Il racconto di una breve visita nella bella e variopinta città francese, capitale dei sapori. Sosta in un elegante e discreto hotel del centro
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A Lione, al numero 22 di rue Gasparin, a due passi dalla enorme place Bellencour (la terza di Francia per ampiezza) in terra battuta rossa, attaccato alla graziosa Place des Jacobins, il viaggiatore incontra un bell’albergo per la sua permanenza (breve o medio breve) nella sorprendente città francese. Parliamo dell’Hotel Globe et Cecil, un pezzo di storia dell’hotellerie transalpina.
Arriviamo nel primo pomeriggio, l’accoglienza è più che buona. Come al solito, quando si è all’estero il viaggiatore italiano non ha alcuna possibilità di farsi comprendere nella propria lingua: a Lione come a Parigi, ad Amsterdam come a Barcellona, la lingua di chi è nato fra Trento e Palermo non viene assolutamente presa in considerazione. L’ambiente che ospita la hall è ampio, dominano i toni scuri: comode poltroncine, enormi tappeti, tendaggio abbondante…!-->!-->
A Lione, al numero 22 di rue Gasparin, a due passi dalla enorme place Bellencour (la terza di Francia per ampiezza) in terra battuta rossa, attaccato alla graziosa Place des Jacobins, il viaggiatore incontra un bell’albergo per la sua permanenza (breve o medio breve) nella sorprendente città francese. Parliamo dell’Hotel Globe et Cecil, un pezzo di storia dell’hotellerie transalpina.
Arriviamo nel primo pomeriggio, l’accoglienza è più che buona. Come al solito, quando si è all’estero il viaggiatore italiano non ha alcuna possibilità di farsi comprendere nella propria lingua: a Lione come a Parigi, ad Amsterdam come a Barcellona, la lingua di chi è nato fra Trento e Palermo non viene assolutamente presa in considerazione. L’ambiente che ospita la hall è ampio, dominano i toni scuri: comode poltroncine, enormi tappeti, tendaggio abbondante ma non pesante, rosso, giallo ocra, oro, grigio sono i colori che saltano agli occhi. Ciò che colpisce è uno stile che pare fatto apposta per allontanare dall’ospite l’idea di trovarsi in un albergo; si nota negli spazi comuni, su per le scale, nei corridoi che portano verso le stanze, nelle stanze stesse, naturalmente. Il prezzo medio per una notte in questo periodo è di 140 euro ma bisogna controllare il sito perchèquesto è un periodo molto affollato.
La stanza ha dimensioni normali, i mobili sono originali, gli appendiabiti a vista (è la prima volta che vediamo una stanza senza un armadio), l’illuminazione apparentemente scarsa ma in fin dei conti utile e d’atmosfera. Come apprendiamo dal sito dell’albergo, la nostra dimora è unica, nel senso che per ogni ambiente abitativo sono stati realizzati arredi e decorazioni originali e diversi. Si respira una bella aria. Il bagno è grande, discreto il kit. Non c’è però il frigobar, troviamo solo una bottiglietta d’acqua il cui contenuto si esaurisce in un bicchiere.
Bene, si esce, siamo curiosi di attraversare questa città. Da Place des Jacobins decidiamo di arrivare fino alla Croix Rousse, il quartiere degli ex artigiani della seta dalla cui sommità si ammira un panorama spettacolare: il viaggio, duemilaseicento metri percorrendo l’interminabile rue du Presidente Herriot - con enormi marciapiedi, tanti negozi, molta gente - vale la fatica. La parte finale della traversata è la più interessante, con stradine ornate da bistrot, negozi di artigiani, famigliole per strada. La discesa è una passeggiata veloce che ci porta nella zona “vecchia”, adagiata sulla riva destra di uno dei due fiumi che attraversano la città, il Saona (l’altro è il Rodano). Da non perdere le due vie che caratterizzano questo affascinante quartiere, rue Saint-Jean e rue de Boeuf.
Sarete attratti da una miriade di negozietti e soprattutto da una quantità esagerata di bouchon (le nostre trattorie), quelle con le tovaglie a quadretti bianchi e rossi, frattaglie e prelibatezze, salse e dolci tipici. Da non dimenticare che Lione è la patria di Paul Bocuse, inventore della nouvelle cuisine e apprezzato in tutto il mondo. Chi ama il cibo e le atmosfere che esso riesce a creare, non può fare a meno di immergersi – tra le nove e le dieci di sera – in quel triangolo di stradine formato da rue de l’Ancienne Préfecture alla base e dalle rue de la Monnaie (lato sinistra) e Mercière ai lati: troverà i ristoranti più caratteristici e affollati (ma non i migliori della città). Il più tipico di essi è Le bistrot de Lyon, dalla storia antichissima. E si vede, negli arredi e nei piatti. Il cibo è buono, i prezzi nella media mentre i camerieri, soprattutto quelli con più esperienza, se la cavano in maniera troppo sbrigativa.
E’ ora di tornare nella nostra casa di un giorno. La facciata dell'albergo è ben illuminata. E' l'ora per scoprire un piccolo neo: se vuoi addormentarti accanto a una bottiglia piena d'acqua bisogna chiederla al portiere di notte che la metterà in conto a 4 euro e cinquanta. (giuseppe casciaro)
Hotel Globe&Cecil
21 rue Gasparin
Lione
www.globeetcecilhotel.com
www.chateauxhotels.it