Piaceri

Quando le lancette tornano indietro

Al Salone di Ginevra le tendenze per il 2017. In primo piano le linee tracciate in passato
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Ci sono oggetti in grado di raccontare la storia di una società. Vale per capi come la minigonna e i jeans, diventati simbolo di libertà ed emancipazione giovanile, e vale anche per un pezzo destinato a stare così a stretto contatto con chi lo possiede e indossa: l’orologio. Cosa dicono i modelli appena presentati al Salone dell’Alta Orologeria (SIHH) di Ginevra? Sicuramente parlano del tentativo di capire in quale modo riconquistare i cuori degli amanti del lusso in generale e dei segnatempo in particolare, per dare nuova linfa a un entusiasmo che, numeri alla mano, sembra essersi un po’ intiepidito. Se la domanda da porsi è chiara a tutti (“come riaccendere la passione e riportare le vendite a un segno positivo?”), la risposta appare molto più fumosa e viene data con un numero di novità più contenuto.

I “nuovi trend del 2017” vedono il continuare a battere sul ferro caldo delle linee tracciate negli anni scorsi, decisione non necessariamente negativa: in fondo, l’orologio è un oggetto destinato, se non all’eternità, quanto meno ad avere una vita molto lunga (addirittura il nuovo Panerai Lab-Id offre 50 anni di garanzia), quindi le tendenze in questo settore devono godere di un ciclo di vita ben più longevo che quello stagionale della moda: questione di buon senso e di rispetto degli investimenti sia di chi produce, ma anche di chi certe cose le compra. D’altra parte la storia parla di modelli che da soli hanno fatto la fortuna di un determinato marchio. Ed è proprio dalla storia che hanno attinto molte maison: in particolare, andando a ripescare, ristudiare e attualizzare modelli e trend in voga tra gli anni Settanta e Ottanta. Cartier mette nuovamente in produzione il suo femminile Panthère senza apportare modifiche, IWC declina al femminile la versione con cassa tonda del Da Vinci, Girard-Perregaux per il suo rilancio e rientro come espositore al Salone si gioca tutto su nuove interpretazioni del Laureato. In quest’ottica non stupisce dunque anche il grande ritorno dell’oro giallo, del quale, già l’anno scorso, si era fatto anticipatore Audemars Piguet.

La voglia di nuovo trova invece una sua maggiore soddisfazione nella ricerca di materiali e leghe: dal Graphene con cui Richard Mille crea il suo modello per McLaren, all’Excalibur Quatuor Cobalt MicroMelt, realizzato da Roger Dubuis con una lega normalmente utilizzata nel settore aeronautico e aerospaziale.
Tanti i quadranti blu e tantissimi i modelli in acciaio e dalle casse di dimensioni più contenute, più adatte al gusto europeo e capaci di incuriosire anche il gentil sesso. Se fino a poco tempo fa l’orologio era infatti oggetto a quasi esclusivo appannaggio maschile, ora le donne sono una parte importantissima della proposta. Non solo: fatta eccezione per le grandi complicazioni, è proprio sui modelli femminili che si esprimono i maggiori guizzi di creatività, almeno dal punto di vista estetico. A livello di complicazioni lo sguardo è tutto rivolto verso il cielo: fasi lunari (anche per lei, come dimostra con convinzione Jaeger-LeCoultre) e, per i pezzi più complessi, astronomiche (gli intenditori non rimarranno delusi dal Les Cabinotiers Celestia Astronomical Grand Complication di Vacheron Constantin).