Ci vediamo al bancone del bar
di FEDERICO DE CESARE VIOLADal lago di Como a Positano, rigorosamente in hotel: ecco dove bere i cocktail migliori
“Home away from home”: per ogni cultore di bere miscelato, il bancone del bar d’albergo è il luogo del cuore. Quello dove sentirsi a casa. Dove ordinare il solito. Dove ascoltare storie e confessarsi agli sconosciuti. C’è tutta una letteratura di genere, del resto non esiste situazione più confidenziale ed evocativa. A patto, naturalmente, che la bottigliera sia all’altezza e che a prendersi cura di voi sia un esperto mixologist, qualcuno a metà tra uno psicologo e un sarto, capace di costruire una vera esperienza su misura.
Uno come Walter Bolzonella, ad esempio, dal 1989 capo Barman del Gabbiano Bar del leggendario Belmond Hotel Cipriani di Venezia. È qui che si rifugiano star come George Clooney (al quale sono dedicati due cocktail in carta, Buonanotte e Nina’s Passion) per assaggiare l’Americano Frozen o un insuperabile Bellini, realizzato ogni giorno solo con pesche bianche mature, come voleva il suo inv…
Uno come Walter Bolzonella, ad esempio, dal 1989 capo Barman del Gabbiano Bar del leggendario Belmond Hotel Cipriani di Venezia. È qui che si rifugiano star come George Clooney (al quale sono dedicati due cocktail in carta, Buonanotte e Nina’s Passion) per assaggiare l’Americano Frozen o un insuperabile Bellini, realizzato ogni giorno solo con pesche bianche mature, come voleva il suo inv…
“Home away from home”: per ogni cultore di bere miscelato, il bancone del bar d’albergo è il luogo del cuore. Quello dove sentirsi a casa. Dove ordinare il solito. Dove ascoltare storie e confessarsi agli sconosciuti. C’è tutta una letteratura di genere, del resto non esiste situazione più confidenziale ed evocativa. A patto, naturalmente, che la bottigliera sia all’altezza e che a prendersi cura di voi sia un esperto mixologist, qualcuno a metà tra uno psicologo e un sarto, capace di costruire una vera esperienza su misura.
Uno come Walter Bolzonella, ad esempio, dal 1989 capo Barman del Gabbiano Bar del leggendario Belmond Hotel Cipriani di Venezia. È qui che si rifugiano star come George Clooney (al quale sono dedicati due cocktail in carta, Buonanotte e Nina’s Passion) per assaggiare l’Americano Frozen o un insuperabile Bellini, realizzato ogni giorno solo con pesche bianche mature, come voleva il suo inventore (e fondatore dell’hotel) Giuseppe Cipriani. Per l’estate 2017, Bolzonella ha voluto giocare con la componente più sensuale della mixology, creando i cocktail Rubino e Smeraldo, due “gioielli” a base Vodka Absolut Elyx serviti in uno scrigno con tanto di maschera veneziana e pergamena con ricetta. Il primo dovrebbe avere virtù afrodisiache, il secondo infonde pace e favorisce l’amicizia. Attenzione dunque a non confondere le circostanze.
A Porto Ercole, la comunità internazionale di creativi, intellettuali e bon viveur si dà appuntamento nel salotto en plein air del Bar dell’Hotel Il Pellicano per assaggiare gli aperitivi o gli after dinner dell’ottimo Federico Morosi, dai twist on classic come il Pelican Martini a nuovi, freschi signature tra cui il Moonwalk, preparato con Gin Mare, Domaine de Canton, succo di limone, zenzero e rosmarino pestato, preso direttamente dalle rigogliose siepi del giardino di questo raffinato resort toscano sul mare. Anche al San Pietro di Positano la nuova drink list racconta i sapori e i profumi del luogo: da provare il Midnight Lullaby (vodka, limoncello, sciroppo al basilico, succo di limone, cedrata Tassoni) o il San Pietro 2.0 (vodka agli agrumi, sciroppo di citronella, Solerno e succo di pompelmo) da gustare su una delle terrazze più ambite e celebri al mondo. Dalla Costiera alle Dolomiti, nel Bar dell’Hotel La Perla a Corvara, casa di charme della famiglia Costa dove oltre a classici come Martinez e Old Fashioned, ci sono i cocktail “dal nostro cuore” (anche perché ordinandoli si sostengono i progetti agroforestali in Uganda della Costa Family Foundation) come il Dolomite Berries e una notevole selezione di grappe e distillati di frutta.
Per ogni identikit di viaggiatore, l’Italia offre oggi hotel fascinosi con bar d’eccellenza, che sia in montagna, al mare o al lago, quello di Como ad esempio, dove l’indirizzo giusto è il T Bar (e il più informale T Beach) del Grand Hotel Tremezzo: servizio inappuntabile, grande competenza e una lista dedicata ai Martinisti più incalliti. Il signature? Il Mojitaly con Brancamenta.
E chi preferisce le isole? Il miglior bar dell’Elba è quello di Villa Ottone, a Portoferraio: una dimora d’epoca, in posizione fantastica per ammirare il tramonto sulla baia, che custodisce una bottigliera con 700 referenze. I bestseller dell’estate, qui, sono il Pimm’s Cup e i tiki cocktail. A Capri, il bar del Punta Tragara si è appena rifatto trucco e nome: il nuovo Monzù Gin Club & American Bar è subito diventato il punto di riferimento per gli amanti del gin tonic con 80 etichette tra cui il giapponese KI NO BI. A Roma c’è The Gin Corner, dentro l’Hotel Adriano, che supera quota 100: davvero perfetti tutti i drink a base gin, tra cui il Negroni “Doc”.
I migliori bar nelle grandi città sono spesso proprio quelli degli hotel di lusso, sempre più aperti al pubblico esterno. A Milano c’è l’imbarazzo della scelta tra il Mandarin Bar del Mandarin Oriental, il Mio Bar del Park Hyatt e il Bamboo Bar dell’Armani Hotel. A Firenze ci si rilassa nella piscina di Villa Cora: il bartender Paolo Ponzo de Le Pool Bar rilancia gli aperitivi italiani e la tradizione del Vermouth con il localissimo Cora Martini preparato con Gin Sabatini, Vermouth Dry e peschiole al tartufo al posto dell’oliva.
Uno come Walter Bolzonella, ad esempio, dal 1989 capo Barman del Gabbiano Bar del leggendario Belmond Hotel Cipriani di Venezia. È qui che si rifugiano star come George Clooney (al quale sono dedicati due cocktail in carta, Buonanotte e Nina’s Passion) per assaggiare l’Americano Frozen o un insuperabile Bellini, realizzato ogni giorno solo con pesche bianche mature, come voleva il suo inventore (e fondatore dell’hotel) Giuseppe Cipriani. Per l’estate 2017, Bolzonella ha voluto giocare con la componente più sensuale della mixology, creando i cocktail Rubino e Smeraldo, due “gioielli” a base Vodka Absolut Elyx serviti in uno scrigno con tanto di maschera veneziana e pergamena con ricetta. Il primo dovrebbe avere virtù afrodisiache, il secondo infonde pace e favorisce l’amicizia. Attenzione dunque a non confondere le circostanze.
A Porto Ercole, la comunità internazionale di creativi, intellettuali e bon viveur si dà appuntamento nel salotto en plein air del Bar dell’Hotel Il Pellicano per assaggiare gli aperitivi o gli after dinner dell’ottimo Federico Morosi, dai twist on classic come il Pelican Martini a nuovi, freschi signature tra cui il Moonwalk, preparato con Gin Mare, Domaine de Canton, succo di limone, zenzero e rosmarino pestato, preso direttamente dalle rigogliose siepi del giardino di questo raffinato resort toscano sul mare. Anche al San Pietro di Positano la nuova drink list racconta i sapori e i profumi del luogo: da provare il Midnight Lullaby (vodka, limoncello, sciroppo al basilico, succo di limone, cedrata Tassoni) o il San Pietro 2.0 (vodka agli agrumi, sciroppo di citronella, Solerno e succo di pompelmo) da gustare su una delle terrazze più ambite e celebri al mondo. Dalla Costiera alle Dolomiti, nel Bar dell’Hotel La Perla a Corvara, casa di charme della famiglia Costa dove oltre a classici come Martinez e Old Fashioned, ci sono i cocktail “dal nostro cuore” (anche perché ordinandoli si sostengono i progetti agroforestali in Uganda della Costa Family Foundation) come il Dolomite Berries e una notevole selezione di grappe e distillati di frutta.
Per ogni identikit di viaggiatore, l’Italia offre oggi hotel fascinosi con bar d’eccellenza, che sia in montagna, al mare o al lago, quello di Como ad esempio, dove l’indirizzo giusto è il T Bar (e il più informale T Beach) del Grand Hotel Tremezzo: servizio inappuntabile, grande competenza e una lista dedicata ai Martinisti più incalliti. Il signature? Il Mojitaly con Brancamenta.
E chi preferisce le isole? Il miglior bar dell’Elba è quello di Villa Ottone, a Portoferraio: una dimora d’epoca, in posizione fantastica per ammirare il tramonto sulla baia, che custodisce una bottigliera con 700 referenze. I bestseller dell’estate, qui, sono il Pimm’s Cup e i tiki cocktail. A Capri, il bar del Punta Tragara si è appena rifatto trucco e nome: il nuovo Monzù Gin Club & American Bar è subito diventato il punto di riferimento per gli amanti del gin tonic con 80 etichette tra cui il giapponese KI NO BI. A Roma c’è The Gin Corner, dentro l’Hotel Adriano, che supera quota 100: davvero perfetti tutti i drink a base gin, tra cui il Negroni “Doc”.
I migliori bar nelle grandi città sono spesso proprio quelli degli hotel di lusso, sempre più aperti al pubblico esterno. A Milano c’è l’imbarazzo della scelta tra il Mandarin Bar del Mandarin Oriental, il Mio Bar del Park Hyatt e il Bamboo Bar dell’Armani Hotel. A Firenze ci si rilassa nella piscina di Villa Cora: il bartender Paolo Ponzo de Le Pool Bar rilancia gli aperitivi italiani e la tradizione del Vermouth con il localissimo Cora Martini preparato con Gin Sabatini, Vermouth Dry e peschiole al tartufo al posto dell’oliva.