Parole d'ordine: un colpo al cerchio, uno alla botte. Scommettendo da un lato su talenti ancora da scoprire, spesso esordienti. E puntando dall'altro su autori molto amati e molto premiati. L'autunno caldo del romanzo, la pioggia di uscite di fine agosto, settembre e ottobre, si presenta così. Con un'anima divisa in due. In una grande varietà di temi e stili: saghe familiari, memoir, affreschi sociali, non fiction, saggistica di tipo narrativo, ritorni al secolo scorso per capire da dove veniamo. In un contesto geografico che, al di là del solito asse Europa-America, punta verso Oriente. Cominciamo dall'offerta internazionale, con la sfida tra cavalli di razza delle scuderie "cugine" Mondadori ed Einaudi.
L'ammiraglia del gruppo schiera Dave Eggers con Il guru del caffè, viaggio di ritorno (vero) di uno yemenita nato in America; il Pulitzer Jeffrey Eugenides con Una cosa sull'amore, racconti con personaggi emblematici …
L'ammiraglia del gruppo schiera Dave Eggers con Il guru del caffè, viaggio di ritorno (vero) di uno yemenita nato in America; il Pulitzer Jeffrey Eugenides con Una cosa sull'amore, racconti con personaggi emblematici …
Parole d'ordine: un colpo al cerchio, uno alla botte. Scommettendo da un lato su talenti ancora da scoprire, spesso esordienti. E puntando dall'altro su autori molto amati e molto premiati. L'autunno caldo del romanzo, la pioggia di uscite di fine agosto, settembre e ottobre, si presenta così. Con un'anima divisa in due. In una grande varietà di temi e stili: saghe familiari, memoir, affreschi sociali, non fiction, saggistica di tipo narrativo, ritorni al secolo scorso per capire da dove veniamo. In un contesto geografico che, al di là del solito asse Europa-America, punta verso Oriente. Cominciamo dall'offerta internazionale, con la sfida tra cavalli di razza delle scuderie "cugine" Mondadori ed Einaudi.
L'ammiraglia del gruppo schiera Dave Eggers con Il guru del caffè, viaggio di ritorno (vero) di uno yemenita nato in America; il Pulitzer Jeffrey Eugenides con Una cosa sull'amore, racconti con personaggi emblematici dei nostri anni; la Pulitzer e vincitrice di National Book Award Annie Proulx con Pelle di corteccia, ambientato in un Seicento avventuroso; il francese Pierre Lemaitre, classico mix alta qualità e alte vendite, con la seconda parte della Trilogia del Novecento, I colori dell'incendio. Lo Struzzo contrattacca con il grande Julian Barnes (L'unica storia, sulla relazione scandalosa tra un diciannovenne e una signora sposata dell'età di sua madre); il Nobel Patrick Modiano (Ricordi dormienti, in cui ritroviamo i temi della memoria a lui cari); Murakami con la prima parte del suo L'assassinio del commendatore; e soprattutto con Perché scrivere, che raccoglie i saggi letterari (alcuni inediti) di Philip Roth.
Ma i concorrenti non stanno a guardare. La nave di Teseo risponde, tra gli altri, con Tahar Ben Jelloun (La punizione, testimonianza durissima di vita sotto i regimi); Bompiani col Booker prize Richard Flanagan (Prima persona, il curioso caso di un ghostwriter alle prese con un truffatore); Feltrinelli con l'egiziano Ala al Aswani (Sono corso verso il Nilo, ambientato il primo giorno della rivoluzione di piazza Tahrir del 2011). Tante le storie dalla parte di lei: come Donne che parlano di Miriam Toews (Marcos y Marcos); il caso editoriale Asimmetria di Lisa Halliday (Feltrinelli), diventato simbolo del #MeToo; il made in Japan de La ragazza del convenience store di Murata Sayaka (e/o). Da scoprire le americane Jennifer Haigh, con un titolo che è già un programma (L'America sottosopra, Bollati Boringhieri); Elizabeth McKenzie con L'amore al tempo degli scoiattoli (Marsilio), tra qualità e divertimento; Paula McLain sulle passioni di Ernest Hemingway (Amore e rovina, Neri Pozza). In ambito maschile, escono Philippe Besson per Guanda (Non mentirmi, un travagliato legame gay anni Ottanta) e l'olandese Jan Brokken con la biofiction dell'avventuriero Jungle Rudy (Iperborea).
Dal resto del mondo all'Italia, grande attesa per The Game (Einaudi), la rivoluzione tecnologica esplorata, a modo suo, da Alessandro Baricco; per il ritorno di Raffaele La Capria, novantacinque anni, con i suoi incontri letterari novecenteschi (Il fallimento della consapevolezza, Mondadori); per il Walter Siti di Bontà (Stile Libero), su un uomo ormai anziano diviso tra editoria e ossessioni private; per l'Antonio Scurati di M. Il figlio del secolo (Bompiani, un viaggio nel fascismo); per il nuovo Wu Ming (Stile Libero) sulla rivoluzione russa, Proletkult. E poi gli eterni bestselleristi: Maurizio De Giovanni con due uscite, per Einaudi Sinfonia per i bastardi di Pizzofalcone, per Sellerio Dodici rose a settembre, con protagonista femminile; Francesco Recami che riprende i suoi gialli "condominiali" ne Il diario segreto del cuore (ancora Sellerio); Andrea Vitali con Gli ultimi passi del sindacone (Garzanti). Tra le conferme Nadia Terranova, che in Addio fantasmi (Stile Libero) si confronta con la memoria del padre; e Paola Mastrocola, che con Leone (Einaudi) non tradisce le aspettative. Tra le scommesse di Mondadori c'è Benedetta Cibrario con il romanzo storico ottocentesco Il rumore del mondo; Rizzoli punta invece sull'intimista La distanza tra me e il ciliegio di Paola Peretti, già venduto bene all'estero.
Però i veri dominatori, anche a ombrelloni chiusi, sono thriller e noir. In ogni salsa. Francese dark: Guillaume Musso, La ragazza e la notte (La nave di Teseo). Storica-action: Jeffrey Archer, I peccati del padre (HarperCollins). Storico-spionistica: gli spagnoli Arturo Pérez-Reverte (L'ultima carta è la morte, Rizzoli) e Edoardo Mendoza (Città sospesa, DeA Planeta), l'africano Wilbur Smith (Grido di guerra, Longanesi). Adrenalinica: Jeffery Deaver, Il taglio di Dio (Rizzoli). Poliziesca losangelina: L'ultimo giro della notte (Piemme), in cui Michael Connelly ci fa conoscere una nuova detective. Brit-poliziesca: Angela Marsons, Una morte perfetta (Newton Compton). Dai delitti all'eros, Lisa Hilton chiude la sua trilogia hot con Ultima (Longanesi).
Nel fantasy, invece, Mondadori lancia Il fantasma di Eymerich di Valerio Evangelisti e Miti del Nord di Neil Gaiman, tuffo nel mondo di Thor. Da tenere d'occhio la distopia attualissima di Infomocracy dell'americana Malka Older (Frassinelli). E per chiudere in bellezza, i classici. Quelli che non stancano mai. Molti gli Adelphi: ad esempio Georges Simenon (la raccolta Il morto piovuto dal cielo) e Irène Némirovsky (Il signore delle anime). Ma c'è anche Fazi con Cambio di rotta di Elizabeth Jane Howard: imperdibile.
L'ammiraglia del gruppo schiera Dave Eggers con Il guru del caffè, viaggio di ritorno (vero) di uno yemenita nato in America; il Pulitzer Jeffrey Eugenides con Una cosa sull'amore, racconti con personaggi emblematici dei nostri anni; la Pulitzer e vincitrice di National Book Award Annie Proulx con Pelle di corteccia, ambientato in un Seicento avventuroso; il francese Pierre Lemaitre, classico mix alta qualità e alte vendite, con la seconda parte della Trilogia del Novecento, I colori dell'incendio. Lo Struzzo contrattacca con il grande Julian Barnes (L'unica storia, sulla relazione scandalosa tra un diciannovenne e una signora sposata dell'età di sua madre); il Nobel Patrick Modiano (Ricordi dormienti, in cui ritroviamo i temi della memoria a lui cari); Murakami con la prima parte del suo L'assassinio del commendatore; e soprattutto con Perché scrivere, che raccoglie i saggi letterari (alcuni inediti) di Philip Roth.
Ma i concorrenti non stanno a guardare. La nave di Teseo risponde, tra gli altri, con Tahar Ben Jelloun (La punizione, testimonianza durissima di vita sotto i regimi); Bompiani col Booker prize Richard Flanagan (Prima persona, il curioso caso di un ghostwriter alle prese con un truffatore); Feltrinelli con l'egiziano Ala al Aswani (Sono corso verso il Nilo, ambientato il primo giorno della rivoluzione di piazza Tahrir del 2011). Tante le storie dalla parte di lei: come Donne che parlano di Miriam Toews (Marcos y Marcos); il caso editoriale Asimmetria di Lisa Halliday (Feltrinelli), diventato simbolo del #MeToo; il made in Japan de La ragazza del convenience store di Murata Sayaka (e/o). Da scoprire le americane Jennifer Haigh, con un titolo che è già un programma (L'America sottosopra, Bollati Boringhieri); Elizabeth McKenzie con L'amore al tempo degli scoiattoli (Marsilio), tra qualità e divertimento; Paula McLain sulle passioni di Ernest Hemingway (Amore e rovina, Neri Pozza). In ambito maschile, escono Philippe Besson per Guanda (Non mentirmi, un travagliato legame gay anni Ottanta) e l'olandese Jan Brokken con la biofiction dell'avventuriero Jungle Rudy (Iperborea).
Dal resto del mondo all'Italia, grande attesa per The Game (Einaudi), la rivoluzione tecnologica esplorata, a modo suo, da Alessandro Baricco; per il ritorno di Raffaele La Capria, novantacinque anni, con i suoi incontri letterari novecenteschi (Il fallimento della consapevolezza, Mondadori); per il Walter Siti di Bontà (Stile Libero), su un uomo ormai anziano diviso tra editoria e ossessioni private; per l'Antonio Scurati di M. Il figlio del secolo (Bompiani, un viaggio nel fascismo); per il nuovo Wu Ming (Stile Libero) sulla rivoluzione russa, Proletkult. E poi gli eterni bestselleristi: Maurizio De Giovanni con due uscite, per Einaudi Sinfonia per i bastardi di Pizzofalcone, per Sellerio Dodici rose a settembre, con protagonista femminile; Francesco Recami che riprende i suoi gialli "condominiali" ne Il diario segreto del cuore (ancora Sellerio); Andrea Vitali con Gli ultimi passi del sindacone (Garzanti). Tra le conferme Nadia Terranova, che in Addio fantasmi (Stile Libero) si confronta con la memoria del padre; e Paola Mastrocola, che con Leone (Einaudi) non tradisce le aspettative. Tra le scommesse di Mondadori c'è Benedetta Cibrario con il romanzo storico ottocentesco Il rumore del mondo; Rizzoli punta invece sull'intimista La distanza tra me e il ciliegio di Paola Peretti, già venduto bene all'estero.
Però i veri dominatori, anche a ombrelloni chiusi, sono thriller e noir. In ogni salsa. Francese dark: Guillaume Musso, La ragazza e la notte (La nave di Teseo). Storica-action: Jeffrey Archer, I peccati del padre (HarperCollins). Storico-spionistica: gli spagnoli Arturo Pérez-Reverte (L'ultima carta è la morte, Rizzoli) e Edoardo Mendoza (Città sospesa, DeA Planeta), l'africano Wilbur Smith (Grido di guerra, Longanesi). Adrenalinica: Jeffery Deaver, Il taglio di Dio (Rizzoli). Poliziesca losangelina: L'ultimo giro della notte (Piemme), in cui Michael Connelly ci fa conoscere una nuova detective. Brit-poliziesca: Angela Marsons, Una morte perfetta (Newton Compton). Dai delitti all'eros, Lisa Hilton chiude la sua trilogia hot con Ultima (Longanesi).
Nel fantasy, invece, Mondadori lancia Il fantasma di Eymerich di Valerio Evangelisti e Miti del Nord di Neil Gaiman, tuffo nel mondo di Thor. Da tenere d'occhio la distopia attualissima di Infomocracy dell'americana Malka Older (Frassinelli). E per chiudere in bellezza, i classici. Quelli che non stancano mai. Molti gli Adelphi: ad esempio Georges Simenon (la raccolta Il morto piovuto dal cielo) e Irène Némirovsky (Il signore delle anime). Ma c'è anche Fazi con Cambio di rotta di Elizabeth Jane Howard: imperdibile.