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Torno a scuola e faccio business

Katie Holmes: non solo interprete, ora sono anche regista. E presto una mia compagnia
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Di nuovo nei panni di Jaqueline Kennedy nella miniserie The Kennedys: dopo Camelot: per Katie Holmes la leggendaria figura di Jackie è diventata oramai una seconda pelle, avendo lei già interpretato il ruolo nel 2011 in un’altra miniserie. L’attrice americana, 38 anni, si è ripresa egregiamente dopo la débacle coniugale con Tom Cruise (da cui ha avuto una figlia, Suri) e sta adesso inanellando un ruolo dopo l’altro: Logan Lucky, Coup d’etat e il nuovo film della serie “Ocean’s” (Ocean’s Eight). Ed è anche nella serie Ray Donovan. «Ho una voglia di lavorare pazzesca» dice la Holmes. «E non solo cinema: mi sento imprenditrice, voglio produrre, voglio avere una mia compagnia, per questo mi sono iscritta a un corso alla Business School di Harvard . Per imparare a fare affari. Ne voglio sapere di più, essere preparata ad andare oltre. L’idea è creare un mio gruppo di lavoro e portare avanti progetti validi dando spazio a persone meritevoli, soprattutto donne». Non a caso ha deciso di lanciarsi in un progetto di regia, al suo debutto, con il film All We Had che uscirà in America il prossimo 9 dicembre. Il film racconta la storia di una madre (la stessa Holmes) e della figlia tredicenne che vivono ai limiti della povertà e che trovano casa e accoglienza in una eccentrica cittadina di provincia. «È stata una sfida che ho amato molto – confessa la Holmes – sopratutto per il fatto di dirigere me stessa. Una sfida che spero possa avere un seguito».

Della nuova miniserie sui Kennedy, e sul suo personaggio, la Holmes dice: «Mi ha dato l’opportunità di approfondire ancora di più questa grande icona della nostra storia». La Holmes aveva 16 anni quando Jacqueline Kennedy Onassis morì di cancro nel 1994, e non era ancora diventata famosa grazie a Dawson’s Creek. Però capisce bene il fascino esercitato dalla figura di Jackie, soprattutto oggi che si ricorda il centenario della nascita di JFK. «Quello che ha fatto in soli due anni alla Casa Bianca è stato straordinario – dice – ha lasciato un segno in tutto il mondo: segno di pace, di intelligenza, di solidarietà. Mai come ora abbiamo bisogno di ricordare questa fenomenale coppia». La Holmes ha ora un sogno e farà di tutto per concretizzarlo: diventare imprenditrice nel campo dell’intrattenimento: «Ho voluto dirigere il mio primo film ma anche un paio di episodi della miniserie su Jackie per entrare di più nel ruolo: una lezione impagabile, non c’è niente come la pratica e l’esperienza diretta. Ci lamentiamo spesso della mancanza di idee originali o progetti interessanti per giovani registe e attrici di una certa età: beh, è tempo di prendere noi il timone in mano e farci carico del nostro destino».

La figlia (11 anni) segue la madre dappertutto: «Suri ha visto degli episodi di Dawson’s Creek e si è divertita a vedermi così giovane», racconta la Holmes. «Non so se seguirà le mie orme e quelle del padre, ancora non ha mostrato interesse per la recitazione ma vivendo in questo mondo non escludo che possa anche lei essere “contagiata”. Ma sarà lei a scegliere». Si interessa anche di politica la Holmes, esempio di “Hollywood liberal”. “Il lato positivo di questa nostra disastrosa tornata elettorale e delle sue conseguenze (non fa nomi, ndr) è che le donne si stanno ritrovando più unite che mai. Io sono scesa in piazza a dimostrare insieme a mia figlia per sostenere i diritti delle donne, ed è importante per me come artista continuare a trovare ruoli che sappiano ispirare altre e che mi facciano sentire che la mia voce viene ascoltata. E credo sia importante continuare a creare bei ruoli femminili, nel nostro mestiere e nel lavoro in genere. E che la paga sia uguale a quella dei maschi». Lei, timida e introversa, si trova a fare i conti con la gestione della notorietà. «Intanto le dico che con l’esperienza ho imparato a essere meno timida... Ci tengo molto alla mia privacy e ho patito la mia dose di paparazzi e stalker, ma so anche godermi tutta la fortuna che ho. E più lavoro, meno penso al fatto di essere famosa. Sul set si è tutti uguali, è una vera democrazia di talenti».