Da grande voglio fare il sarto. Tutti pazzi per la carriera di sarto, in Italia, tranne gli italiani. Sembra un paradosso ma è così. Sono infatti sempre meno i sarti italiani “junior” in Italia, superati dai colleghi indiani e del Bangladesh. E pensare che per i giovani di tutta Europa, al contrario, diventare sarti in Italia sarebbe un sogno. Ecco dunque la fotografia dei giovani con ago e filo, secondo lo studio realizzato in occasione di Fiera Milano Unica (dall’agenzia di comunicazione d’impresa Klaus Davi &Co) su 2 mila studenti europei dai 18 ai 22 anni. Se solo un ragazzo italiano su sette pensa di prendere in considerazione il lavoro di sarto, sono ben 5 su 10 gli inglesi che sognano di venire da noi per un corso di specializzazione professionale o universitaria per imparare sul campo il mestiere. Si tratta di un tirocinio molto ambito anche dai giovani tedeschi e spagnoli (4 su 10), mentre solo il 20% dei francesi sceglierebbe l’Italia.
L'opportunità della scuola Italia. La formazione italiana è considerata una "straordinaria opportunità" dal 37% del campione europeo. In particolare gli studenti inglesi ritengono che un passaggio in Italia garantirebbe una base per poi “trovare lavoro in tutto il mondo”. Il 27% degli studenti europei sarebbero pronti ad abbandonare i loro Paesi per frequentare corsi pubblici in università, scuole superiori, istituti tecnici. Ed è addirittura superiore la percentuale di ragazzi e ragazze che andrebbero a formarsi in aziende private, cioè il 32%. Di più. Una percentuale del 22% sarebbe addirittura disposta a pagare pur di formarsi in Italia.
Cosa piace così tanto del lavoro di sarto made in Italy? Degli italiani si apprezzano soprattutto: le capacità creative (per il 34%); le qualità tecniche applicate ai materiali (28%); l’innovazione tecnologica di comparto (23%); autorevolezza e credibilità nel settore (secondo il 63%); la disponibilità (44%); lo stile di vita (per il 67%). Per venire in Italia un consistente 77% si dichiara disposto ad imparare l’italiano con corsi accelerati.
I mestieri del tessile preferiti. Ed ecco i mestieri del tessile che affascinano di più. Al primo posto (33%) svetta il designer, cioè il sarto che disegna gli abiti di alta moda specie femminili; al secondo posto (per il 30%) si posiziona il sarto da uomo su misura; terza la sarta ricamatrice (28%). Fuori dal podio al quarto posto (25%) c’è il sarto specializzato in camicie, pantaloni o cappotti, cioè i capi imprescindibili per qualsiasi guardaroba. Quinto il sarto costumista (23%); poi il professionista specializzato in sartoria teatrale (22%). Settima, col 19%, la modellista sartoriale; ottava (18%) la stilista di moda industriale che disegna i modelli. Al nono posto (16%) c’è il sarto confezionista industriale ed il sarto tagliatore. Infine il sarto di abiti da sposa (12%).
L'opportunità della scuola Italia. La formazione italiana è considerata una "straordinaria opportunità" dal 37% del campione europeo. In particolare gli studenti inglesi ritengono che un passaggio in Italia garantirebbe una base per poi “trovare lavoro in tutto il mondo”. Il 27% degli studenti europei sarebbero pronti ad abbandonare i loro Paesi per frequentare corsi pubblici in università, scuole superiori, istituti tecnici. Ed è addirittura superiore la percentuale di ragazzi e ragazze che andrebbero a formarsi in aziende private, cioè il 32%. Di più. Una percentuale del 22% sarebbe addirittura disposta a pagare pur di formarsi in Italia.
Cosa piace così tanto del lavoro di sarto made in Italy? Degli italiani si apprezzano soprattutto: le capacità creative (per il 34%); le qualità tecniche applicate ai materiali (28%); l’innovazione tecnologica di comparto (23%); autorevolezza e credibilità nel settore (secondo il 63%); la disponibilità (44%); lo stile di vita (per il 67%). Per venire in Italia un consistente 77% si dichiara disposto ad imparare l’italiano con corsi accelerati.
I mestieri del tessile preferiti. Ed ecco i mestieri del tessile che affascinano di più. Al primo posto (33%) svetta il designer, cioè il sarto che disegna gli abiti di alta moda specie femminili; al secondo posto (per il 30%) si posiziona il sarto da uomo su misura; terza la sarta ricamatrice (28%). Fuori dal podio al quarto posto (25%) c’è il sarto specializzato in camicie, pantaloni o cappotti, cioè i capi imprescindibili per qualsiasi guardaroba. Quinto il sarto costumista (23%); poi il professionista specializzato in sartoria teatrale (22%). Settima, col 19%, la modellista sartoriale; ottava (18%) la stilista di moda industriale che disegna i modelli. Al nono posto (16%) c’è il sarto confezionista industriale ed il sarto tagliatore. Infine il sarto di abiti da sposa (12%).