Moda

A Parigi sfila il pop romantico di Valentino

Valentino (afp)
Protesa verso un futuro dove tutto torna e tutto cambia. Sobria o colorata. La moda degli stilisti da Céline a Balenciaga
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L’età vittoriana in chiave romantica e pop. La nuova moda di Valentino mette insieme due mondi, quello vittoriano e quello che si rifà al design del gruppo Memphis, con codici e linguaggi e diversi. E da questa “collisione” nasce un “Valentino pop” come dice Pierpaolo Piccioli, lo stilista della maison, che alla domanda “che cos’è il nuovo nella moda?” risponde: «Il nuovo non esiste. Tutto nasce da connessioni di cose che esistono già». Che nel suo caso, sono fusioni in grande stile, della moda vittoriana con abiti ampi e lunghi dai colori acidi e la grafica del gruppo Memphis. In particolare Piccioli ha ripreso i decori pop creati da Nathalie du Pasquier che ha fatto parte del gruppo fondato da Ettore Sottsass. Profili di mani, numeri e grafiche speciali ornano cappotti dalle forme affusolate. Gli abiti in feltro intagliato, con sottilissime ruches o in macramé, si indossano con collane di coralli e grintosi stivali punk. I numeri sono importanti in questa collezione: sono un elemento ricorrente anche negli anelli esibiti dalle modelle in passerella. «Certo, i numeri hanno significati speciali – spiega lo stilista – e ogni donna li sceglie in base a ricordi personali». La collezione è un concentrato di raffinatezze, con abiti da giorno «che fanno sognare le donne». Tra gli altri il trench con decori di jais e paillettes, il vestito con strisce di velluto rosa montate su tulle o i cappotti con i fiori in feltro.
Céline (ap)

La moda di Valentino è accolta da applausi calorosi, piace perché è innovativa e, ogni volta, apre nuovi orizzonti alla bellezza femminile. Più concettuale la donna di Céline, disegnata da Phoebe Philo. Il pubblico seduto su pedane rotanti, sovrastate da fari, istallazione dell’artista Philippe Parreno, finisce in una sorta di vortice, con modelle, 40 in tutto, che continuano a girare con gli stessi abiti. Sono completi maschili, di una viaggiatrice di lusso, con pellicce dalle fodere di seta con stampe di cartine geografiche russe, smoking indossati con grandi coperte portate sottobraccio e abiti con frange.
Balenciaga 
Le borse sono grandi ma quelle di Demna Gvasalia per Balenciaga lo sono ancora di più. La sfilata si svolge in uno spazio enorme, con luci al neon e una distesa di moquette con il logo ripetuto all’infinito. Lo spettacolo è straordinario. Le regole del vestire sono sovvertite dando vita a un nuovo lusso. Imitando il gesto delle donne che mettono tutto in spalla, le allacciature dei cappotti sono sbilanciate a sinistra. Le gonne sono assemblate con i tappetini delle auto, le camicie inglobano giubbini da biker mentre gli specchietti retrovisori diventano piccole clutch. Gran finale con una serie di abiti couture, con enormi balze, da portare con borse-bazar, in formato gigante. L’arte di Niki de Saint Phalle ispira Sonia Rykiel. Abiti e pellicce, disegnati da Julie de Libran riprendono i colori dell’artista francese, mentre la donna di Nina Ricci, disegnata da Guillaume Henry, si rifà all’ambiente del rodeo e del circo, con una cowgirl urbana.