L'addio a Chloé della stilista Clare Waight Keller: manda in passerella ragazze bon ton con abitini corti fra trasparenze, ricami e piccole balze. Da Paco Rabanne si rileggono i classici: abiti metallici che diventano quasi impalpabili
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La ragazza di Chloé tra la magia delle favole e una nuova femminilità, più dolce ed eterea. Dopo sei anni, la stilista Clare Waight Keller dà l’addio alla maison con una collezione che mostra il lato tenero delle donne, con abiti anni 60-70, con colletti e fiocchi bon ton, trasparenze, ricami e piccole balze. Vestiti che ricordano i “baby doll” e che le modelle indossano con cappotti scozzesi o giacconi di montone, pronte per prendere parte a un festival bohémien. In prima fila applaude Marianne Faithfull che è stata una grande testimonial di quegli anni. Abiti in organza con maniche a palloncino e altri con ricami stile “terra delle meraviglie”, si alternano a pantaloni maschili portati con bluse trasparenti, perché nel cuore di questa ragazza dall’aria bon ton c’è sempre un tocco rock. Standing ovation per Chloé e grande successo anche per Paco Rabanne, disegnato da Julien Dossena.
La maglia metallica, un classico di Paco Rabanne, rivisitata (lapresse)
La sua bravura? Riuscire a reinterpretare gli abiti in maglia metallica che hanno reso il marchio famoso nel mondo, con leggerezza e senso della modernità. Il “metal mesh” è usato come un tessuto impalpabile tagliato in maniera asimmetrica sulle spalle e con pannelli e spacchi nelle gonne. Dominano i colori oro e argento, ripresi anche nelle borse. «La realtà che viviamo è molto dura – spiega Julien Dossena – e le donne hanno bisogno di “volare” in libertà sulle ali di una nuova femminilità». Le passerelle lanciano messaggi precisi e quello di H&M Studio è legato alla “forza dell’amore”. Gigi Hadid sfila per H&M Studio, il nuovo format permette di comprare subito, senza aspettare la stagione successiva
L’altra sera il Tennis club di Parigi è stato invaso da 700 fan del marchio che hanno assistito al défilé: in scena un esercito di modelle in mise sportive con la scritta “Love” e abiti estivi, in versione vittoriana, più pezzi con tagli sartoriali e spolverini in nylon trasparente. Una linea “se now, buy now”, pronta per essere venduta nei negozi top di H&M. Durante la serata-evento con tanto di concerto del cantante The Weeknd, hanno sfilato bellezze come Gigi Hadid ma anche Nicki Minaj famosa per le sue forme opulente. Serata speciale anche per Kenzo. Carol Lim e Humberto Leon, i due creativi delle maison, hanno presentato la collezione “Memento N°1”, la prima di una serie che ripercorre la storia di kenzo Takada, il fondatore del marchio. Negli anni 60 arrivò a Parigi dal Giappone dopo un lungo viaggio in nave. «Certo non era disperato come i rifugiati che oggi attraversano i mari sui barconi -–spiegano i due creativi – ma anche lui partiva da zero, con tanta voglia di fare».
Da Kenzo, si attinge all'archivio storico
Per “Memento N° 1” , dove tutto è all’insegna delle stampe floreali, niente passerella ma una cena con piatti preparati da Mohammad El Khaldy, lo chef stellato di origini siriane approdato a Parigi per sfuggire alla guerra nel suo paese. Chi va contro corrente e punta sempre sull’immagine di una donna molto forte e sexy è Olivier Rousteing, il giovane stilista di Balmain. I ricami, le stampe e le lavorazioni animalier, con tagli selvaggi, mescolate a frange tribali, sono il leit motiv di tutta la collezione, fatta di tuniche da indossare con stivali fetish. Il capo simbolo è fatto con intere pelli di