Piaceri

Compro i libri dal fioraio

Libreria StudioRosa, in Australia 
Da Roma a Londra a New York, il nuovo abbinamento piace perché crea un'oasi di tranquillità
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Fogli e foglie, fiori e libri. Il trionfo del "floreale" nella moda e nel design produce curiosi effetti collaterali. Uno di questi è l’insolita parentela tra fiori e libri: l’ultima certificazione è romana, la libreria-fioreria “Con una rosa”, appena inaugurata nel quartiere Balduina. Esempi e modelli si trovano, a cercare con cura, dappertutto: da Londra a Brisbane, passando per Berlino e New York. Si tratta pur sempre di ossigenazione, no?  A Londra, due fioriste autodidatte – spinte, come loro stesse confessano, da una crisi di mezza età – mescolano mazzi di fiori a oggetti di carta e inchiostro: “le due cose che più amiamo”, con l’obiettivo di rendere le persone felici. Il progetto si chiama Worm e spedisce a domicilio in gran parte della città.
All’altro capo del mondo, Melbourne e Brisbane, Australia, StudioRosa realizza bouquet creativi a prezzi accessibili, e sugli scaffali tiene in bella mostra libri di pregio, classici e volumi a tema botanico. A Manhattan, sulla 5th, all’interno del centro commerciale Club Monaco, lo Strand Bookstore offre tra le composizioni floreali anche un’ottima selezione di libri newyorchesi. Volendo, ci si siede per un caffè.

Il cantautore
Che c’entrano dunque i libri con i fiori? La risposta l’ha fornita Vinicio Capossela ai due ideatori del neonato spazio romano. Il nome, “Con una rosa”, è un omaggio al cantautore – e lui, riconoscente, ha chiarito il legame: carta e petali come “il fior fiore della vita”. Lo spirito romantico, nell’impresa di Simona Ardimento e Claudio Giustini, c’entra ma non è tutto: «Cercavamo – spiegano – una merce non editoriale che potesse affiancare i libri senza stridere. Fiori di prima scelta che ci arrivano dall’Olanda, bouquet, composizioni, piante grasse ci parevano integrabili: sia per la bellezza in sé sia per i target contigui». Lettori e lettrici che dalle parole scritte passano a colori e profumi. Non-lettori in cerca di fiori che finiscono per dare un’occhiata alle novità di carta. «I due spazi, libreria e fioreria, convivono ma senza confusione: non ci piaceva l’idea che, fra i volumi, i fiori fossero decorativi». Il risultato è accogliente – un’oasi di quiete nel caos urbano: viene voglia di sedersi, di restare un po’, di tirare il fiato. La parete dedicata alla floricultura è ricca di proposte, e dà la misura di un’attenzione ritrovata per botanica e dintorni. Grandi mostre internazionali – dai Jardins al Grand Palais di Parigi a Nature Forever al Maxxi di Roma; ritorno del soggetto floreale nella fotografia; volumoni e riviste cartacee e online (gran scelta nella milanese Libreria della Natura). L’arte del fiorista ha platee social entusiaste e fa proseliti: avviare un’attività nel campo può diventare redditizio. E forse con più facilità creando un legame tra fiori e altri oggetti speciali: biciclette (Fiori e Bici a Milano), musica (Fiori Rosalba, sempre a Milano), vini bio e birre artigianali (Aromaticus a Roma). A due passi due dal lago di Como, “Figli dei Fiori” è una fioreria che ingloba uno spazio bistrot, con qualche libro da sfogliare e un giardino. Ancora a Milano, zona Lorenteggio, Flor Art Café ha messo al posto delle slot machine, guarda caso, libri e fiori. Possono creare dipendenza, ma si rischia solo di star meglio