"Ti senti estranea ovunque", cerchi nella sensualità in boccio la certezza di esistere, nella madre incapace di ribellarsi una complicità affettiva, negli amici il bisogno di emanciparti. Mentre la Lione dei primi anni 50 si interroga sui crimini di guerra, Louise, protagonista di Veloce la vita di Sylvie Schenk (Keller editore), rappresenta la dicotomia tra il voler conoscere e la paura di affrontare verità brutali. Intuisce che "la vita intera è un gioco cattivo e talvolta divertente di maschere e ombre" e che non ci si può sottrarre alla commedia degli equivoci dove ognuno recita la sua parte. Romanzo di formazione, scoperta della scrittura come incontro di mondi affollati dalle ombre del passato, crescendo di domande sull'illusorio bisogno di amare. Mentre il paesaggio interiore è marchiato dal peccato dei padri, ci si consola pensando che la letteratura riesce a dar voce alla Colpa, a imprigionarla evitando l'oblio.
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Maria Anna Patti"Veloce la vita" di Sylvie Schenk (Keller editore)