l’haute couture di Valentino, Pier Paolo Piccioli racconta una storia di stile dove intreccia «la gestualità delle 70 sarte dell’atelier con il mito eterno delle dee greche». Piccioli è sulla cresta dell’onda e mentre si intensificano le voci su Riccardo Tisci che lascerebbe Givenchy per andare da Versace, i rumors dicono che sarà proprio Piccioli a prendere il suo posto. Nella moda riprende il gran ballo delle poltrone e in attesa di notizie certe, continua il tour delle sfilate.
 
Valentino (afp)

«Amo i gesti delle sarte – racconta Piccioli - che la sera proteggono gli abiti in lavorazione con carta velina e spilli». Ca…
La sublimazione dei riti dell’alta moda e l’omaggio alle dee greche e ai personaggi della mitologia ellenica. «Due realtà eterne, di vibrante attualità». Per l’haute couture di Valentino, Pier Paolo Piccioli racconta una storia di stile dove intreccia «la gestualità delle 70 sarte dell’atelier con il mito eterno delle dee greche». Piccioli è sulla cresta dell’onda e mentre si intensificano le voci su Riccardo Tisci che lascerebbe Givenchy per andare da Versace, i rumors dicono che sarà proprio Piccioli a prendere il suo posto. Nella moda riprende il gran ballo delle poltrone e in attesa di notizie certe, continua il tour delle sfilate.
 
Valentino (afp)

«Amo i gesti delle sarte – racconta Piccioli - che la sera proteggono gli abiti in lavorazione con carta velina e spilli». Carte che tradotte in abiti diventano eteree camicie in tulle color cipria su abiti di chiffon ricamati con strass e paillettes. I vestiti Valentino sono un concentrato di lavorazioni straordinarie che assumono un aspetto di “magica semplicità”.

Pier Paolo Piccioli non ama ostentare nulla. I suoi vestiti sono una sintesi di leggerezza e sogno, con un defilé di 12 minuti all’Hotel Salomon de Rothschild, in versione casa con opere di arte contemporanea della collezione Tiroche DeLeon. Una cornice moderna per abiti da dea con cappotti ricamati con piumette dai colori tenui, con simboli greci. Sulle cappe i ricami disegnano grifoni, trecce in 15 tonalità di giallo danno vita a un abito capolavoro mentre intarsi di fiamme si alternano a giochi di plissé su tuniche con strascico. Dietro le quinte è esposta una scritta fatta da una sarta: “Non ti preoccupare se ti pungi con un ago, vuol dire che l’arte della sartoria ti entra dentro”.
Jean-Paul Gaultier (ap)
Da Jean Paul Gaultier si celebra l’amore per la natura, con lei che lascia la città con giacche impeccabili che poi abbandona per “mise” floreali. Sul suo abito da sposa c’è un trionfo di spighe e lui la porta all’altare in cariola. Galliano per la Maison Margiela Artisanal si ispira dal mondo digitale, dove si usano filtri speciali per i selfie, per creare abiti che vengono prima decostruiti e poi ricostruiti ad arte, con drappeggi che simulano volti. La sua sposa è avvolta in una nuvola di seta nera da paracadute, con un decoro metallico in testa.
maison Margiela (ap)

Viktor&Rolf sfruttando una tecnica japan, la kintsugi, usata per aggiustare i vasi antichi, riassemblano abiti da ballo e da giorno, con cuciture dorate. Lo stilista libanese Elie Saab firma abiti da principessa con decori egiziani di palme e feluche sul Nilo. Elogia la bellezza delle donne arabe e rende anche omaggio all’intelligenza di Doria Shafik, leader dell’Unione femminista egiziana degli anni ‘40. Antonio Grimaldi veste le sue guerriere dell’amore con cuori e abiti a colonna con plissé e borchie
Elie Saab (afp)