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Una terrazza con vista sul mare di Barcellona

Viaggio nella città catalana, tra Gaudì, la Rambla e il vento dell'indipendenza. L'albergo scelto: Duquesa de Cardona, sul Passeig de Colom
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Una pioggerellina prima leggera poi fitta bagna il mattino del primo ottobre di Barcellona. Si vota per il referendum, molte persone cercano di raggiungere i seggi e altre manifestano nelle piazze mentre alcune migliaia di poliziotti in tenuta antisommossa giunti apposta da Madrid presidiano vicoli e strade, oltre a incrociare, scontrandosi, gruppi di indipendentisti. Il Passeig de Colom, di fronte a Barceloneta (il quartiere marinaro della città), è quasi deserto alle dieci del mattino. Solo qualche turista in bici e impermeabile s’avventura nei vicoli che portano al Barrio Gotico. Il nostro albergo, l’Hotel Duquesa de Cardona, è proprio qui, ai piedi della lunghissima Rambla che porta dopo centinaia e centinaia di passi in piazza Catalunya.La facciata dell’hotel si staglia sul largo marciapiede del viale dedicato a Cristoforo Colombo, il “passeig” che collega la città al mare.
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Una pioggerellina prima leggera poi fitta bagna il mattino del primo ottobre di Barcellona. Si vota per il referendum, molte persone cercano di raggiungere i seggi e altre manifestano nelle piazze mentre alcune migliaia di poliziotti in tenuta antisommossa giunti apposta da Madrid presidiano vicoli e strade, oltre a incrociare, scontrandosi, gruppi di indipendentisti. Il Passeig de Colom, di fronte a Barceloneta (il quartiere marinaro della città), è quasi deserto alle dieci del mattino. Solo qualche turista in bici e impermeabile s’avventura nei vicoli che portano al Barrio Gotico. Il nostro albergo, l’Hotel Duquesa de Cardona, è proprio qui, ai piedi della lunghissima Rambla che porta dopo centinaia e centinaia di passi in piazza Catalunya.La facciata dell’hotel si staglia sul largo marciapiede del viale dedicato a Cristoforo Colombo, il “passeig” che collega la città al mare.
Oltre la strada, svettano torri, si fanno largo le “passeggiate” dello struscio serale, piene di alberi e ristoranti. L’accoglienza al Duquesa de Cardona è buona. Un addetto al ricevimento ha la premura di prendere le valigie appena scesi dal taxi. L’edificio – che risale al XVI secolo e nacque come residenza nobiliare – fu trasformato in hotel nel 2003. Entriamo. Si avvertono i quasi quindici anni trascorsi dal momento del restauro. Tutto è in ordine, su alcune pareti si fanno notare, incorniciate, decine di storiche prime pagine (fine 1800) del quotidiano La Vanguardia, il bar è pulito (anche se il caffè è imbevibile); l’ambiente, tutto sommato, è fascinoso, riesce a portarti indietro nel tempo e con un po’ di fantasia negli ampi saloni si riesce anche ad immaginare la famiglia reale spagnola ospite dei Cardona negli anni d’oro della monarchia.
La stanza: piccola ma ben arredata, peccato che sia posta sul retro dell’edificio, un minuscolo balconcino consente l’affaccio su un vicolo stretto e privo di ogni attrattiva; di fronte, finestre e balconi che talvolta svelano le vite degli occupanti. Le varie dotazioni (kit per il bagno, frigobar, asciugamani e accappatoi) sono soddisfacenti.
L’attrattiva principale di questo albergo (una sessantina di camere, prezzi a partire da 150 euro, in questo periodo, per una doppia) è però l’ampia terrazza
che consente di abbracciare con lo sguardo tutto il porto (quello vecchio e l’approdo crocieristico), la torre che ospita un grande e ultramoderno hotel affacciato sul mare, decine di venditori ambulanti e il Museo di Storia della Catalunya oltre ai grandi yacht ormeggiati proprio a ridosso dell’Acquario cittadino e ai tetti dei palazzi circostanti. I più curiosi potranno notare anche il frequente passaggio di aerei diretti verso l’aeroporto di Barcellona: tra le otto e le nove di sera uno ogni due minuti, tutti rintracciabili (numero volo, velocità, altitudine, provenienza) grazie a una delle tante app che seguono il traffico aereo mondiale. Nella bella stagione, su questa terrazza è possibile anche prendere il sole e fare il bagno in una piccola piscina; e la sera sedersi a uno dei tavoli del ristorante che ha però prezzi un po’ troppo alti rispetto a ciò che viene offerto. Probabilmente nelle tariffe è incluso anche il fattore P (paesaggio). Fuori, la città respira il vento dell’indipendenza (è il giorno del voto), il tassista neanche sente il nome della piazza dove ti deve portare tanto è impegnato ad ascoltare dalla radio la cronaca (con dibattito) della storica giornata.
Barcellona in grigio, visto il tempo, è ancora più bella della città stesa al sole. Sulla Rambla la solita processione di curiosi e turisti attorno a pittori di strada, mimi e giocolieri. Le case di Gaudì (ben 7 sono state inserite nell’elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco) sono come sempre piene di curiosi; dal terrazzo della Pedrera si abbraccia quasi tutta la città, compresa la Sagrada Familia e le gru che ancora lavorano per il suo completamento. Mentre dall’alto un elicottero della polizia volteggia a mezzo chilometro d’altezza, sparando la luce di un grosso faro verso il basso che non si capisce chi debba illuminare.
Ah, dimenticavamo: la colazione servita in albergo era ottima. (giuseppe casciaro)

Hotel Duquesa de Cardona
Passeig Colom 12
Barcellona
www.duquesadecardona.com