Certe notti, tra bar e musica
di GUIDO ANDRUETTOStasera a Milano una non-stop di venti ore per rievocare la dimensione dei nottambuli
Questa notte sarà la notte di Milano. Di tutti quelli che a Milano hanno vissuto negli ultimi vent’anni la dimensione nottambula dei club e dei bar, portando la città ad essere una delle più importanti capitali europee del divertimento. Per festeggiare i venti anni di Zero, il free magazine che oggi continua a raccontare l’evoluzione del piacere delle notti milanesi, al Macao Ex Macello in via Molise un party di venti ore dalle 18 di oggi alle 14 di domani, ininterrottamente, celebrerà due decenni trascorsi tra migliaia di eventi passando dal dancefloor al bancone del bar. Ci saranno tutti, ma proprio tutti, i protagonisti della Milano che dal ’97 ad oggi non ha dormito mai, dai dj Bassi Maestro, Marcelo Burlon e M¥SS KETA (più di cinquanta ospiti) ai barman del Cafè Trussardi, dell’Atomic Bar o della Terrazza Triennale. Ma che cosa è successo e quali sono stati i più importanti cambiamenti nello stile…
Questa notte sarà la notte di Milano. Di tutti quelli che a Milano hanno vissuto negli ultimi vent’anni la dimensione nottambula dei club e dei bar, portando la città ad essere una delle più importanti capitali europee del divertimento. Per festeggiare i venti anni di Zero, il free magazine che oggi continua a raccontare l’evoluzione del piacere delle notti milanesi, al Macao Ex Macello in via Molise un party di venti ore dalle 18 di oggi alle 14 di domani, ininterrottamente, celebrerà due decenni trascorsi tra migliaia di eventi passando dal dancefloor al bancone del bar. Ci saranno tutti, ma proprio tutti, i protagonisti della Milano che dal ’97 ad oggi non ha dormito mai, dai dj Bassi Maestro, Marcelo Burlon e M¥SS KETA (più di cinquanta ospiti) ai barman del Cafè Trussardi, dell’Atomic Bar o della Terrazza Triennale. Ma che cosa è successo e quali sono stati i più importanti cambiamenti nello stile e nelle tendenze? Per il dj Bruno Bolla (già al mixer del Café Solaire e conduttore di Dancefloor Jazz su RadioRai) «nei primi anni ‘90 Milano era scoppiettante, i club iniziarono ad avere una dimensione internazionale e generi come l’house, l’acid jazz e l’hip-hop erano nel loro momento di maggiore splendore.
Grazie a club come il Plastic e one night splendide come Principe, Pussy Galore’s, Caffè Caribe, Tutti Frutti, Jazid e Matmos. «Il Plastic è il nome che ricorre più spesso nelle classifiche dei migliori club di sempre. «Realtà come il Plastic o il Pervert imprimevano una forte spinta, ma riescono ancora a “parlare” ai giovani oggi – spiega Andrea Amichetti, uno dei fondatori di Zero – il Plastic è un luogo unico nel panorama italiano, le persone che ci vivono e lavorano hanno una capacità di intimità con la notte fuori dal comune. Il Pervert è una delle più longeve gay night italiane, hanno sdoganato il modo di festeggiare. Un classico che continua».
Molti posti hanno chiuso, come il Rolling Stone o l’Atlantique, ad altri è toccata la stessa sorte ma poi hanno riaperto, altri hanno resistito, come il Tunnel, e molti altri nuovi hanno aperto, come l’Elita Bar in zona Navigli (all’inaugurazione, nel 2013, c’erano più di tremila persone), la Buka (nella sede abbandonata della Sugar-Cgd e all’ex Cinema Aramis/Striptease), o Santeria Social Club, The Botanical Club o il Fabrique, ricavato dalla vecchia Venus in una struttura modulabile di duemila metri quadrati. «Oggi continua l’allineamento a un modello europeo – aggiunge Amichetti – spazi grandi per folle che accorrono per dj superstar e rinascita dei piccoli club per un nuovo pubblico, i trentenni e quarantenni che vivono la notte. E Milano per antonomasia resta la città dell’aperitivo. Recentemente sono nati una quantità enorme di bar di qualità». Lo conferma anche Maurizio Stocchetto dello storico Bar Basso. «Negli ultimi vent’anni ho notato un notevole interesse verso il buon bere da una nuova generazione di barman e sono nati locali molto interessanti. Milano sta vivendo un momento molto positivo, mantenendo una sua identità».
Grazie a club come il Plastic e one night splendide come Principe, Pussy Galore’s, Caffè Caribe, Tutti Frutti, Jazid e Matmos. «Il Plastic è il nome che ricorre più spesso nelle classifiche dei migliori club di sempre. «Realtà come il Plastic o il Pervert imprimevano una forte spinta, ma riescono ancora a “parlare” ai giovani oggi – spiega Andrea Amichetti, uno dei fondatori di Zero – il Plastic è un luogo unico nel panorama italiano, le persone che ci vivono e lavorano hanno una capacità di intimità con la notte fuori dal comune. Il Pervert è una delle più longeve gay night italiane, hanno sdoganato il modo di festeggiare. Un classico che continua».
Molti posti hanno chiuso, come il Rolling Stone o l’Atlantique, ad altri è toccata la stessa sorte ma poi hanno riaperto, altri hanno resistito, come il Tunnel, e molti altri nuovi hanno aperto, come l’Elita Bar in zona Navigli (all’inaugurazione, nel 2013, c’erano più di tremila persone), la Buka (nella sede abbandonata della Sugar-Cgd e all’ex Cinema Aramis/Striptease), o Santeria Social Club, The Botanical Club o il Fabrique, ricavato dalla vecchia Venus in una struttura modulabile di duemila metri quadrati. «Oggi continua l’allineamento a un modello europeo – aggiunge Amichetti – spazi grandi per folle che accorrono per dj superstar e rinascita dei piccoli club per un nuovo pubblico, i trentenni e quarantenni che vivono la notte. E Milano per antonomasia resta la città dell’aperitivo. Recentemente sono nati una quantità enorme di bar di qualità». Lo conferma anche Maurizio Stocchetto dello storico Bar Basso. «Negli ultimi vent’anni ho notato un notevole interesse verso il buon bere da una nuova generazione di barman e sono nati locali molto interessanti. Milano sta vivendo un momento molto positivo, mantenendo una sua identità».