Veloci, concentrati, “secchioni” e mai bulimici. I visitatori ideali dei musei del mondo hanno, o meglio dovrebbero avere, le idee chiare e il passo lento. Che si tratti del Louvre, del Prado o del Guggenheim, chi entra in un museo dovrebbe seguire delle regole ben precise. E se il New York Times dedica un ampio articolo all’argomento, sono moltissimi i blog di viaggio che forniscono le istruzioni per non perdersi tra le opere d’arte.
Impostare un limite di tempo. La visita ideale, secondo Natasha Schlesinger, storica dell’arte e fondatrice di ArtMuse (società di visite private di musei in Usa e in Europa) può spaziare tra i 90 minuti e le 2 ore. Mai di più. Trascorrere una mezza giornata, o peggio ancora intera, al museo è inutile oltre che noioso. Oltre i 160 minuti si crea infatti un sovraccarico di emozioni difficili da gestire.
Avere un focus. L’abitudine più diffusa tra i turisti è ammirare 100 opere rapidamente dimenticando, nella stessa quantità di tempo, quello che si è appena visto. Per gli esperti di ArtMuse è molto meglio guardare 20 sole opere ma spendendo almeno 5 minuti per ciascuna. Si entra al Metropolitan Museum of Art di New York? È consigliato dedicarsi esclusivamente all’ala dedicata all’arte islamica o a quella sull’arte medievale.
La tecnica del singolo quadro. Per Marco Togni, fotografo organizzatore di viaggi, la tecnica più interessante è quella del “singolo quadro”. Informarsi bene riguardo ad un’opera e poi passare anche mezz’ora ad osservarla, guardando degli appunti presi in precedenza e provando a capirne l’essenza. Solo così, a fine giornata, si avrà la consapevolezza di aver realmente conosciuto qualcosa.
Guide private. Farsi prendere per mano, da un esperto, può fare la differenza nel tour. Lo consigliano sia la Schlesinger che Togni soprattutto se si è in compagnia dei bimbi che, invece di ciondolare, si possono appassionare seguendo i racconti. Una buona guida la si può trovare su Trip Advisor, chiedendo in hotel o attraverso il museo.
Guide Audio. Se le guide private possono costare anche centinaia di euro (The Art Post Blog sconsiglia caldamente di “scroccare” quelle altrui), molto più economica è la guida audio. Il museo del Louvre nel proprio sito ricorda che, affittando una guida audio, si ha anche diritto all’ingresso prioritario al museo, evitando così lunghe file. Per Togni è anche l’occasione di conoscere altre persone che hanno gli stessi interessi.
La regola dei 10 minuti. Per il blog di viaggi Kayak è meglio osservare un’opera d’arte per 10 minuti che vederne 10 in un minuto. Quello che infatti si può scoprire, dedicando all’arte il tempo necessario, può riservare molte sorprese.
App e Geolocalizzazioni. La tecnologia può aiutare anche i visitatori più impreparati. Tra le tante, Google Googles è una app che permette di identificare le opere d’arte e trovare tutte le informazioni utili.
Impostare un limite di tempo. La visita ideale, secondo Natasha Schlesinger, storica dell’arte e fondatrice di ArtMuse (società di visite private di musei in Usa e in Europa) può spaziare tra i 90 minuti e le 2 ore. Mai di più. Trascorrere una mezza giornata, o peggio ancora intera, al museo è inutile oltre che noioso. Oltre i 160 minuti si crea infatti un sovraccarico di emozioni difficili da gestire.
Avere un focus. L’abitudine più diffusa tra i turisti è ammirare 100 opere rapidamente dimenticando, nella stessa quantità di tempo, quello che si è appena visto. Per gli esperti di ArtMuse è molto meglio guardare 20 sole opere ma spendendo almeno 5 minuti per ciascuna. Si entra al Metropolitan Museum of Art di New York? È consigliato dedicarsi esclusivamente all’ala dedicata all’arte islamica o a quella sull’arte medievale.
La tecnica del singolo quadro. Per Marco Togni, fotografo organizzatore di viaggi, la tecnica più interessante è quella del “singolo quadro”. Informarsi bene riguardo ad un’opera e poi passare anche mezz’ora ad osservarla, guardando degli appunti presi in precedenza e provando a capirne l’essenza. Solo così, a fine giornata, si avrà la consapevolezza di aver realmente conosciuto qualcosa.
Guide private. Farsi prendere per mano, da un esperto, può fare la differenza nel tour. Lo consigliano sia la Schlesinger che Togni soprattutto se si è in compagnia dei bimbi che, invece di ciondolare, si possono appassionare seguendo i racconti. Una buona guida la si può trovare su Trip Advisor, chiedendo in hotel o attraverso il museo.
Guide Audio. Se le guide private possono costare anche centinaia di euro (The Art Post Blog sconsiglia caldamente di “scroccare” quelle altrui), molto più economica è la guida audio. Il museo del Louvre nel proprio sito ricorda che, affittando una guida audio, si ha anche diritto all’ingresso prioritario al museo, evitando così lunghe file. Per Togni è anche l’occasione di conoscere altre persone che hanno gli stessi interessi.
La regola dei 10 minuti. Per il blog di viaggi Kayak è meglio osservare un’opera d’arte per 10 minuti che vederne 10 in un minuto. Quello che infatti si può scoprire, dedicando all’arte il tempo necessario, può riservare molte sorprese.
App e Geolocalizzazioni. La tecnologia può aiutare anche i visitatori più impreparati. Tra le tante, Google Googles è una app che permette di identificare le opere d’arte e trovare tutte le informazioni utili.