Breve vademecum per la felicità: tuffarsi in acque cristalline, asciugarsi con un telo di morbida spugna, fare qualche passo sulla sabbia e sedersi (con rispetto del bon ton, però, e dunque con outfit adeguato) al ristorante del proprio lido del cuore. La pausa pranzo al mare fa parte del costume – per non dire della religione – degli italiani. Ecco allora, nel pieno della stagione, la mappa dei migliori stabilimenti con cucina.
Cominciamo con una delle novità più interessanti, che ha fatto felici i milanesi in vacanza in Liguria: dopo i tre locali in città, Enrico Buonocore ha inaugurato una quarta Langosteria dentro gli storici Bagni Fiore a Paraggi, il borgo della Riviera più amato da jet set e intellighenzia meneghina. Aperta dalle 9 del mattino alle 23.30, ha una terrazza affacciata sulla baia e un décor della sala ispirato allo stile riviera con i colori dei classici gozzi. Anche qui non manca il King Crab alla catalana, signature dish di Langosteria, e poi ostriche e coquillages, ceviche, tagliolini con branzino e l’autentica focaccia al formaggio di Recco.
Proseguendo sulla costa tirrenica si fa tappa a Forte dei Marmi, icona della Versilia. Qui i tavoli giusti, pieds dans l’eau, sono quelli dell’Orsa Maggiore, stabilimento e ristorante dagli inconfondibili toni bianchi e azzurri. I giovani cuochi di casa propongono una cucina fresca, con ingredienti locali, dall’insalata di mare agli spaghetti alle vongole al fritto misto. A mezzodì c’è anche una buona pizza e dall’aperitivo in poi i bestseller sono il Moscow Mule e il French 75. Con una passeggiata di qualche minuto sulla battigia si raggiunge il Bagno Dalmazia, alternativa di livello grazie alla cucina contemporanea dello chef Valentino Cassanelli del ristorante Lux Lucis dell’Hotel Principe. Novità anche a Fregene, lido per antonomasia dei romani: dentro lo stabilimento Coqui Beach, gestito con cura da Rosario Malapena, ora c’è anche il ristorante I Coqui, dove si può assaggiare, accanto agli ombrelloni, tutto il repertorio romano firmato da Flavio De Maio (il patron di “Flavio al Velavevodetto”) e i trapizzini di Stefano Callegari. Nel chiringuito sulla spiaggia si trova una bella selezione di bollicine e ottimi cocktail con cui brindare al tramonto. Anche la Costiera Sorrentina e la Costiera Amalfitana offrono tanti lidi a misura di gourmet. Il più frequentato è forse Il Bikini a Vico Equense, bella struttura con vista incantevole sul Golfo di Napoli e una cucina solida e raffinata: da non perdere il totano ripieno con patate viola e puntarelle e gli spaghettoni ai limoni di mare e finocchio. Dall’altro lato della Penisola, e dunque già in Costiera Amalfitana, si può scendere fino alla Conca del Sogno a Nerano, sotto Massa Lubrense, che un incanto lo è davvero con i suoi tavoli apparecchiati con garbo, a lume di candela, a qualche centimetro dall’acqua.
Cambiamo mare, dal Tirreno all’Adriatico. In Friuli Venezia Giulia va segnata in agenda la Terrazza Ausonia a Trieste, un’istituzione cittadina: al Bagno Ausonia i triestini vengono a tuffarsi dal pontile sin dal 1937. Oltre alla vista indimenticabile sul Golfo si può apprezzare una cucina devota alle stagioni e al mare locale. Tappa seguente in Abruzzo: a Pescara si va al Café Les Paillottes, non solo per il curato stabilimento ma anche per la qualità e l’eclettismo – dalla pizza al sushi – dell’offerta gastronomica. Nel menù del ristorante gourmet c’è lo zampino del tre stelle Michelin Heinz Beck, che ha scelto come braccio armato lo chef Matteo Iannaccone. I piatti da provare? La zuppetta di cozze e vongole con polpo e crostacei, basilico e pane croccante, il tortello di gallinella con vongole e verdurine e una gustosa versione di brodetto alla pescarese. Si prosegue ancora più a Sud, fino a Fasano, per godersi le atmosfere wild chic del Coccaro Beach Club. Dopo un tuffo corroborante nelle acque cristalline del Salento, si possono ordinare – anche direttamente sui lettini in spiaggia – eccellenti crudi di pesce e freschi cocktail. Ancora due indirizzi garantiti: il super mondano Phi Beach in Costa Smeralda – con l’ottima cucina di Giancarlo Morelli – o il più tranquillo e sobrio Lido Azzurro a Marina di Ragusa, con i piatti del ristorante “Don Serafino a Ibla”. Quale che sia il menù, la regola è sempre la stessa: aspettare (almeno) tre ore per fare il bagno dopo aver mangiato, come ogni mamma italiana che si rispetti urla da sempre in spiaggia.
Cominciamo con una delle novità più interessanti, che ha fatto felici i milanesi in vacanza in Liguria: dopo i tre locali in città, Enrico Buonocore ha inaugurato una quarta Langosteria dentro gli storici Bagni Fiore a Paraggi, il borgo della Riviera più amato da jet set e intellighenzia meneghina. Aperta dalle 9 del mattino alle 23.30, ha una terrazza affacciata sulla baia e un décor della sala ispirato allo stile riviera con i colori dei classici gozzi. Anche qui non manca il King Crab alla catalana, signature dish di Langosteria, e poi ostriche e coquillages, ceviche, tagliolini con branzino e l’autentica focaccia al formaggio di Recco.
Proseguendo sulla costa tirrenica si fa tappa a Forte dei Marmi, icona della Versilia. Qui i tavoli giusti, pieds dans l’eau, sono quelli dell’Orsa Maggiore, stabilimento e ristorante dagli inconfondibili toni bianchi e azzurri. I giovani cuochi di casa propongono una cucina fresca, con ingredienti locali, dall’insalata di mare agli spaghetti alle vongole al fritto misto. A mezzodì c’è anche una buona pizza e dall’aperitivo in poi i bestseller sono il Moscow Mule e il French 75. Con una passeggiata di qualche minuto sulla battigia si raggiunge il Bagno Dalmazia, alternativa di livello grazie alla cucina contemporanea dello chef Valentino Cassanelli del ristorante Lux Lucis dell’Hotel Principe. Novità anche a Fregene, lido per antonomasia dei romani: dentro lo stabilimento Coqui Beach, gestito con cura da Rosario Malapena, ora c’è anche il ristorante I Coqui, dove si può assaggiare, accanto agli ombrelloni, tutto il repertorio romano firmato da Flavio De Maio (il patron di “Flavio al Velavevodetto”) e i trapizzini di Stefano Callegari. Nel chiringuito sulla spiaggia si trova una bella selezione di bollicine e ottimi cocktail con cui brindare al tramonto. Anche la Costiera Sorrentina e la Costiera Amalfitana offrono tanti lidi a misura di gourmet. Il più frequentato è forse Il Bikini a Vico Equense, bella struttura con vista incantevole sul Golfo di Napoli e una cucina solida e raffinata: da non perdere il totano ripieno con patate viola e puntarelle e gli spaghettoni ai limoni di mare e finocchio. Dall’altro lato della Penisola, e dunque già in Costiera Amalfitana, si può scendere fino alla Conca del Sogno a Nerano, sotto Massa Lubrense, che un incanto lo è davvero con i suoi tavoli apparecchiati con garbo, a lume di candela, a qualche centimetro dall’acqua.
Cambiamo mare, dal Tirreno all’Adriatico. In Friuli Venezia Giulia va segnata in agenda la Terrazza Ausonia a Trieste, un’istituzione cittadina: al Bagno Ausonia i triestini vengono a tuffarsi dal pontile sin dal 1937. Oltre alla vista indimenticabile sul Golfo si può apprezzare una cucina devota alle stagioni e al mare locale. Tappa seguente in Abruzzo: a Pescara si va al Café Les Paillottes, non solo per il curato stabilimento ma anche per la qualità e l’eclettismo – dalla pizza al sushi – dell’offerta gastronomica. Nel menù del ristorante gourmet c’è lo zampino del tre stelle Michelin Heinz Beck, che ha scelto come braccio armato lo chef Matteo Iannaccone. I piatti da provare? La zuppetta di cozze e vongole con polpo e crostacei, basilico e pane croccante, il tortello di gallinella con vongole e verdurine e una gustosa versione di brodetto alla pescarese. Si prosegue ancora più a Sud, fino a Fasano, per godersi le atmosfere wild chic del Coccaro Beach Club. Dopo un tuffo corroborante nelle acque cristalline del Salento, si possono ordinare – anche direttamente sui lettini in spiaggia – eccellenti crudi di pesce e freschi cocktail. Ancora due indirizzi garantiti: il super mondano Phi Beach in Costa Smeralda – con l’ottima cucina di Giancarlo Morelli – o il più tranquillo e sobrio Lido Azzurro a Marina di Ragusa, con i piatti del ristorante “Don Serafino a Ibla”. Quale che sia il menù, la regola è sempre la stessa: aspettare (almeno) tre ore per fare il bagno dopo aver mangiato, come ogni mamma italiana che si rispetti urla da sempre in spiaggia.