Laura Pausini: "Vi racconto il mio Natale"
di ANAIS GINORIDall'album dei ricordi della cantante: "L’albero, i cappelletti e un vestito rosso comprato al mercato”
La prima canzone natalizia che ho imparato è Astro del Ciel, ero ancora alle elementari». Laura Pausini vive tra Roma e Miami, ha appena finito un tour mondiale, ma passa sempre le feste in famiglia a Solarolo, nella sua Romagna. «I miei genitori mi portavano a cantare per gli anziani in un ospizio, poi c’era la messa, mio padre faceva l’albero, mia madre il presepe», ricorda la cantante che ha raccolto le sue canzoni di Natale preferite nel nuovo album Laura Xmas, uscito il 4 novembre e già disco di platino. Anche quest’anno si ripeteranno le tradizioni. Come sempre regali sotto all’albero, presepe illuminato e messa di mezzanotte nella chiesa vicino casa. «Mi vesto sempre di rosso, vado a comprare qualcosa di nuovo al mercato di Faenza o in un grande magazzino: non spendo troppo, perché tanto poi non lo metto più». In tavola sono immancabili i cappelletti in brodo. «O meglio ancora i passatelli, …
La prima canzone natalizia che ho imparato è Astro del Ciel, ero ancora alle elementari». Laura Pausini vive tra Roma e Miami, ha appena finito un tour mondiale, ma passa sempre le feste in famiglia a Solarolo, nella sua Romagna. «I miei genitori mi portavano a cantare per gli anziani in un ospizio, poi c’era la messa, mio padre faceva l’albero, mia madre il presepe», ricorda la cantante che ha raccolto le sue canzoni di Natale preferite nel nuovo album Laura Xmas, uscito il 4 novembre e già disco di platino. Anche quest’anno si ripeteranno le tradizioni. Come sempre regali sotto all’albero, presepe illuminato e messa di mezzanotte nella chiesa vicino casa. «Mi vesto sempre di rosso, vado a comprare qualcosa di nuovo al mercato di Faenza o in un grande magazzino: non spendo troppo, perché tanto poi non lo metto più». In tavola sono immancabili i cappelletti in brodo. «O meglio ancora i passatelli, che preferisco perché sono unici: li facciamo a mano, con un arnese antico che si eredita di generazione in generazione». Il menù prosegue con il lesso e il pandoro. E la tombola a fine serata. «Ma da quando mi hanno beccata che avevo barato, non mi fanno più giocare, posso solo tirare i numeri», scherza Laura.
L’unico Natale che non ha passato a Solarolo è stato quello dell’anno scorso, quando era a Disneyland Orlando con il compagno Paolo Carta e la figlia di tre anni, Paola. «Se ho fatto questo disco è anche per lei», continua l’artista venuta a Parigi per il lancio mondiale dell’album. Davanti al castello di Cenerentola di Disneyland Paris ha cantato alcuni grandi classici rivisitati in chiave swing. Pausini è rimasta solo per qualche ora nella capitale francese, nel parco dalle atmosfere incantate privatizzato per l’occasione. «Mi piace il simbolo di questa serata in una città che ha attraversato momenti difficili», ricorda. «Ho fatto il disco perché avevo voglia di cantare queste canzoni e non per lanciare un messaggio particolare, ma è vero che tutte le canzoni che ho scelto sono portatrici di speranza».
Il primo singolo è uno dei brani più celebri e amati del Natale, Santa Claus is coming to town. «La canto sempre anche a mia figlia», confessa Pausini. La piccola Paola crede a Babbo Natale e ha una mamma che ha inventato una favola solo per lei che si arricchisce ogni sera. «Paola è molto fantasiosa – racconta Pausini – è una chiacchierona come me ed è già brava a improvvisare canzoni». Nell’album sono presenti grandi classici come It’s beginning to look a lot like Christmas, Let it snow! Let it snow! Let it snow!, l’intramontabile Jingle bells e l’italiana Astro del Ciel. Mercoledì sera la cantante riprenderà molti dei brani in una puntata speciale su Canale 5, “Laura Xmas House Party”.
Appena un anno dopo l’uscita di Simili, Pausini vuole adesso prendersi una pausa per riposarsi, prima di pensare a un nuovo disco. In questi giorni è arrivata la seconda nomination di carriera ai Grammy Awards con la versione spagnola Similares per la categoria Best Latin Pop Album. «Da gennaio a maggio dell’anno prossimo viaggerò molto in cerca di occasioni di scambio con persone diverse. Ne ho bisogno per trovare nuova ispirazione». Poi guarda la piccola Paola, instancabile mentre corre per la sala e parla con tutti. «Comunque i miei programmi sono fatti anche in base a lei. Dal 2019 mia figlia andrà alle elementari e allora forse dovremo fare qualche compromesso in più».
Dell’album di Natale aveva parlato da tempo con la sua casa discografica, all’inizio non tutti erano convinti. «Io invece ero convintissima. Amo le sfide anche se dopo tanti anni non mi pongo più tanti problemi», commenta e ricorda quando era una giovanissima cantante di pianobar, abituata a spaziare tra registri musicali molto diversi. «Il mio cavallo di battaglia era New York, New York, ma ero anche molto forte su Ella Fitzgerald». Un desiderio per questo Natale? «Mi piacerebbe far conoscere a Paola dei bambini che abbiamo adottato in Ghana». La cantante ha partecipato a una campagna lanciata dalla Onlus “Chicchi di caffè” che ha costruito una casa e una scuola per bambini poveri o portatori di handicap nel paese africano. «Ci mandiamo foto e messaggi. E vorrei portare mia figlia per farle conoscere una realtà molto diversa da quella viviamo noi».
L’unico Natale che non ha passato a Solarolo è stato quello dell’anno scorso, quando era a Disneyland Orlando con il compagno Paolo Carta e la figlia di tre anni, Paola. «Se ho fatto questo disco è anche per lei», continua l’artista venuta a Parigi per il lancio mondiale dell’album. Davanti al castello di Cenerentola di Disneyland Paris ha cantato alcuni grandi classici rivisitati in chiave swing. Pausini è rimasta solo per qualche ora nella capitale francese, nel parco dalle atmosfere incantate privatizzato per l’occasione. «Mi piace il simbolo di questa serata in una città che ha attraversato momenti difficili», ricorda. «Ho fatto il disco perché avevo voglia di cantare queste canzoni e non per lanciare un messaggio particolare, ma è vero che tutte le canzoni che ho scelto sono portatrici di speranza».
Il primo singolo è uno dei brani più celebri e amati del Natale, Santa Claus is coming to town. «La canto sempre anche a mia figlia», confessa Pausini. La piccola Paola crede a Babbo Natale e ha una mamma che ha inventato una favola solo per lei che si arricchisce ogni sera. «Paola è molto fantasiosa – racconta Pausini – è una chiacchierona come me ed è già brava a improvvisare canzoni». Nell’album sono presenti grandi classici come It’s beginning to look a lot like Christmas, Let it snow! Let it snow! Let it snow!, l’intramontabile Jingle bells e l’italiana Astro del Ciel. Mercoledì sera la cantante riprenderà molti dei brani in una puntata speciale su Canale 5, “Laura Xmas House Party”.
Appena un anno dopo l’uscita di Simili, Pausini vuole adesso prendersi una pausa per riposarsi, prima di pensare a un nuovo disco. In questi giorni è arrivata la seconda nomination di carriera ai Grammy Awards con la versione spagnola Similares per la categoria Best Latin Pop Album. «Da gennaio a maggio dell’anno prossimo viaggerò molto in cerca di occasioni di scambio con persone diverse. Ne ho bisogno per trovare nuova ispirazione». Poi guarda la piccola Paola, instancabile mentre corre per la sala e parla con tutti. «Comunque i miei programmi sono fatti anche in base a lei. Dal 2019 mia figlia andrà alle elementari e allora forse dovremo fare qualche compromesso in più».
Dell’album di Natale aveva parlato da tempo con la sua casa discografica, all’inizio non tutti erano convinti. «Io invece ero convintissima. Amo le sfide anche se dopo tanti anni non mi pongo più tanti problemi», commenta e ricorda quando era una giovanissima cantante di pianobar, abituata a spaziare tra registri musicali molto diversi. «Il mio cavallo di battaglia era New York, New York, ma ero anche molto forte su Ella Fitzgerald». Un desiderio per questo Natale? «Mi piacerebbe far conoscere a Paola dei bambini che abbiamo adottato in Ghana». La cantante ha partecipato a una campagna lanciata dalla Onlus “Chicchi di caffè” che ha costruito una casa e una scuola per bambini poveri o portatori di handicap nel paese africano. «Ci mandiamo foto e messaggi. E vorrei portare mia figlia per farle conoscere una realtà molto diversa da quella viviamo noi».