Moda

Il bello della divisa

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Il fascino del blu per Dior. È questo il colore che fa da filo conduttore alla nuova collezione disegnata da Maria Grazia Chiuri che ha ridato smalto a uno dei colori amati da Christian Dior. «È un blu grigio – spiega – colore che mi è affine». E da lì è partita a disegnare abiti che si ispirano al mondo dell’uniforme militare, dall’aviazione alla marina, ma anche a quelle divise da lavoro che indossavano le donne arruolate nelle fabbriche nel periodo bellico. Ma ad alimentare la creatività di Maria Grazia Chiuri ci sono anche i blu di Picasso, di Mirò, di Cezanne, Chagall e di Klein. Le modelle in divisa Dior, con tanto di basco in testa, portano abiti che esprimono il carattere di donne forti. O meglio ancora femministe, “persone che credono nell’uguaglianza dei sessi sul fronte sociale, politico ed economico”, come si legge sulla bandana dell’unità distribuita a tutti gli invitati. Tra i capi di culto che inneggiano al blu, la giacca Bar realizzata in taffetas di seta, un tessuto prezioso tipico della couture, che Maria Grazia Chiuri riesce ad utilizzare in una chiave sportiva e moderna, per farne pantaloni, trench militari e abiti plissé con pieghe impunturate a mano. Tra i pezzi straordinari di queste soldatesse chic, c’è un anorak stretto in vita da una cintura, frutto di una riedizione da una tunica da pastore creata da Dior nel ‘49.

In prima fila, assistono al defilè personaggi come Rihanna ma anche saggisti del calibro di Michel Pastoureau, autore di importanti libri sul significato dei colori. In passerella, sfilano tute la lavoro, jeans e tailleur con piccole cappe. Per la sera gli abiti, indossati con gioielli souvenir, esaltano il mistero della luna, delle stelle e del cosmo con ricami sul tulle stratificato, i velluti e broccati con decori oro. Con questa immagine femminile, centrata su un design moderno, desiderabile e molto affascinante, Maria Grazia Chiuri rende omaggio anche alla sorella minore di Dior, Catherine, donna che ha fatto la Resistenza, è finita anche in campo di concentramento, e ha avuto una grande influenza sul fratello stilista. Ogni passerella racconta un modo di essere donna e quella di Loewe, disegnata da Jonathan Anderson, ha mille sfaccettature. Ama gli abiti in seta con intarsi di pizzo, quelli patchwork, i cappotti in tessuto e pelle e gli scamiciati con le bluse a pois. Tanti abiti per occasioni diverse e un unico cappello a tesa larga con il disegno del pan carrè. A ispirare Issey Miyake è l’aurora boreale con le sue spettacolari combinazioni cromatiche. I cappotti, con speciali bagliori, hanno cinque colori intrecciati tra loro, mentre maglie, gonne e top hanno nuances che mutano con il movimento.