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L'invenzione delle vacanze/3 E gli italiani scoprono i villaggi

1997: luoghi protetti al servizio del turista. E formula all inclusive per grandi e piccoli

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«Lo stress si combatte con il relax» e il relax lo si può raggiungere in molti modi, tutti leciti (o quasi), assicura l’esperto di turno. Negli anni Ottanta, la curva delle presenze negli alberghi – sempre crescente nei due decenni precedenti – mostra un picco in alto. L’industria del divertimento va a pieno regime. Praticamente metà degli italiani riesce a concedersi una vacanza di quattro o più notti. Aziende turistiche come Francorosso e Alpitour guadagnano sempre maggiore terreno, investono in sistemi informatici e pubblicità. Voli speciali, crociere a prezzi «imbattibili», villaggi vacanze. Cataloghi di viaggio e dépliant patinati sono al centro del campo, ma si affiancano nuove possibilità per vedere il mondo.

Un articolo uscito su Repubblica nel febbraio 1986 racconta la nascita di un catalogo viaggi elettronico di cui saranno dotate, in vista dell’estate, le agenzie turistiche: «Un video-terminale sul quale, in tempo reale, compariranno tutte le informazioni sulle più sofisticate mete turistiche, i passaggi aerei, marittimi e ferroviari, le opportunità alberghiere e le relative tariffe, differenziate per categoria». Non male. Tuttavia, per la primavera-estate ‘86 sarà pronta solo una prima parte del programma. La tecnologia avanza, ma a passo lento.

In ogni caso, le vacanze sono a tutti gli effetti una professione: per chi le organizza, e per chi le fa. Su Italia1, dal 16 aprile 1987 va in onda una serie tv in sei episodi con protagonista Jerry Calà, dal titolo Professione vacanze. Girata in un villaggio turistico pugliese, mette in scena un animatore che prova a salvare una struttura in crisi. Tra gruppi punk e dive da fotoromanzo, playboy e appassionati di esoterismo, il ritratto dell’Italia in ferie è caricaturale ma non lontano dal vero. E d’altra parte, la “filosofia” del villaggio turistico si consolida proprio nel corso di questo decennio: un luogo protetto, adatto a famiglie e clientela giovanile, con animazione molto presente e spigliata. Lo staff deve tenere compagnia, scuotere i pigri con attività sportive, intrattenere il pubblico con spettacoli e serate a tema. Ma uno degli aspetti essenziali riguarda l’assistenza dei bambini; e più che “sun, sea, sand, sex”, le quattro “s” dei primi villaggi anni Settanta, si passa a meno esotiche formule “all inclusive”, rassicuranti per giovani coppie e famiglie. «Ebbero grande successo i villaggi di Valtur (Valorizzazioni turistiche) – scrive Elisabetta Reggio in Professione animatore (Hoepli) – un’azienda costruita grazie ai finanziamenti statali per lo sviluppo del turismo nel Mezzogiorno d’Italia, che avevano una struttura di tipo alberghiero. Erano fatti di piccole case bianche con tutti i comfort», segno di una tipologia di cliente che ha per priorità «quella di poter non pensare a nulla».
Oltretutto, la vacanza non è più solo quella estiva, si moltiplica nel corso dell’anno, con un occhio ai “ponti”.

La vecchia villeggiatura che durava un mese si polverizza: meglio quattro o cinque periodi di vacanza fra Natale, Pasqua e i mesi estivi, piuttosto che trenta giorni nella stessa località. Si consolida il principio del fine settimana lungo, e comincia ad aumentare vistosamente il numero degli italiani che azzardano viaggi più avventurosi anche fuori stagione. «La febbre della vacanza esotica è in continua crescita. Nonostante i prezzi». Ma nave e aereo – stando alle statistiche – convincono ancora soltanto un ristretto cinque per cento dei vacanzieri. Il grosso si affida alle quattro ruote (73 per cento) e alle rotaie (15 per cento). Chi resta in città, comunque, sa come divertirsi: grandi concerti all’aperto (30mila giovani aspettano Madonna, icona del decennio, a Torino), discoteche sempre più in voga. I prefetti ingaggiano una guerra contro il rumore, ma sulla riviera ligure e su quella romagnola i titolari non sentono ragioni: «Chi è venuto ad abitare vicino alla mia discoteca sapeva che in estate c’è musica e divertimento, se proprio doveva fare delle vacanze tranquille doveva scegliere una località d’entroterra dove alle 22 tutto tace. I giovani vogliono divertirsi». Già. Ludici, spensierati anni Ottanta! Estate 1987: Ilona Staller, la pornostar Cicciolina, entra a Montecitorio come parlamentare. I preservativi, sotto Ferragosto, pare abbiano bloccato le fogne a Napoli.