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Un Pierrot tra gli avatar

Il drammaturgo Stefano Massini ricorda il grande maestro Lindsay Kemp, coreografo, danzatore e mimo, scomparso il 25 agosto a Livorno, dove da tempo viveva. Aveva collaborato con David Bowie e Kate Bush, influenzando il mondo del rock e del teatro
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C'è ancora posto per un folletto fra i troll? C'è ancora posto per Pierrot fra gli avatar? No, non c'è. E infatti Lindsay Kemp ha tolto l'àncora. Con silenzio, in punta di piedi, sdegnando il luna park di questo mondo roboante in cui lo strepito di chi soffre si mischia all'urlo degli infoiati, tutto si frulla insieme e la cacofonia ti stordisce. Con questa possente ultima provocazione, se ne è andato l'ultimo Puck dell'era moderna, creatura dionisiaca allo stato puro, capace di volteggiare fra l'onirico e il trasgressivo, concedendosi da solo il passaporto per le lande più estreme dell'azzardo, della metafora, del ribaltamento.

Davvero non c'era più posto per uno come lui, danzatore sacerdotale distante anni luce da questa balera dove gesto e parola si bestemmiano a vicenda e perfino il respiro è limitrofo al rutto. In un nuovo m…
C'è ancora posto per un folletto fra i troll? C'è ancora posto per Pierrot fra gli avatar? No, non c'è. E infatti Lindsay Kemp ha tolto l'àncora. Con silenzio, in punta di piedi, sdegnando il luna park di questo mondo roboante in cui lo strepito di chi soffre si mischia all'urlo degli infoiati, tutto si frulla insieme e la cacofonia ti stordisce. Con questa possente ultima provocazione, se ne è andato l'ultimo Puck dell'era moderna, creatura dionisiaca allo stato puro, capace di volteggiare fra l'onirico e il trasgressivo, concedendosi da solo il passaporto per le lande più estreme dell'azzardo, della metafora, del ribaltamento.

Davvero non c'era più posto per uno come lui, danzatore sacerdotale distante anni luce da questa balera dove gesto e parola si bestemmiano a vicenda e perfino il respiro è limitrofo al rutto. In un nuovo millennio affetto da insonnia da stress, Kemp incarnava l'assurdo del sogno, o forse ancor più: sentivi in lui l'alone sfocato di quelle visioni che anticipano il sonno, in cui la realtà inizia lieve a trasfigurarsi nel teatro onirico, e d'improvviso il grottesco diviene l'unico linguaggio possibile per raccontare a sé stessi le miserie del vivere. Che spazio poteva trovare un simile acrobata, rimasto orfano del suo circo?

Oggi noi cerchiamo l'ebbrezza del sogno nella realtà virtuale, nei mondi paralleli, in quel gran bazar della tecnologia pronta a elaborare teatri di marionette sempre più psichedelici, sempre vissuti con la parola d'ordine dell'interattività. Rispetto a tutto questo, Kemp appariva uno straordinario relitto, ancora inebriato di una grazia antica e disperata, figlia della decadenza di Oscar Wilde e delle faune surreali di Lewis Carrol. E dire che agli albori della carriera la sua linea poetica era apparsa immorale e trasgressiva, costandogli fior di anatemi.

Anche questo oggi fa amaramente sorridere: nel 2018 di Youporn e dei corpi in vetrina come carne al macello, sembra preistoria quell'era in cui i performer potevano dar scandalo socchiudendo le stanze proibite del burlesque o del queer.