Sara Serraiocco: "Bambola? No, meglio vampira"
Silvia Luperini , di SILVIA LUPERINIL'attrice, 27 anni, colleziona film d'autore e premi. Per star bene a Los Angeles, dove ha finito le riprese per la serie tv "The Counterpart", ha ricostruito le abitudini di Francavilla, la cittadina dove è nata
La carriera. Cammina leggera con l’eleganza naturale della ballerina. Chi la incrocia non la riconosce eppure, Sara Serraiocco, 27 anni ad agosto, diafana nella salopette scura, è un’attrice che al cinema ha già lasciato il segno. Ancora poco conosciuta dal grande pubblico, non ha sbagliato un titolo e fatto il pieno di premi: Salvo, dove era una non vedente, ha vinto il Grand Prix della critica a Cannes ed è stato acclamato dalla stampa internazionale. "Cloro", del 2015, è andato al Sundance Film Festival e alla Berlinale. "La ragazza del mondo", opera prima di Marco Danieli (David di Donatello 2017) è stato presentato a Venezia e per l’interpretazione toccante di una testimone di Geova Sara si è aggiudicata il “Premio Pasinetti” del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici: «Mi piacciono le sfide – dice – se un personaggio non mi intriga, mi annoio». La sua bell…
La carriera. Cammina leggera con l’eleganza naturale della ballerina. Chi la incrocia non la riconosce eppure, Sara Serraiocco, 27 anni ad agosto, diafana nella salopette scura, è un’attrice che al cinema ha già lasciato il segno. Ancora poco conosciuta dal grande pubblico, non ha sbagliato un titolo e fatto il pieno di premi: Salvo, dove era una non vedente, ha vinto il Grand Prix della critica a Cannes ed è stato acclamato dalla stampa internazionale. "Cloro", del 2015, è andato al Sundance Film Festival e alla Berlinale. "La ragazza del mondo", opera prima di Marco Danieli (David di Donatello 2017) è stato presentato a Venezia e per l’interpretazione toccante di una testimone di Geova Sara si è aggiudicata il “Premio Pasinetti” del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici: «Mi piacciono le sfide – dice – se un personaggio non mi intriga, mi annoio». La sua bellezza duttile si illumina o si spegne a seconda delle esigenze del copione: «Ho le occhiaie, mia madre me le faceva coprire ma sono state la mia fortuna. Preferisco l’aria da vampiro che da bambola».
Le origini. Timida, ma disciplinata come un soldatino, Sara a 19 anni lascia la famiglia e Francavilla (Pescara) per il Centro Sperimentale di Roma: «Quella di provincia è una realtà semplice. Ci sono poche opportunità, non ti aspetti niente dalla vita. Ogni tanto un gelato, il muretto con gli amici, una serata in discoteca. Niente di speciale. Non ero nel giro delle fighette che pensano solo ai vestiti. La danza quattro volte a settimana, parecchie ore al giorno, mi ha forgiata. Alla mia prima passeggiata romana in un giorno di sole ho provato l’ebbrezza di essere nessuno, libera, senza un passato conosciuto da tutti».
L’ordine è il metronomo che le scandisce la vita: l’accompagna di appartamento in appartamento, di viaggio in viaggio, la placa: «Anche mia madre è ordinata, ma non come me. Già a due anni sistemavo i cassetti. Non sono una maniaca ma ho bisogno di mettere a posto e di sapere dove si trova ogni oggetto. È una forma di rigore: se lavo, stendo subito i panni, appena finisco di mangiare insapono i piatti. Butto tutto il superfluo: niente ninnoli né soprammobili, amo che la casa sia bianca, ariosa, pulita».
I lavori recenti. Da poco, a Los Angeles, ha concluso le riprese come coprotagonista di "The Counterpart", la nuova serie di fantascienza del canale americano Starz a fianco del premio Oscar J. K. Simons che l’ha anche prodotto: «È l’unico personaggio famoso che ho conosciuto lì ma le celebrities non mi interessano. Lui è stato molto carino con me, mi ha appoggiata. Ero un’assassina misteriosa. Una bella esperienza il film d’azione». Da Francavilla a una città grande come una nostra regione non è stato difficile adattarsi? «I bar a Los Angeles non ci sono. Per star bene sono andata ad abitare in una delle poche zone dove si può camminare a piedi, poi ho creato una rete di contatti umani attraverso la sarta di fiducia, il calzolaio, l’uomo della fotocopisteria. Ho individuato il supermercato e la palestra, ricreando le mie abitudini e il quartiere dove sono nata nella metropoli. Non avevo molto tempo, in America si lavora sempre, anche sedici ore al giorno». Con l’inglese com’è andata? «Il mio agente di Londra mi ha detto che se volevo sfondare all’estero dovevo perfezionare la lingua. Ho preso un coach e ogni giorno per due anni ho studiato e cercato di smussare l’accento. Non è stato facile. Negli Stati Uniti non mi assimilano per forza a un’italiana perché ho una fisicità diversa dalle formose alla Sophia Loren. Per loro sono una European Actrice».
La forza tranquilla. Con la sua forza tranquilla ma ostinata ha già costruito una carriera rara per una ragazza della sua età. Il suo metodo prevede studio, studio e ancora studio. Per entrare nei panni di Rita, la non vedente di "Salvo", si è bendata per due mesi. Per "Cloro", piscina a oltranza con le atlete del nuoto sincronizzato. In autunno la vedremo senza braccia in "Brutti e cattivi" di Cosimo Gomez. Sarà la mente di una banda di disabili che preparano una rapina. Si è esercitata – mani legate dietro la schiena – mangiando e truccandosi con i piedi. Tra nuoto e acrobazie ha trovato anche il tempo per una storia d’amore. «Sto con un attore un po' più grande di me ma non viviamo ancora insieme. È troppo presto. Quando viene da me lascia tutto in giro». Indovinate chi mette in ordine...
Le origini. Timida, ma disciplinata come un soldatino, Sara a 19 anni lascia la famiglia e Francavilla (Pescara) per il Centro Sperimentale di Roma: «Quella di provincia è una realtà semplice. Ci sono poche opportunità, non ti aspetti niente dalla vita. Ogni tanto un gelato, il muretto con gli amici, una serata in discoteca. Niente di speciale. Non ero nel giro delle fighette che pensano solo ai vestiti. La danza quattro volte a settimana, parecchie ore al giorno, mi ha forgiata. Alla mia prima passeggiata romana in un giorno di sole ho provato l’ebbrezza di essere nessuno, libera, senza un passato conosciuto da tutti».
L’ordine è il metronomo che le scandisce la vita: l’accompagna di appartamento in appartamento, di viaggio in viaggio, la placa: «Anche mia madre è ordinata, ma non come me. Già a due anni sistemavo i cassetti. Non sono una maniaca ma ho bisogno di mettere a posto e di sapere dove si trova ogni oggetto. È una forma di rigore: se lavo, stendo subito i panni, appena finisco di mangiare insapono i piatti. Butto tutto il superfluo: niente ninnoli né soprammobili, amo che la casa sia bianca, ariosa, pulita».
I lavori recenti. Da poco, a Los Angeles, ha concluso le riprese come coprotagonista di "The Counterpart", la nuova serie di fantascienza del canale americano Starz a fianco del premio Oscar J. K. Simons che l’ha anche prodotto: «È l’unico personaggio famoso che ho conosciuto lì ma le celebrities non mi interessano. Lui è stato molto carino con me, mi ha appoggiata. Ero un’assassina misteriosa. Una bella esperienza il film d’azione». Da Francavilla a una città grande come una nostra regione non è stato difficile adattarsi? «I bar a Los Angeles non ci sono. Per star bene sono andata ad abitare in una delle poche zone dove si può camminare a piedi, poi ho creato una rete di contatti umani attraverso la sarta di fiducia, il calzolaio, l’uomo della fotocopisteria. Ho individuato il supermercato e la palestra, ricreando le mie abitudini e il quartiere dove sono nata nella metropoli. Non avevo molto tempo, in America si lavora sempre, anche sedici ore al giorno». Con l’inglese com’è andata? «Il mio agente di Londra mi ha detto che se volevo sfondare all’estero dovevo perfezionare la lingua. Ho preso un coach e ogni giorno per due anni ho studiato e cercato di smussare l’accento. Non è stato facile. Negli Stati Uniti non mi assimilano per forza a un’italiana perché ho una fisicità diversa dalle formose alla Sophia Loren. Per loro sono una European Actrice».
La forza tranquilla. Con la sua forza tranquilla ma ostinata ha già costruito una carriera rara per una ragazza della sua età. Il suo metodo prevede studio, studio e ancora studio. Per entrare nei panni di Rita, la non vedente di "Salvo", si è bendata per due mesi. Per "Cloro", piscina a oltranza con le atlete del nuoto sincronizzato. In autunno la vedremo senza braccia in "Brutti e cattivi" di Cosimo Gomez. Sarà la mente di una banda di disabili che preparano una rapina. Si è esercitata – mani legate dietro la schiena – mangiando e truccandosi con i piedi. Tra nuoto e acrobazie ha trovato anche il tempo per una storia d’amore. «Sto con un attore un po' più grande di me ma non viviamo ancora insieme. È troppo presto. Quando viene da me lascia tutto in giro». Indovinate chi mette in ordine...