Piaceri

Il futuro è nella ex fabbrica

Abbandonate, tornano in vita. Come le Officine Grandi Riparazioni di Torino
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Ferite delle città che si rimarginano, fabbriche abbandonate che tornano a una nuova vita. L’ultimo esempio sono le ex Officine Grandi Riparazioni di Torino. Complesso di 35 mila metri quadri costruito nell’800 dove per 122 anni si sono riparate locomotive e carrozze. Chiuso e abbandonato all’inizio degli anni ‘90, il 30 settembre aprirà i battenti. Sarà un “Big Bang”, una festa lunga due settimane con concerti ed eventi per celebrare le Officine della cultura e della ricerca. A partire dalla trasformazione del Lingotto, la fabbrica della Topolino, 6 milioni di metri quadri di vuoti industriali sono stati via via recuperati in venticinque anni. A Torino ne rimangono 4 milioni, in giro per l’Italia (dati Istat) le aree dismesse sono il tre per cento del Paese: 9 mila chilometri quadrati, tanto quanto l’Umbria. Molti i recuperi fatti. Al Mattatoio di Testaccio a Roma si trovano le opere del Museo di arte contemporanea e studiano gli studenti di Architettura e delle Belle Arti. A Milano l’ex fabbrica della Breda, dove le carrozze ferroviarie si costruivano, è diventata lo spazio espositivo Hangar Bicocca. Pure a Firenze si ragiona sul recupero delle ex Ogr, archiviato lo “storico”, l’intervento sull’ex comprensorio Fiat di Novoli e il più recente recupero in chiave enogastronomica del Mercato Centrale. A Napoli l’ex Italsider del quartiere Bagnoli è diventata la Città della Scienza, che è riuscita a superare anche l’incendio del 2013. A Catania al posto della raffineria dello zolfo sono nate “Le Ciminiere”, spazio fieristico espositivo.

Le ex Ogr sono l’ultima scommessa di Torino. Complesso pensato e ristrutturato come luogo del passato dove si sommano le occasioni del futuro della città: la cultura, l’innovazione, il cibo e il leisure. «Sono le officine delle idee e del futuro», sottolineano il presidente della Fondazione Crt, Giovanni Quaglia e il segretario generale, Massimo Lapucci. A loro il merito di aver creduto nella riqualificazione, impegnando la fondazione nell’acquisto e nel recupero del complesso ad “H” che nel 2011 ha ospitato le mostre dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia. La prima occasione di ribalta dopo anni di oblio.
Mille i giorni di cantiere, aperto nel 2014, e cento i milioni di euro investiti per rendere moderni, tra wifi e sistemi di riscaldamento, i grandi edifici che hanno ancora il sapore dell’800. In tutto, a partire dalle 1.200 finestre sostituite, si sono seguite le linee originali. Le Officine di Torino sono l’unico esempio di riconversione in Europa con tre “anime” che si integrano. La ricerca artistica nell’area Nord, tra spazi espositivi , sala congressi e zona spettacoli. La ricerca scientifica, tecnologica e industriale nell’edificio Sud che verrà inaugurato nel 2018: un “hub” per 500 cervelli in collaborazione con atenei, enti e società di tutto il mondo. In mezzo, nel transetto che collega Nord e Sud, l’enogastronomia di qualità. Un punto di incontro che ha per simbolo un lungo “social table” dove confrontarsi, mangiare e lavorare.