Piaceri

Cibo, lo show è servito

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Dai tempi dell’understatement gastronomico, stagione dopo stagione, la figura del cuoco assume sempre più i connotati del predicatore da palcoscenico, così come i simposi hanno allargato i propri confini e, da percorsi iniziatici, sono diventati banchetti di massa dove si siedono non più solo aspiranti cucinieri e addetti ai lavori ma folle di curiosi in cerca di un assaggio di cibo e celebrità. Dove? Intanto alla 13ma edizione di Identità Golose Milano, il congresso di cucina d’autore ideato da Paolo Marchi nel 2005 (ispirato dal format spagnolo “Lo Mejor de la Gastronomia”), che inaugura oggi e che chiuderà le porte lunedì 6. Il tema su cui si confrontano molti dei più grandi chef italiani e internazionali è il viaggio.L’accesso a questo mondo è diventata per molti una parte consistente del capitale sociale e culturale. E oggi si va a lezione dagli chef per discutere non più solo di cucina ma di questioni di genere, di sostenibilità e di giustizia sociale. Il prossimo 28 e 29 aprile, ad esempio, a New York si terrà Zero Waste Food, una conferenza dedicata alla lotta allo spreco alimentare alla quale parteciperà anche Massimo Bottura, il cuoco italiano numero uno e già di suo promotore dell’associazione Food for Soul.

Ferran Adrià, il più influente chef dell’ultimo mezzo secolo, ha in fondo più volte sostenuto che la vera rivoluzione della cucina contemporanea sia la nuova cultura e capacità degli chef di dialogare con il mondo accademico e della scienza. Anche grazie a una nuova dimestichezza con i linguaggi multimediali da veri comunicatori: molti protagonisti – lo stesso Bottura e Niko Romito – sostituiscono le padelle e i sifoni con brevi film confezionati ad arte da presentare nel circuito internazionale. L’agenda degli show è sempre più fitta, il tour del fine dining non ammette soste. Il weekend prossimo, quello dell’11-13 marzo, la gastromania contagerà la Stazione Leopolda di Firenze con Pitti Taste, il salone tutto dedicato alle eccellenze del made in Italy enogastronomico. Ma l’elenco è lungo: a maggio arriva (da non confondersi con l’evento toscano) Taste of Milano, kermesse in cui l’alta cucina prova a diventare democratica e low cost.

E poi ci sarà la versione estiva di Care’s, a Salina, dove si parla del lato etico dei fornelli. Dalla Spagna (che vanta gli importanti Gastronomika e Madrid Fusión) al peruviano Mistura al prossimo red carpet dello show dei World’s 50 Best Restaurants in Australia. L’abusato modello dello show cooking non è l’unico dominante. Ben vengano manifestazioni come Mad a Copenhagen, quasi clone di Ted, o eventi dissacranti e anarcoidi come The Grand Gelinaz! Shuffle, intuizione del gastronomo e talent scout Andrea Petrini, in cui 40 top chef del mondo si scambiano vita e soprattutto cucina per alcuni giorni. Non solo un gioco sorprendente ma anche un test per ragionare sul mondo della cucina.