Piaceri

Ladri per caso. Cosa di può portare via da un hotel?

Un libro e una classifica inglese indagano sulla cleptomania alberghiera: il gusto di rubare oggetti in camere e suite. Oltre ai più scontati accappatoi e asciugamani ci sono sorprese come le tende (amate soprattutto dagli anglosassoni) e lampadine (universali)
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La cleptomania alberghiera. E’ una delle malattie più diffuse del pianeta. Colpisce i viaggiatori di tutto il mondo che ne sono contagiati appena varcano la soglia di camere e suite. E’ la cleptomania alberghiera. Un istinto primordiale che trasforma cittadini al di sopra di ogni sospetto in seguaci di Arsenio Lupin. Rimedi? Nessuno. La patologia sembra incurabile. Lo sanno perfettamente, tanto per citarne uno, i gestori dell’hotel Ritz che ogni anno piangono la perdita di più di sei mila posacenere. Ma soprattutto la racconta Jacob Tomsky, per anni alla reception di molti alberghi tra New Orleans e New York, e ora autore del libro di memorie «Heads in Bed». Partendo dal presupposto che anche i più insospettabili ne sono colpiti, quasi che il fatto di aver pagato una camera autorizzi ad impossessarsi del suo contenuto, il giornale inglese The Telegraph ha stilato una classifica degli oggetti più rubati al mondo. Non solo. Si interroga su ciò che rientra nel lecito (una sorta di ricordo della casa)  o nell' illecito.

La classifica. Se accappatoi e asciugamani sono in cima alla classifica, portarsi a casa un morbido telo di spugna può essere considerato un gentile omaggio della casa? Considerando l’impegno per difenderli da parte dei proprietari, dai microchip ai cartelli che ne precisano chiaramente il prezzo di vendita, sembra proprio di no. I secondi in classifica sono batterie e lampadine. La domanda è perché mai, chi si può permettere almeno una notte in albergo, sente un irrefrenabile impulso verso oggetti che costano pochi centesimi? Mistero. Cibo e bevande conquistano il terzo posto. Per sfuggire all’addetto al controllo del mini bar (temutissimo) lo stratagemma più diffuso e bere voracemente acqua e alcolici e riempire la bottiglia con acqua corrente. Ma attenzione: esistono infatti dei nuovi minibar con sensori incorporati che registrano ogni movimento e cambiamento di peso. Conseguenze? Sicuramente una brutta figura: se la bottiglia o le patatine non sono ricollocate al loro posto, in dieci secondi, il cliente dovrà comunque pagarli.

Altrettanto ambiti sono posate e cornici, in quarta e quinta posizione. Se non sono particolarmente ingombranti s'inseriscono, al sesto posto, le opere artistiche. Se portarsi a casa una statua o un affresco è realisticamente impossibile, la tentazione verso il piccolo quadro sembrerebbe irresistibile. In Gran Bretagna le più amate sono le tende: il 27% degli inglesi ha ammesso che, almeno una volta nella vita, ne ha staccata una e l’ha trasferita in valigia. Impossibile resistere anche al fascino del bollitore, ottavo in classifica. In coda ci sono libri di generica lettura (sempre più spesso lasciati dagli albergatori nelle camere pe creare una piacevole atmosfera casalinga) e ultima la Bibbia, indipendentemente dalla religione professata.  Non mancano poi, tra gli oggetti di cui è denunciata la scomparsa da parte degli increduli direttori, tappetini del bagno, una testa di cinghiale, phon e ferri da stiro. Quali sono i turisti più onesti? Sembrerebbero i danesi, visto che l’88% ha detto di non aver mai rubato nulla. Dopo di loro gli olandesi e i norvegesi, encomiabili nell’ l’85% e l’84% dei casi. Tra quei viaggiatori che hanno invece riconosciuto di essersi portati via un “ricordo” durante il soggiorno in hotel, ci sono il 62% dei francesi, il 69% dei britannici, il 76% dei portoghesi, l’81% degli spagnoli e il 79% degli italiani.

La cura.
Non c'è cura ma un rimedio: il Five, hotel superlusso di Cannes, permette di comprare tutto ciò che c'è in albergo. Biancheria, arredi, letti. Basta sapere che si possono facilmente raggiungere cifre vertiginose.